i paesi del metano
maggio 2017

Spagna: piccoli numeri e grandi aspettative

Leonardo Tancredi

Su tutto il territorio spagnolo si registrano iniziative interessanti di sviluppo del metano per autotrazione grazie alla sinergia di risorse pubbliche e private. Da Pamplona l’esperimento più interessante di mobilità a bio-metano con l’utilizzo di acque reflueeSulle strade spagnole i veicoli alimentati a metano sono 6.100, un numero tutto sommato ancora basso che relega la Spagna al ventisettesimo posto tra i paesi del mondo, in virtù di una flotta a gas naturale che, a livello continentale, è lontana dalle eccellenze italiane e da alcuni paesi dell’Est europeo. Ma un’altra cifra, invece, fa notizia in positivo: è 133, che rappresenta la percentuale di crescita della vendita di veicoli a metano nel 2016 rispetto all’anno precedente. Si tratta, in continuità con le caratteristiche della flotta a metano spagnola, prevalentemente di mezzi pesanti, sebbene si registri una tendenza alla crescita nell’utilizzo del metano anche per i veicoli commerciali per le consegne urbane e per i taxi. Questi dati sono diffusi da Gasnam (Asociacion Ibérica de Gas Natural por la Movilidad), associazione di categoria nata nel 2013 per promuovere l’utilizzo del gas naturale nella mobilità, sia terrestre sia marittima, e in ogni settore della vita economica del Paese. Il grafico dell’andamento del parco circolante a metano dal 2008 al 2016 disegna una scala in ascesa costante con uno strappo positivo nell’ultimo anno: in otto anni la crescita totale è stata di 4.156 unità, passando dai 1.935 veicoli del 2008 ai 6.100 dell’ultima rilevazione. Il fatto che il numero di mezzi a metano abbia cominciato a crescere a partire dall’anno in cui la crisi economica globale ha raggiunto l’Europa (e la Spagna è stata tra i paesi a pagarne il prezzo più alto), fa pensare che il basso costo del combustibile naturale abbia avuto un ruolo nelle scelte degli operatori del settore del trasporto. Quello che è certo è che i policy makers hanno cominciato a porsi il problema del miglioramento della qualità dell’aria ed anche questo ha influito sulla crescita del metano.

 

 

A Madrid, ma non solo

Lo scorso febbraio la Comunità autonoma di Madrid (una delle 17 comunità che compongono il federalismo regionale spagnolo) ha introdotto 14 autobus a metano nella “flotta intercity” del Consorzio regionale dei Trasporti. Un investimento di 3,2 milioni di euro che ha prodotto una riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e del 50% di inquinamento acustico e che ha reso il 70% dei mezzi operanti sulla linea Madrid, Leganés e Fuenlabrada alimentati con carburante ecologico. In tutto il 2016, sono stati sostituiti 162 dei 1.823 veicoli che comprendono il parco autobus della Comunità, portando a 184 il numero dei mezzi a metano. Spostandoci a nord della capitale, nei Paesi Baschi, la città di Bilbao ha dato un’impronta ecologica e di risparmio energetico al servizio di cura e conservazione del verde pubblico. L’iniziativa ha previsto l’inserimento di 44 veicoli ecologici, 27 dei quali a metano e altri elettrici, con lo scopo di tenere fede all’obbiettivo di tutela delle aree pubbliche anche abbattendo o riducendo le emissioni di anidride carbonica. Il parco di mezzi di lavoro comprende un autotreno con gru, furgoni di varie dimensioni, un furgone con rimorchio e altri macchinari.

Segnali di interesse per il metano sono arrivati anche dalle città del sud della penisola iberica. A Siviglia, capoluogo dell’Andalusia, la compagnia di trasporti Sevilla Tussam ha acquistato 15 nuovi bus da 12 metri alimentati a gas naturale. Un’operazione costata 3,9 milioni di euro grazie alla quale si stima di eliminare 14,6 tonnellate di CO2 in un anno di attività. I veicoli sono un modello MAN NL 313 CNG, con pavimento ribassato, accesso e spazi per passeggeri con mobilità ridotta, 27 posti a sedere e 52 in piedi.

 

Sperimentazioni e stazioni di rifornimento

Notizie di progetti energetici innovativi arrivano anche dalla città dell’Encierro, Pamplona. A marzo, il governo locale ha annunciato in una nota stampa la sperimentazione di un nuovo Solaris, autobus alimentato con il bio-metano derivante da un impianto di trattamento delle acque reflue di Arazuri. Superati i test, sarà il terzo esemplare attivo dopo quelli messi a punto nei mesi di gennaio e febbraio del 2017. I tre veicoli sono parte di un progetto pilota sviluppato dalla Comunità di Pamplona in collaborazione con la multiutility italiana dell’energia Hera Group, la maggior azienda distributrice di gas nella penisola iberica Gas Natural Fenosa e la società di sviluppo economica della Navarra Sodena. Dopo il Solaris, il prossimo test riguarderà uno Scania, mentre i primi due bus testati sono Mercedes: in più di mese hanno percorso 5.300 km (180 al giorno in media), rifornendosi di bio gas di notte e operando a tempo pieno durante il giorno. Se le prestazioni registrate sono state le stesse di un veicolo diesel equivalente, l’impatto acustico e ambientale è drasticamente ridotto e le emissioni di CO2 del biometano sono praticamente nulle. Una nuova stazione di rifornimento è stata aperta da Gas Natural Fenosa in prossimità di un grande svincolo autostradale in uscita dalla capitale. Oggi si contano 49 impianti sul territorio nazionale, ancora pochi se si vuole puntare seriamente alla diffusione del metano per autotrazione. Ma gli addetti ai lavori si aspettano grandi sviluppi su questo segmento della filiera nell’immediato futuro. Il nodo delle infrastrutture resta un fattore cruciale per la crescita del mercato dell’energia pulita.