normativa
dicembre 2017

Un protocollo per il biometano

Augusta Bruni

È stato presentato l’8 novembre a Ecomondo alla Fiera di Rimini il Protocollo d’Intesa tra i membri della Piattaforma Tecnologica Nazionale sul biometano. Industria, trasporti, settore agricolo, utilities e associazioni ambientaliste si uniscono affinché l’Italia diventi produttore di un biocarburante avanzatoNei giorni in cui si è tenuta la conferenza COP23 di Bonn sul clima, le organizzazioni che fanno parte della Piattaforma Tecnologica Nazionale sul biometano si sono ritrovate alla fiera della green e circular economy, dove si erano presentate al pubblico per la prima volta, per impegnarsi a costituire una struttura organizzativa con l’obiettivo di realizzare iniziative comuni finalizzate a promuovere lo sviluppo e il ruolo del biometano.

   

La Piattaforma

Coordinata dal CIC, Consorzio Italiano Compostatori, e dal CIB, Consorzio Italiano Biogas, con la partecipazione di Anigas, Assogasmetano, Confagricoltura,

Rimini, presentazione del Protocollo d’intesa a favore del biometano

Fise-Assoambiente, Italian Exhibition Group, Legambiente, NGV Italy e Utilitalia, la Piattaforma si propone di valorizzare le soluzioni tecnologiche innovative per far sì che l’Italia diventi uno dei principali produttori di biometano ed esprima tutto il potenziale in questo comparto.

 

Un enorme potenziale

Secondo i promotori, infatti, con un adeguato sistema legislativo a supporto l’Italia sarebbe nelle condizioni di raggiungere una produzione di 10 miliardi di m3 di biometano nel 2030, di cui almeno 8 da matrici agricole (pari a circa il 12-13% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale),

A Ecomondo c’era anche la Panda a biometano del Consorzio Cap di Milano, in viaggio dal capoluogo lombardo a Bari

non solo senza ridurre il potenziale dell’agricoltura italiana nei mercati alimentari ma accrescendo la competitività e sostenibilità delle aziende agricole. La capacità di coprire il fabbisogno italiano annuo passerebbe così dall’attuale 12-13% al 25%. I nuovi investimenti creerebbero, inoltre, 15 mila nuovi green jobs. Già oggi l’Italia è il secondo produttore di biogas europeo dopo la Germania e il quarto produttore mondiale dopo Cina, Germania e Stati Uniti.

Il Global Gas Report è stato presentato il 29 settembre dal Ceo di Snam Marco Alverà (a sinistra nell’immagine)

 

Benefici per gestione dei rifiuti, agricoltura e trasporti

Il biometano è prodotto sia da sottoprodotti di origine agricola e colture d’integrazione, sia dalla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata.

Evita quindi di liberare nell’atmosfera il carbonio sequestrato nei giacimenti di combustibili fossili, contribuendo agli obiettivi di contenimento dell’aumento della temperatura fissati dall’Accordo di Parigi per il contrasto ai cambiamenti climatici.

 

10 proposte per la green economy

In occasione della presentazione del suo report “La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane” la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha elaborato dieci mosse per far crescere la green economy e vincere la sfida contro l’inquinamento atmosferico, che fa più morti degli incidenti stradali.
La mossa numero 6 parla chiaro: “Miglioriamo radicalmente le performance ambientali dei mezzi di trasporto: meno gasolio e benzina, più elettrico, ibrido plug-in e gas”.
Nel mondo, rileva la Fondazione, ogni anno milioni di persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico; molti sono coloro che vivono in luoghi con livelli di inquinamento più alti di quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per quanto riguarda i due inquinanti più critici a livello sanitario, particolato (PM10) e biossido di azoto (NO2), più della metà degli Stai membri Ue, Italia compresa, è in procedura di infrazione.

 

 

Campione di economia circolare, il biometano acquisirebbe un ruolo strategico nella gestione dei rifiuti urbani, in agricoltura e nel sistema trasporti.

Il Global Gas Report di Snam

Snam ha pubblicato il suo primo Global Gas Report, realizzato in collaborazione con il Center for Energy Impact del Boston Consulting Group, dove si riflette anche sul ruolo che il gas naturale rivestirà nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sia come complemento delle fonti rinnovabili caratterizzato da costi competitivi, sia direttamente, attraverso lo sviluppo del gas rinnovabile e di tecnologie power-to-gas e carbon capture storage (CCS). La pubblicazione, si legge in una nota, individua i principali trend nel mercato globale del gas naturale ed esamina come questi potranno influenzare le future prospettive di crescita del settore.
“Dal nostro primo Global Gas Report – ha commentato Marco Alverà, Ceo di Snam – si evince che il gas ha tutte le carte in regola per realizzare le solide aspettative di crescita del settore. Per centrare questo obiettivo servono sforzi decisi: da una parte gli investimenti in nuove tecnologie e infrastrutture saranno decisivi per incrementare l’accesso agli approvvigionamenti e la sicurezza energetica; dall’altra sarà indispensabile decarbonizzare il settore e mettere in luce la sostenibilità di questo combustibile ai fini della transizione verso un mercato energetico più pulito, nel quale il potenziale del gas naturale potrà esprimersi appieno”.

Il CIC stima infatti che entro il 2020 si arriverà a una raccolta di rifiuti organici intorno a 8 Mton/anno. Se tutta la frazione umida dei rifiuti urbani fosse riciclata, oltre a 2 Mton/anno di fertilizzante organico si potrebbero  generare circa 300.000.000 kg/anno di biometano, più che sufficienti ad alimentare le flotte di veicoli destinati alla raccolta di tutti i rifiuti urbani prodotti.

 

In ambito agricolo, ricorda il CIB, sono attivi oltre 1300 impianti con una potenza installata di 1200 MW. Dal 2009 il settore della digestione anaerobica in agricoltura ha sviluppato investimenti per oltre 4 miliardi di euro creando 12 mila posti di lavoro, che potrebbero raddoppiare entro il 2020.

Sul fronte dei trasporti, un veicolo a biometano ha le stesse emissioni di un elettrico alimentato interamente a energia prodotta da fonte eolica, il 97% in meno di un analogo veicolo a benzina. Inoltre, per i motori a metano e biometano sono praticamente assenti le emissioni di particolato (-90/95% rispetto al gasolio) e gli ossidi di azoto sono ridotti del 50%.