flotte aziendali
maggio 2015

Nuove prospettive per l’autotrasporto

Beatrice Selleri

A causa della grave crisi economica che ha colpito l’Italia a partire dal 2008, il settore dell’autotrasporto ha registrato una diminuzione del parco circolante di autocarri. Per rilanciare il settore è necessario realizzare nuove politiche di sviluppo e puntare su tecnologie innovative come il Gnl (gas naturale liquefatto) e il dual-fuelDopo aver superato quota 4 milioni di veicoli nel 2011, negli ultimi tre anni il parco circolante di autocarri per il trasporto merci nel nostro Paese ha subito un calo pari al 2,2%. La grave crisi economica che ha colpito l’Italia a partire dal 2008 ha avuto quindi un effetto negativo sulla consistenza del parco circolante di autocarri per il trasporto merci. Dal 2008 infatti, vi è stato un forte rallentamento della crescita del parco di autocarri circolanti fino al 2011, anno dal quale si è iniziata a registrare una diminuzione del parco dello 0,8% nel 2012, dell’1,3 % nel 2013 e dello 0,1% nel 2014. Il totale di questi decrementi dà, come si è visto, una diminuzione del 2,2%.

Nuove prospettive per l'autotrasporto 1Se si considera la gravità della crisi economica che ha colpito il nostro Paese e che ha visto la produzione industriale calare sui livelli ante crisi del 25%, la contrazione del parco circolante di autocarri è certamente modesta a testimonianza del fatto che gli operatori del settore, nonostante il calo del traffico, si sono sforzati di mantenere in esercizio e in efficienza i loro mezzi in attesa della ripresa economica. A tal proposito il presidente di Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti automobilistici) Thomas Baumgartner ha dichiarato: “Sebbene i dati economici facciano ben sperare in una ripresa, le imprese risentono ancora degli effetti scoraggianti dell’assenza di politiche finalizzate al rilancio della competitività del settore.

Thomas Baumgartner
Thomas Baumgartner

Troppo ampio è ancora il divario di costi e condizioni di esercizio tra le imprese italiane e quelle straniere, tali fattori impediscono una corretta e paritaria competizione, e per questo le imprese italiane hanno perduto quote di mercato in ambito nazionale, ma anche e soprattutto in ambito internazionale”. “Il settore ha certamente forti potenzialità ancora da esprimere – ha aggiunto Thomas Baumgartner – e gli imprenditori sono pronti a fare la propria parte ed a scommettere sul futuro dell’autotrasporto, a condizione che le scelte delle Istituzioni e delle parti sociali siano coralmente indirizzate a valorizzare il ruolo strategico del settore per l’intera economia del Paese”.

Elmo Giovannini
Elmo Giovannini

“In presenza di segnali di ripresa – ha dichiarato Elmo Giovannini , responsabile regione Emilia-Romagna CNA FITA Autotrasporti – il trasporto su strada sarà destinato a continuare a svolgere il proprio ruolo di primaria importanza, in quanto la domanda di servizi di trasporto, già oggi attestata sull’80% di merci movimentate su gomma, confermerà la sua posizione. La tratta media per un servizio di trasporto in Emilia Romagna è di 250 km; inoltre, sotto il profilo urbanistico, il territorio regionale si presenta come una realtà policentrica, con un’unica aggregazione metropolitana rappresentata da Bologna; difficilmente può esserci concorrenza fra trasporto su gomma e rotaia. Oltretutto questa apparente contrapposizione gomma/treno è frutto di un errore di valutazione di tipo strategico: il trasporto su gomma non teme la concorrenza del trasporto ferroviario né tanto meno quello via mare, anzi è proprio dall’integrazione e dall’intermodalità che per le imprese di trasporto si possono aprire nuove e significative prospettive”.

 

Il rilancio del settore

amedeo genedaniPer favorire il rilancio del settore dell’autotrasporto, le Associazioni di categoria ritengono indispensabili alcuni interventi normativi. In particolare sottolinea Thomas Baumgartner, “dal punto di vista normativo occorre semplificare ed uniformare l’applicazione delle regole a livello europeo per fronteggiare il fenomeno del dumping sociale. Inoltre, è necessario che il Governo intervenga sul costo del lavoro, che in Italia è tra i più alti d’Europa, e che agisca sulla costante crescita della pressione fiscale, non più sostenibile per gli imprenditori italiani i quali, anche per questi motivi, sono spinti delocalizzare la propria attività.  Trovare misure che invertano questa tendenza, come ad esempio l’istituzione del doppio registro per gli autisti impiegati nei trasporti internazionali, per calmierare il gap competitivo con gli stranieri, produrrebbe vantaggi anche per lo Stato, con recupero di gettito, maggiore occupazione e stabilità economica per il Paese. Più in generale il settore necessita di maggiore regolarità: si tratta di un processo già avviato ed affidato all’Albo degli autotrasportatori che mi auguro possa concludersi nei tempi stabiliti”.  Nuove prospettive per l'autotrasporto 3Secondo il responsabile regione Emilia-Romagna CNA FITA Autotrasporti inoltre “per poter guardare serenamente al futuro occorre che si realizzino alcune condizioni: sul versante mercato l’abbassamento della pressione fiscale deve favorire una reale ripresa dei consumi; vanno tutelate le imprese italiane da tutte le forme di illegalità e concorrenza sleale; il cabotaggio dei vettori stranieri va severamente controllato. Va poi portata avanti una reale riforma dell’Albo Nazionale Trasporti, semplificando e riscrivendo le troppe e confuse norme di settore. Le imprese hanno bisogno di poche regole ma chiare e di facile applicazione”.

Amedeo Genedani
Amedeo Genedani

Infine, Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti, conclude affermando che “lo Stato Italiano con l’approvazione della Legge di Stabilità 2015 ha fissato in 40 milioni di euro contributi per gli investimenti in genere a favore del settore. Confartigianato Trasporti proporrà al Ministero dei Trasporti di destinare una parte delle risorse al fine di aggiornare e rinnovare tecnologicamente il parco circolante delle imprese”.

 

Dual-fuel e Gnl

Un’importante aiuto al rilancio del settore dell’autotrasporto nel prossimo futuro può certamente passare attraverso la diffusione sempre più capillare di tecnologie innovative come il Gnl (metano liquido) o il dual-fuel (mix tra gasolio e metano). Grazie al Gnl ed al dual-fuel, infatti, l’autotrazione a metano potrà essere utilizzata anche dagli autocarri pesanti, garantendo a chi lavora con questi mezzi la possibilità di ottenere importanti risparmi nella spesa per il carburante ed al contempo garantendo una diminuzione delle emissioni di sostanza nocive e del rumore rispetto all’uso del solo gasolio. “Queste nuove motorizzazioni – ha dichiarato Thomas Baumgartner – sono ormai mature dopo ben 16 anni di sperimentazione e sono sostenibili sia dal un punto di vista ambientale sia dal punto di vista economico. Nuove prospettive per l'autotrasporto 2I trasportatori sono interessati e pronti ad utilizzare qualsiasi nuova tecnologia che riduca l’impatto ambientale, a condizione che la tecnologia non pregiudichi la capacità di fornire i servizi di trasporto alla clientela e che il costo di gestione composto da maggiore ammortamento per l’investimento aggiuntivo e il minor costo di consumo di metano non sia maggiore. Dal punto di vista economico – ha aggiunto il presidente di Anita –  le tasse sul metano in Italia sono pari a 2 cent/kg e, in previsione dell’aumento dell’offerta di metano dei prossimi anni, il prezzo potrebbe scendere ulteriormente rispetto ai valori attuali, elemento che renderebbe il metano davvero competitivo rispetto agli altri prodotti petroliferi”. Secondo Elmo Giovannini “il binomio mezzi di trasporto/inquinamento fa pensare alla mobilità come principale artefice dei danni ambientali. I dati regionali parlano diversamente. E’ tuttavia giusto perseguire, come impone la Comunità Europea, l’obiettivo di un minore impatto ambientale. Sono molteplici i fattori che incidono su traffico ed inquinamento: l’obsolescenza delle infrastrutture, la scarsa manutenzione della rete viaria, il congestionamento del traffico, con effetti sull’aumento delle polveri sottili. Negli anni più recenti le imprese di trasporto hanno investito in mezzi eco-compatibili, puntando anche ad abbassare i costi di manutenzione. Il gasolio, che incide mediamente per il 33% sui costi aziendali di un’impresa di trasporto, rimarrà la principale risposta sul lungo raggio, ma indubbiamente alternative come il metano potranno rappresentare una risposta appropriata nella distribuzione urbana delle merci e nella mobilità delle persone, nelle attività dei transit-point delle merci e nell’integrazione ferro-gomma, dove quest’ultima forma di trasporto svolgerà una funzione insostituibile nella copertura dell’ultimo miglio”. Anche per Confartigianato Autotrasporti è necessario puntare su queste innovazioni tecnologiche per favorire un rilancio del settore. “Riteniamo perseguibile l’incentivazione dei veicoli che utilizzano il Gnl (metano liquido) o il dual-fuel (mix tra gasolio e metano) – ha dichiarato Amedeo Genedani –  nonché la costruzione di stazioni di rifornimento che dovranno affiancarsi a quelle già esistenti utilizzando lo strumento delle reti d’impresa che noi della Confartigianato Trasporti vivamente auspichiamo. Così facendo non solo aiutiamo le imprese di trasporto ma l’intera comunità nazionale che vedrà crescere la produzione industriale manifatturiera, diminuire l’inquinamento atmosferico e, se affiancato da una riforma seria dei porti, ad un incremento importante delle merci da recepire e distribuire a livello europeo”.