tecnologia
dicembre 2016

Scania: il futuro passa dal metano

Piero Evangelisti

Connettività e carburanti alternativi saranno sempre più protagonisti anche nel settore dei veicoli pesanti per il trasporto merci. Il futuro è dietro l’angolo: Scania ce lo mostra già oggi, nella sua nuova generazione di veicoli industrialiIl cammino della nuova generazione di veicoli industriali di Scania è iniziato il 23 agosto sotto le volte maestose e leggere, in ferro e vetro, del Grand Palais di Parigi, storica sede per sessant’anni, dal 1901 al 1961, del Salone dell’Auto. Per la prima volta a sfilare sono stati i giganteschi truck scandinavi che segnano per Scania l’inizio di una nuova era durante la quale il costruttore svedese vuole essere in prima linea per guidare il cambiamento, l’indispensabile transizione verso un trasporto sostenibile per il nostro pianeta, una volontà confermata ospitando al Grand Palais, prima dell’unveiling della nuova gamma, il Sustainable Transport Forum (anche noi di Metauto Magazine eravamo presenti), un evento che ha registrato la partecipazione di personalità da tutto il mondo e la speciale introduzione dell’ex Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan.

Scania

Scania impiega a livello mondiale 45mila persone e conta su una rete di oltre 1.600 concessionari. Italscania, che ha sede a Trento, è controllata dalla Casa madre. Presidente e Amministratore Delegato è Franco Fenoglio. Italscania occupa 113 persone, ha una rete di 20 concessionari e 100 officine autorizzate dove operano 750 meccanici specializzati.

Dieci anni di sviluppo
“Oggi non stiamo solo lanciando una nuova generazione di veicoli, ma anche un insieme unico e intelligente di soluzioni sostenibili sotto forma di prodotti e servizi che Scania è la prima azienda a fornire nel settore e sono sicuro di poterlo affermare senza possibilità di smentita. Siamo concentrati sul nostro obiettivo principale: fornire ai clienti gli strumenti necessari per raggiungere la massima redditività”. Henrik Henriksson, Presidente e Ceo di Scania, ha sottolineato già in apertura un fatto certamente non banale che richiede ai costruttori uno sforzo enorme per introdurre nuove tecnologie più amiche dell’ambiente e dispositivi di sicurezza e di connettività sempre più sofisticati e allo stesso tempo garantire al cliente la redditività della propria impresa. Per sviluppare la Nuova Generazione ci sono voluti 10 anni e un investimento di due miliardi di euro, di gran lunga il più impegnativo nei 125 anni di vita di Scania. Decine di prototipi hanno percorso a tutte le latitudini più di dieci milioni di chilometri per poter assicurare la massima affidabilità anche in condizioni climatiche estreme. La produzione è iniziata in agosto concentrandosi inizialmente sui truck a lungo raggio già pronti per la consegna; successivamente arriveranno veicoli per altri utilizzi e motorizzazioni alternative al diesel, perché i veicoli industriali di Scania possono utilizzare svariati tipi di carburante, dal gas naturale (CNG e LNG) al diesel sintetico Hvo. “Dietro questo lancio si nasconde un’enorme mole di lavoro di sviluppo – ha sottolineato Henriksson nella sua presentazione – gli elementi distintivi sono, naturalmente, le nuove cabine, ma la vera innovazione è l’introduzione di tecnologie, conoscenze e servizi che consentiranno ai nostri clienti di ottenere una chiara visione di insieme di costi ed entrate. Nel quadro complessivo, Scania lavora sui veicoli dei clienti, sostenendoli grazie a qualità, accessibilità e a un insieme completo di servizi fisici o di connettività. La nostra nuova gamma di prodotti e servizi ridefinisce il concetto di eccellenza nel settore dei veicoli pesanti”.

 

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Grande è bello
Tracciare le linee della cabina di un truck, sposare l’aerodinamica e l’eleganza con l’indispensabile imponente mole non è un’operazione facile, lo sosteneva anche il grande Walter de Silva quando, come Chief Designer del Gruppo Volkswagen, gli venne chiesto di supervisionare anche allo stile dei veicoli Man e Scania entrati a far parte della galassia VW. Basta però un veloce colpo d’occhio per capire che i designer di Scania hanno centrato l’obiettivo realizzando due cabine (S e R, in versioni Normale e Alta) che trasmettono un’idea di solidità e di efficienza e che riescono a smorzare l’aggressività insita per natura in veicoli di queste dimensioni. Complessivamente l’immagine dei nuovi Scania trasmette positività, una dote molto preziosa per abbattere i persistenti pregiudizi che circondano “camion e camionisti”, simboli, in un certo immaginario collettivo nostrano, di pericolo sulla strada e di inquinamento a causa dell’età del parco circolante italiano.

Come accrescere la redditività

Motori sempre più moderni con emissioni e consumi ridotti, tecnologie di connettività e dispositivi di assistenza alla guida fanno lievitare i costi di un veicolo industriale. Come si può compensare secondo Scania questo costo aggiuntivo con la redditività dell’azienda del cliente? Lo chiediamo a Franco Fenoglio, Presidente e AD di Italscania.
“Per Scania il punto di partenza è l’Economia Operativa Totale (TOE): grazie alla creazione di soluzioni di trasporto su misura per la specifica applicazione garantiamo ai clienti il raggiungimento della massima reddittività sostenibile. Il cliente viene prima di tutto: l’obiettivo è quello di agire in ottica di partnership per garantirgli la massima profittabilità, sempre nel segno della sostenibilità. La nuova generazione, in particolare, grazie alle innovazioni apportate alla catena cinematica e a un’aerodinamica ulteriormente migliorata garantisce una riduzione dei consumi del 5%”.

Quanto pesa il ruolo del driver, del conducente, nell’efficienza e sicurezza di una flotta di veicoli industriali?
“Il conducente di veicoli industriali ha un ruolo determinante nell’assicurare i massimi livelli di efficienza e sicurezza. In Scania abbiamo piena consapevolezza di questo: i nostri clienti possono contare, infatti, su un servizio di coaching degli autisti che ha l’obiettivo di istruirli ad uno stile di guida più sicuro e attento ai consumi e rispettoso dell’ambiente. Grazie alla connettività, in particolare, siamo in grado di comparare le prestazioni di un autista con quelle di una popolazione di autisti che ha analoghi parametri operativi, distanze medie, topografie e pesi complessivi paragonabili. Questo, accanto alla consolidata esperienza del coach, ci consente di determinare i margini di miglioramento e le azioni da intraprendere per ottimizzare le prestazioni di guida, contribuendo così ad incrementare la sostenibilità ambientale ed economica delle imprese di trasporto”.

Per capire quanto la realtà del trasporto pesante sia cambiata è sufficiente issarsi nella cabina di un nuovo Scania e sentirsi immediatamente circondati da un’enorme quantità di tecnologia accomodati in un ambiente che è una via di mezzo fra la limousine e l’ufficio mobile. Il “camionista” non esiste più, al conducente si chiedono nuove competenze, oltre ovviamente l’abilità nella guida, ma chiamarlo, come fanno già in molti, “operatore logistico” è forse un po’ eccessivo perché il legame driver/veicolo/strada è ancora molto solido. Il giorno che i tir viaggeranno in convoglio guidati in remote è ancora lontano.

 

Connessi e sicuri
L’automobile sta scoprendo la connettività, ma questa per i truck Scania è una realtà consolidata da molti anni visto che sono già oltre 200mila i veicoli del brand svedese connessi a livello mondiale. Sulla nuova generazione questa funzione è naturalmente implementata e attraverso essa il costruttore, su richiesta del proprietario del mezzo, è in grado di offrire un lunga lista di servizi, a cominciare dalla programmazione degli interventi di manutenzione. Viaggiare sempre connessi significa viaggiare più sicuri, una protezione che va ad aggiungersi ai numerosi dispositivi di sicurezza passiva come gli esclusivi airbag che proteggono in caso di ribaltamento.

 

Versatilità di motorizzazioni
La transizione verso un trasporto sostenibile nella quale Scania vuole essere protagonista richiede un forte impegno sul fronte di consumi ed emissioni che il costruttore svedese, come abbiamo detto, affronta con una straordinaria versatilità di motorizzazioni alternative ai diesel Euro6 che vengono proposti al lancio della Nuova Generazione. Il metano, nelle versioni gassosa (CNG) e liquefatta (LNG), arriverà nei prossimi mesi ma è tuttora disponibile sulla piattaforma attuale ed è utilizzato da due propulsori Euro 6 (già predisposti per funzionare anche a biometano) cinque cilindri, 9,3 litri, con potenze di 280 e 340 CV. scania-il-futuro-passa-dal-metano-2A questi motori, oltre a un cambio meccanico e uno automatico è adesso possibile abbinare la moderna trasmissione meccanica automatizzata Opticruise. I motori a metano Scania funzionano secondo il ciclo Otto, sono ad accensione comandata e dispongono del controllo dell’iniezione diretta tramite sonda lambda. Utilizzando l’LNG l’autonomia raggiunge i 1.110 km , circa il doppio di quella ottenibile con il CNG.