viaggi a metano
maggio 2016

Una Parigi più verde, anche grazie al metano

Silvia De Santis

“Paris n’est pas une autoroute”, Parigi non è un’autostrada. Perciò, entro il 2020, diesel bandito dalla capitale e divieto di circolazione dalle 8 alle 20 per i mezzi inquinanti immatricolati da più di nove anni. Benvenute, invece, auto elettriche e a metanoContro polveri sottili e picchi di inquinamento frequenti, la Ville Lumière dà il via alla rivoluzione ecologica sulle proprie strade. Su Rive Gauche e Rive Droite si allargano aree pedonali e zone a basse emissioni, prendono piede il car sharing e il Velib’ (il bike sharing parigino), si premia la mobilità virtuosa e alternativa.

 

Incentivi agli automobilisti green

Per accompagnare i parigini nella transizione verso la mobilità verde, la città propone un ventaglio di misure e incentivi, rivolti soprattutto ai pendolari che dall’hinterland (la cosiddetta Petite Couronne, formata dai quartieri Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne) si spostano quotidianamente verso la capitale. L’obiettivo è togliere dalla strada circa 3.300 veicoli a benzina/diesel immatricolati prima dell’ottobre 1997, recuperandone 650 tra gli impiegati nel settore della logistica, che contano un parco auto stimato di 4.500 mezzi pesanti e 8.600 veicoli leggeri; 2.000 tra gli ultra leggeri inquinanti utilizzati da artigiani, piccoli commercianti, fiorai, lavoratori dell’edilizia e nella grande distribuzione, e altri 650 tra i commercianti dei mercati parigini.

 

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La logistica si converte al metano

Tra le imprese private d’Oltralpe ad aver già rimpinguato le proprie flotte in ottica green figurano in prima linea le grandi catene di distribuzione (come Monoprix, Castorama, Picard, Ikea, Saint Gobain) e le aziende per il trattamento dei rifiuti (Sita, Veolia, Derichebourg, Coved, Nicollin, Paprec): a Parigi la percentuale dei camion di raccolta a metano sfiora l’80%. Numeri leggermente più bassi nelle altre grandi città francesi, ma resta il fatto che i due terzi dei centri con più di 200.000 abitanti hanno optato per il gas naturale.
Non ultime, tra gli attori della transizione energetica, le compagnie dell’autotrasporto e della logistica. Mentre a Lione, la compagnia CityLogistics – 500 consegne al giorno per un volume di 50 tonnellate circa – vanta un’intera flotta di furgoni e autotrasportatori ecologici, alimentati a biometano (con un abbattimento del 50% delle emissioni di CO2 e del 70% delle emissioni di azoto), Parigi si prepara a inaugurare, a partire da settembre 2017, la sua prima navetta ferroviaria urbana. Tre compagnie della logistica, Solaris, Eurorail e XPO Logistics hanno siglato, infatti, un accordo di collaborazione per creare uno scalo a nord de l’Ile-de-France destinato a imprese che operano prevalentemente nell’area di Parigi e banlieu. Da questo centro di raccordo partiranno ogni giorno navette alimentate a metano in grado di trasportare 60 container l’una, che convoglieranno le consegne di più mittenti dirette al medesimo destinatario. Con questo escamotage trenta camion in meno circoleranno quotidianamente per i boulevard, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria.

Chi sostituirà un’auto a motore termico con una elettrica o alimentata a metano potrà godere di un incentivo pari fino al 15% del prezzo di listino. Il tetto massimo del contributo è di 9.000 euro per veicoli con portata superiore a 3,5 tonnellate, 6.000 euro per portate comprese tra 2,5 e 3, 5 tonnellate e fino a 3.000 euro per una portata inferiore a 2,5 tonnellate. Nel caso di flotte aziendali, il contributo economico, limitato a un solo mezzo per impresa, dovrà essere concordato con la Regione, ma un’integrazione potrà venire anche dallo Stato. Previsti anche parcheggi orari riservati a furgoni e mezzi ecologici. I veicoli elettrici potranno essere ricaricati presso una rete di colonnine pubbliche.

 

I mezzi pubblici al GNV

Un impulso alla motorizzazione alternativa a diesel e benzina è dato anche al trasporto pubblico. Tappa decisiva per la sperimentazione e lo sviluppo su larga scala di mezzi alimentati a metano è un accordo siglato nel 2014 dal Comune di Parigi insieme a Poste, sindacato Sigeif (Syndicat intercommunal pour le gaz et l’électricité en Ile-de-France) e al gestore del servizio di distribuzione del gas Grdf (Gaz Réseau Distribution France). Obiettivo dichiarato è dire addio al diesel entro il 2020. Si tratta di un progetto che si inscrive nell’ambiziosa politica portata avanti da Anne Hidalgo, dal 2014 sindaco di Parigi: guerra dichiarata a tutti i mezzi inquinanti che circolano nella capitale, ecosostenibilità e ambiente come stelle polari, pedonalizzazione e aree verdi da restituire ai cittadini.

Senna, la nuova spina dorsale della metropoli

Ma la rivoluzione logistica di Parigi non passa solo dalla strada. Corre sull’acqua, con la Senna pronta a ridiventare la spina dorsale di una città che nel Medioevo fece del fiume la propria fortuna (tanto da inserire i battelli che lo solcavano, i “marchand d’eau”, nel proprio stemma). Oggi anche il grande corso d’acqua prova ad aiutare l’anima green della capitale. Esempio ne è la catena di supermercati Franprix che dal 2012 ha convertito parte del trasporto merci su gomma sfruttando la logistica fluviale, togliendo dalla strada 2.600 automezzi l’anno. Per approvvigionare 135 dei 350 punti vendita presenti nella Ville Lumière, i container salpano dal porto di Bonneuil-sur-Marne, nella campagna francese, per attraccare, 21 km dopo, al Port de la Bourdonnais, tra la Tour Eiffel e il Musée du Quai Brainly, dove si trova anche il terminal dei famosi bateaux mouches, i battelli turistici, con un doppio vantaggio: decongestionare il traffico in entrata e ottimizzare l’utilizzo di un’infrastruttura portuale. Nonostante i costi di trasporto su battello siano più elevati rispetto a quelli su gomma, la scelta di Franprix è lungimirante. In futuro ci saranno sempre più restrizioni nell’utilizzo dei camion, come il già citato divieto di circolazione a Parigi per i veicoli alimentati a diesel a partire dal 2020 o l’introduzione di un pedaggio d’ingresso entro il 2021. Porte aperte, invece, al metano. 

Grazie a quest’intesa trasversale, nella flotta municipale hanno fatto il loro ingresso anche i veicoli a metano, ed è partita la conversione delle stazioni di rifornimento carburanti in ecostazioni tecnologiche multienergy, accanto all’estensione della rete di approvvigionamento per automobili alimentate in maniera alternativa.

Secondo passo decisivo, ad aprile ha preso il via in fase sperimentale “Bus 2025”, un progetto lanciato da RATP (Régie autonome des transports parisiens), che gestisce i trasporti pubblici sul suolo parigino, insieme al Sindacato dei Trasporti dell’Ile-de-France (STIF) per ridurre le emissioni inquinanti da qui a nove anni. In che modo? Sostituendo la flotta attuale di 4.500 bus alimentati a diesel con altrettanti veicoli elettrici (l’80% del totale) e a metano (per il 20%). Se per i bandi di gara bisognerà aspettare il 2017, la metamorfosi verde è già in opera sulla pioniera linea 341 che collega Charles-de-Gaulle Etoile a Porte de Clignancourt su cui, dal mese scorso, vanno inserendosi gradualmente autobus elettrici.

La transizione al metano, invece, va avanti dal 2015. Nonostante un bus ecologico costi in media 38.000 euro in più (il 15% in più) rispetto all’equivalente diesel, nella sua ultima campagna di rinnovamento la RATP ha incluso centosettanta nuovi autobus GNV, contro i venti appena dell’anno prima. In strada, a Parigi, sono scesi 90 nuovi modelli MAN Lion’s City a metano, e anche un altro autobus che circola in centro, lo Scania Citywide, è diventato a metano.

Eppure, se Parigi è oggi protagonista di un grande fermento ecologista, non è da qui che la rivoluzione verde ha originariamente preso le mosse. In principio, le città pioniere nell’utilizzo di mezzi pubblici non inquinanti in Francia sono state Lille, Lione e Marsiglia: nel marzo1994 hanno sperimentato su strada i primi Renault PR 100.2 a metano facendo da apripista, dal 1998 in poi, alla vendita dei bus a metano in tutto l’Esagono, capitale compresa.

 

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