viaggi a metano
settembre 2016

Più metano per una Bruxelles “verde”

Silvia De Santis

La capitale belga ha in programma importanti misure per ridurre traffico e inquinamento da veicoli. Saranno penalizzati  veicoli a benzina e diesel. A quelli ad alimentazione alternativa, tra cui anche quelli a metano, sarano garantiti vantaggi per favorirne la diffusioneDopo Parigi, la sterzata ecologista arriva anche a Bruxelles. Se il diesel era già nel mirino della Ville Lumière, pronta a bandirlo definitivamente dai boulevard entro il 2020, ora anche la capitale belga si prepara a dar battaglia ai veicoli inquinanti. A partire dal 2018, infatti, nel quartier generale dell’Unione Europea sarà progressivamente vietata la circolazione ai mezzi ad alto impatto ambientale, con l’introduzione, parallela, di aree permanenti a basse emissioni. Si spera così di riportare i livelli di diossido di azoto presenti nell’atmosfera entro i 40 microgrammi per metro cubo, soglia limite fissata dalle normative europee. Un tetto, dal 2005 a oggi, sforato troppo spesso e responsabile, ogni anno, di undicimila morti premature in tutto il Paese, seicento nella sola capital belga. E allora, per tagliare il tasso di inquinamento atmosferico e tutelare la salute pubblica, nei prossimi anni la scure si abbatterà soprattutto sulle auto alimentate a gasolio, spalancando nuovi scenari alla mobilità green, tra cui quella a metano.

La rete CNG in Belgio e il progetto green al porto di Anversa

Se fino a cinque anni fa i veicoli a metano registrati in Belgio erano meno di 200, oggi superano le 1000 unità e sul territorio nazionale si contano una cinquantina di stazioni di rifornimento. Quarantadue appartengono alla compagnia, pioniera nella distribuzione, DATS24, che ha piantato, nel 2011, la prima bandierine a Halle, 16 km a sud di Bruxelles. L’infrastruttura di rifornimento CNG ha continuato a espandersi, parallelamente alla rete crescente in Europa. Dopo aver “colonizzato” la Vallonia lo scorso aprile con la prima stazione green a Gosselies, due nuovi punti di rifornimento saranno inaugurati proprio in agosto a Saint-Niklass e Beringen. L’obiettivo finale di DATS24 (che conta una flotta di 560 veicoli NGV, tra macchine e furgoni utilizzati per i servizi tecnici) resta quello di raggiungere, entro marzo 2018, la soglia di 65 presidi alternativi ai carburanti convenzionali: “La qualità dell’aria è particolarmente critica in Belgio, soprattutto nelle Fiandre – ha detto Raf Flebus, Business Unit Manager di DATS 24 – per questo bisogna investire su un carburante accessibile a tutti i portafogli, fondamentale nella riduzione della CO2 e delle particelle sottili”. Intanto, ad Anversa, il porto si è impegnato a dotarsi di un hub a energia alternativa grazie a una concessione trentennale siglata tra Autorità portuale e la compagnia energetica Engie, che prenderà il via da ottobre 2016. La società energetica francese conta di mettere a punto l’impianto per il rifornimento “green” entro la fine del 2017. Si estenderà su un’area di 7304 metri quadrati all’altezza della banchina 528 e prevederà una stazione CNG destinata ai veicoli a metano, una stazione di rifornimento LNG, il gas naturale liquefatto, per il rifornimento delle chiatte in transito e punti di ricarica per le auto elettriche.

Diesel al bando nelle zone a basse emissioni

27.000 utilitarie cittadine e 20.000 veicoli “di passaggio” in meno nella capitale: da qui a sei anni, secondo le previsioni del governo, la scomparsa coatta dalla strada interesserà il 13% del parco auto totale che attraversa oggi Bruxelles. L’ “ostracismo” sarà graduale, ma non indolore: si partirà nel 2018 con la messa al bando dei veicoli appartenenti alla classe Euro 1 (autovetture e veicoli commerciali leggeri immatricolati a partire dal 1993, con marmitta catalitica e alimentazione a iniezione), per poi passare, due anni dopo, agli Euro 2. Gli Euro 3 saranno illegali a partire dal 2020, gli Euro 4 dopo un altro biennio e così via. Seguendo questa tabella di marcia “entro quattro anni le emissioni nocive diminuiranno drasticamente”, assicura la ministra per l’ambiente Céline Fremault. A ridursi saranno soprattutto quelle di CO2 i cui valori, a metà applicazione delle misure di restrizione, dovrebbero scendere del 53,5% (rispetto ai tassi rilevati nel 2014), poi il particolato PM2,5 che passerà al 19,8% e il PM10 al 7,9%. Divieto di circolazione anche per le auto a benzina: dal 2019 via quelle immatricolate prima del 1997, dal 2020 quelle anteriori al 2001. Deroghe riguarderanno invece le auto d’epoca, cui saranno consentite  sortite occasionali. A sorvegliare sulla circolazione ecologica sarà un sistema di telecamere, probabilmente 35, in grado di riconoscere la targa di immatricolazione. Insomma, Bruxelles ha deciso di fare sul serio e si allinea a oltre 200 città europee già in viaggio verso la riduzione dell’impatto ambientale.

 

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A Bruxelles la salute non si negozia

Se il porto di Anversa punta ad essere all’avanguardia in quanto a ecosostenibilità, lo stesso non si può dire per l’area metropolitana della città. Pur essendo stata la prima città belga a voler introdurre una una zona a basse emissioni nel centro cittadino, Anversa non ha bandito i mezzi “irregolari”, non dotati di filtro antiparticolato (ad esempio le Euro 3), limitandosi a “punirli” con una sovrattassa da pagare se vorranno accedere all’”area protetta”: 20 euro al giorno (o 350 l’anno) a partire dal 1 febbraio 2017. “A Bruxelles non si potrà circolare pagando di più”, assicura Pascal Smet, ministro della mobilità. La salute, nella città delle istituzioni europee, non è questione di censo, non si può negoziare. Il dado (nonostante i ritardi rispetto ad altre città) è tratto.

Vantaggi per i mezzi a metano

Così, se gli adoratori del diesel “pagheranno lo scotto” della svolta ambientalista di Bruxelles, a guadagnarci saranno invece i virtuosi del metano. I ministeri dei trasporti, delle finanze e dell’ambiente del Belgio si pronunceranno sul nuovo trattamento fiscale delle auto non prima dell’anno prossimo, ma è già stato reso noto che la tassa di immissione in circolazione per i veicoli inquinanti sarà più cara, così come la tassa di circolazione.  A tutto vantaggio della mobilità alternativa: auto a metano, elettriche, ibride, o a idrogeno, al contrario, usufruiranno di riduzioni sulla tassazione come, peraltro, avviene già nelle Fiandre, che esentano gli automobilisti verdi dal pagare la tassa di circolazione. Oltre al rispetto per l’ambiente, il metano offre indiscutibili vantaggi sul portafoglio sia per il privato che per le aziende: il prezzo del carburante alla pompa è inferiore del 30 – 40% rispetto a diesel o benzina, aspetto cui si somma, nel caso di flotte di veicoli aziendali, una migliore deducibilità fiscale per le imprese.

 

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