viaggio a metano
febbraio 2015

Solidarietà a metano in Ucraina

Nicola Ventura

Non sono giorni facili per chi, come gli ucraini, deve sopportare un rigido inverno e una situazione di tensione costante a causa della guerra in corso. Un gruppo di italiani volenterosi si è recato proprio in Ucraina per portare viveri alle popolazioni locali, e lo ha fatto a bordo di un veicolo a metano. Ecco la prima parte del resoconto del loro viaggio, la seconda parte sarà pubblicata nel prossimo numero di Metauto MagazineDopo la prima esperienza di solidarietà con un veicolo ecologico nel 2013 a Volgograd, il nuovo viaggio di Ecomotori prevedere la consegna di oltre 500 kg di derrate alimentari e di un migliaio di chili di altri beni, tra indumenti, scarpe e giocattoli. La delegazione di ecomotori.net è capitanata da Guido Guerrini e Andrea Gnaldi che utilizzano un Peugeot Expert alimentato a metano, messo a disposizione da Cavagna-Bigas. Il programma è di raggiungere la città ucraina di Novovolynsk per poi proseguire verso Kiev, Chernobyl e Odessa.

1° giorno: destinazione Trnava (985 Km)

La prima giornata di viaggio vede il Peugeot Expert a metano partire da una gelida Sansepolcro alle 8.00 in punto con raffiche di vento e neve. Il cammino prosegue senza intoppi fino alla frontiera con l’Austria e la sosta per il rifornimento di metano di Villach è provvidenziale per recuperare energie e per distendere i nervi. La prima tappa del viaggio è nella città di Trnava che, vista la presenza di numerose chiese e palazzi storici, assume il pretenzioso nome di “Roma slovacca”!

2° giorno: Trnava-Łańcut (582 Km)

Da Trnava il viaggio riparte quando è ancora buio ed a Zilina facciamo il nostro unico rifornimento di metano in terra slovacca, nazione ricca di una decina di distributori ben posti negli itinerari strategici e tutti rigorosamente self service. Non si toccano grandi altitudini ma una nuova nevicata rallenta ulteriormente il nostro cammino verso Bielsko-Biala, dove non ci lasciamo scappare l’occasione di una foto davanti agli stabilimenti Fiat Polonia.

Partenza-ArezzoSu strette stradine di campagna sufficientemente pulite da ghiaccio e neve si percorrono gli ultimi trenta chilometri fino alla meta più toccante della giornata: i due campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau dove ci attendono freddo gelido, temperatura di cinque-sei gradi sotto lo zero e qualche fiocco di neve che timidamente cade in modo democratico su baracche, case in mattoni, torrette di guardia e filo spinato.

La periferia di Cracovia ospita l’ultimo rifornimento di metano della giornata, non più self service ma con l’operatore che oltre a fare il suo lavoro ci intrattiene con domande sull’impianto Bigas-Cavagna installato sul nostro veicolo. Il prezzo del metano, in linea con la tradizione dell’Europa orientale, è di circa mezzo euro a metro cubo.

3° giorno: Łańcut -Novovolynsk (224 km)

Nei 200 chilometri scarsi che ci separano dal confine abbiamo modo di far passare sotto le ruote del nostro Expert strade importanti e stradine secondarie che, nonostante i dieci gradi sotto zero, risultano essere in piena efficienza.

Gli stabilimenti Fiat in Polonia
Gli stabilimenti Fiat in Polonia

Siamo ad uno dei momenti più temuti dell’intero viaggio: la dogana di Ustyluh. Rispetto al passato e a situazioni analoghe, alla nostra indifferenza verso le complicazioni burocratiche non segue troppa insistenza da parte dei doganieri nel cercare di complicarci la vita. Alla fine superiamo l’ostacolo burocratico in circa 90 minuti, dei quali almeno la metà fuori dal veicolo con la solita decina di gradi sotto lo zero.

All’arrivo a Novovolynsk siamo accolti dalla famiglia di Igor, nostro contatto in loco e organizzatore della consegna del carico alla chiesa evangelica locale che concorderà con noi le modalità di distribuzione. 

Consegna-Beni4° giorno: fine anno a Novovolynsk

Non c’è molto da vedere a Novovolynsk. E’ finalmente il momento di scaricare il Peugeot Expert a metano presso il luogo dove decidiamo di lasciare il prezioso carico. In accordo con Igor e i due sacerdoti scegliamo di lasciare alimenti e vestiario presso il centro di assistenza femminile della città gestito dalla chiesa evangelica. Nella struttura sono ospitate prevalentemente donne anziane, delle quali alcune non autosufficienti, oltre ad alcune profughe provenienti dalle città attorno a Donetsk. I responsabili della chiesa ci aiutano a stipare ed inventariare i materiali nel deposito fuori dal centro di assistenza.

5° giorno: il 2015 tra guerra e speranza

Per la seconda volta consecutiva passiamo la notte di capodanno in Ucraina. Alle 23.55 a reti unificate irrompe il Presidente della Repubblica Petro Poroshenko per ricordare a tutti il difficile periodo per questo Paese. Chiede un minuto di silenzio, poi 10 rintocchi di campana e l’anno nuovo comincia.

20140301145221-ucraina_2La mattina, accompagnati da un sacerdote di nome Vladimir passiamo la giornata a fare visita a tutte le strutture presenti in città e nelle vicinanze. Si comincia dal centro di riabilitazione motoria poi le comunità per alcolizzati e tossicodipendenti, il centro diurno per bambini e la casa famiglia di una giovane coppia.

Quello che emerge da queste giornate è una cosa che avevamo ben compreso anche l’anno passato in Russia. Dopo la caduta dell’Urss lo stato sociale non esiste più. Se dipendesse dal governo russo o ucraino malati, orfani, diversamente abili, portatori di handicap o anziani non in grado di mantenersi economicamente sarebbero abbandonati a loro stessi. Solo le chiese, spesso ben coordinate tra loro, si occupano del sostegno dei meno fortunati. Ecco perché gli aiuti che vengono portati dalle persone più diverse nel corso del tempo fanno la differenza nella crescita di queste realtà.

6° giorno: verso Kiev si respira aria di guerra

Con la partenza da Novovolynsk si conclude la parte solidale più sostanziosa del nostro viaggio. Le informazioni raccolte durante le nostre visite alle strutture sociali della città mineraria serviranno sicuramente per nuovi progetti di solidarietà in un futuro non troppo lontano.

1395744792-ucraina-1Per sottolineare l’aspetto ecologico del viaggio, i circa cinquecento chilometri che ci separano dalla capitale ucraina, saranno coperti utilizzando solamente metano. Riforniamo il nostro Expert tornando ad usare un particolare adattatore tra il sistema NGV1 e quello ex sovietico e, superato il classico scetticismo del tecnico della stazione di rifornimento, effettuiamo il pieno di metano.

Si riparte verso Kiev; proprio in questo tratto ci troviamo a sorpassare una colonna di circa una decina di vecchi bus con all’interno molti giovani diretti al fronte. Alcune facce sono preoccupate altre apparentemente baldanzose ma la cosa che più impressiona è l’età media molto bassa dei ragazzi.

Un’altra novità della cartellonistica che indica l’inizio di ogni città o paesino è la presenza dei colori nazionali giallo e blu, spesso dipinti a mano, che fino ad un anno fa erano assenti. Il giallo ed il blu sulla cartellonistica possono risultare piacevoli da osservare, anche quando ad essere ridipinti sono alcuni monumenti che ricordano la seconda guerra mondiale o addirittura la statua dell’orso Misha, mascotte delle Olimpiadi di Mosca ad 80 chilometri da Kiev.

Il lungo attraversamento di mezza Ucraina si conclude a Kiev: straordinaria la resa dell’impianto a metano Bigas-Cavagna che, tolti i 700 kg di carico, ci ha permesso di viaggiare per ben 500 chilometri con un pieno di 20 kg di metano.