viaggi a metano
febbraio 2017

Stoccolma più verde, anche grazie al metano

Silvia De Santis

Capitale Verde d’Europa nel 2010, Stoccolma è sempre più ambiziosa e attenta alla riduzione delle emissioni nocive, impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici. La Svezia, oggi come ieri, si pone come esempio virtuoso da seguire, scommettendo sulle fonti energetiche alternative, e quindi anche sul metanoSe nel 1967, indotta anche dalle risorse naturali limitate, fu il primo Paese a creare un’agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, per il futuro prossimo la Svezia ha fatto una promessa: dirà addio ai carburanti fossili. Nel 2020 ogni attività, nella capitale Stoccolma come nel resto del territorio, sarà svolta con fonti rinnovabili e non inquinanti. Responsabile di appena lo 0,2% delle emissioni globalmente prodotte, il Paese scandinavo ha messo a punto una tabella di marcia per giungere a un’economia a basse emissioni di carbonio, e veleggiare verso l’obiettivo comune dell’Unione Europea: tagliare le emissioni del 40% entro il 2030, del 60% entro il 2040 per giungere, entro il 2050, all’80% di CO2 in meno rispetto ai livelli del 1990.

 

Spostarsi a Stoccolma 

La road map si traccia a partire da un’evidenza: il 40% delle emissioni prodotte deriva dai trasporti, dunque è su quel dato che è necessario agire.

L’aeroporto di Stoccolma e gli ecotaxi

 

Fiore all’occhiello della sostenibilità, neutrale dal punto di vista dell’impatto climatico, l’aeroporto di Stoccolma – Arlanda premia gli ecotaxi dedicando loro una corsia preferenziale, mentre di recente la compagnia Fågelviksgruppen (FVG) ha firmato un accordo con Volvo Car Sverige and Upplands Motor per l’acquisto di 400 taxi Volvo V70 Bi-Fuel, di cui una parte a metano, da usare come taxi.

Come? Attraverso la conversione alle energie verdi, tra cui il metano e il biogas, da impiegare nella mobilità e nella logistica della capitale. Nel “secolo delle città” (citando l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg) in cui tre persone su quattro vivono in contesti urbani e le capitali misurano i propri muscoli affrontando anche le sfide del clima, Stoccolma ha aderito nel 2015 al “Compact Of Mayors”, l’alleanza di 100 sindaci nel mondo uniti per ridurre le emissioni di gas serra e promuovere la “resilienza”, la capacità di reagire ai cambiamenti in ottica smart. Ecco i numeri: auto di proprietà e mobilità in bus rappresentano più dell’80% del traffico motorizzato di Stoccolma e sono all’origine di due terzi delle emissioni di gas serra della città. Sebbene l’auto a benzina sia il mezzo privato più diffuso, oggi le vetture diesel costituiscono il 20 per cento di quelle in circolazione. I veicoli alimentati con combustibili rinnovabili, come gas naturale, rappresentano il 15 per cento del parco auto in circolazione, ma in compenso incidono solo per il 10 per cento delle emissioni prodotte a Stoccolma. Nel 2014, in Svezia, sono stati immatricolati 43.796 veicoli a metano.

 

Parcheggio  gratuito per le auto a metano 

Come si è arrivati a questi risultati? In primis, con l’esenzione dalla carbon tax per chi utilizza mezzi verdi. Era il 1991 quando fu introdotta per la prima volta la tassa sul carbonio (è di novembre 2016 la proposta avanzata al governo di introdurre una carbon tax anche per le compagnie aeree che operano sui cieli svedesi: tra 10 e 53 euro a passeggero come “pegno” per l’inquinamento prodotto). Rendere più costoso il petrolio ha spinto i cittadini a cercare soluzioni ad alta efficienza energetica, a vantaggio di bioenergie e biocarburanti, esentati dalla carbon tax fino alla fine del 2018 con la “benedizione” della Commissione Europea. Ma c’è di più: la capitale applica tasse differenziate alle auto in centro o in periferia in base all’orario di circolazione, misura atta a evitare il congestionamento in città, oltre che spingere verso la mobilità collettiva: un euro, un euro e cinquanta o cinque euro a seconda del momento della giornata, in base alla concentrazione di traffico. In compenso, ai veicoli green sono riservati parcheggi gratuiti e finanziamenti a fondo perduto per i mezzi non inquinanti.

Grazie a provvedimenti come questi, a sconti fino a 1.000 euro per l’acquisto di veicoli alimentati a metano o biocarburanti, il numero delle vetture verdi è progressivamente cresciuto dal 2004 e oggi più del 40% delle auto immatricolate sono a basso impatto ambientale. Insomma oggi in Svezia, possedere un veicolo verde è entrato nell’ordinarietà. A dare una forte impronta alla diffusione ha contribuito sicuramente l’aver reso obbligatoria la disponibilità dei carburanti alternativi presso tutte le stazioni di servizio.

 

In Svezia anche il car sharing è a metano

Attenzione all’ambiente e economia della condivisione: ecco il dna della Svezia. Così il metano è sbarcato anche nel car sharing: dall’ottobre scorso 42 Volvo V60 Bi-Fuel alimentate a benzina e metano sono entrate di diritto nella flotta dei veicoli della compagnia svedese “Sunfleet”. Scelta, questa, che denota come i carburanti alternativi, incluso il metano, abbiano fatto breccia anche nel cuore del Nord, vantando emissioni di sostanze nocive inferiori rispetto a quelle delle auto a benzina, diesel e Gpl. Vantaggio che cresce nei veicoli alimentati a biometano: le emissioni di CO2 scendono a 40g/km, senza diminuire le prestazioni dell’auto. Sempre in tema di car sharing, la Svezia è la culla di un’altra iniziativa per gli automobilisti “verdi” amanti dell’auto elettrica: Elbnb è una piattaforma online che mette in contatto gli autisti alla ricerca di punti di ricarica per il proprio veicolo, e privati disponibili a condividere la presa elettrica di casa propria. L’obiettivo resta quello di incentivare la transizione energetica sulle strade, sopperendo all’assenza di una rete capillare di colonnine di rifornimento sul territorio, che resta uno dei fattori che frenano l’acquisto di veicoli elettrici.

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