normativa
dicembre 2016

Novità europee sulle etichette nei carburanti alla pompa

Flavio Mariani

La crescente diversificazione dei carburanti, tradizionali e alternativi, oggi disponibili sul mercato, sta creando una maggiore necessità di offrire, ad una sempre più larga platea di utilizzatori dei mezzi di trasporto individuali o collettivi, precise e semplici indicazioni sui prodotti liquidi e gassosi erogati dai distributori pubblici. Va in questa direzione anche la normativa europeaIl 18/11/2014 è stata pubblicata la Direttiva 2014/94/EU del 22/10/2014 (DAFI) sullo sviluppo dell’infrastruttura per i carburanti alternativi. La Direttiva DAFI, oltre a determinare l’obbligo della creazione di piani nazionali per la realizzazione della rete distributiva dei carburanti alternativi, CNG, LNG, e veicoli elettrici, ha fissato anche l’obiettivo della creazione di un quadro normativo armonizzato, in particolare per i temi:

  • Distributori di CNG e LNG, e punti di ricarica elettrici
  • qualità dei carburanti alternativi
  • etichettatura dei carburanti.

Queste nuove norme, nelle intenzioni della CE, devono essere varate entro la fine (18 novembre) del 2016. Esse sono orientate in particolare al criterio della interoperabilità, in modo che non vi siano ostacoli alla libera circolazione dei veicoli a carburante alternativo, ed alla loro commercializzazione sul territorio europeo.

 Indicazioni precise

La crescente diversificazione dei carburanti, tradizionali e alternativi, oggi disponibili sul mercato sta creando una maggiore necessità di offrire ad una sempre più larga platea di utilizzatori dei mezzi di trasporto individuali o collettivi precise e semplici indicazioni sui prodotti liquidi e gassosi erogati dai distributori pubblici. L’articolo 7 della Direttiva DAFI prescrive perciò agli Stati Membri di fornire chiare informazioni per i proprietari o gestori dei veicoli, riguardanti i singoli carburanti con i quali essi sono regolarmente riforniti alla pompa. L’obiettivo principale è di rendere disponibili per l’automobilista chiare istruzioni che gli permettano di individuare il carburante idoneo al suo veicolo, evitando errori che possono causare conseguenze spiacevoli.

È possibile fare fronte a questo problema attraverso la messa a punto di una opportuna codificazione armonizzata, realizzando le apposite etichette di designazione dei vari carburanti, da apporre:

  • sugli erogatori dei distributori,
  • sui bocchettoni (per i carburanti liquidi), o sulle valvole di rifornimento (per i caburanti gassosi) dei veicoli,
  • sui manuali dei veicoli,
  • presso i concessionari.

Le etichette devono permettere ai guidatori un riconoscimento immediato e sicuro del prodotto idoneo, o compatibile col proprio veicolo. Per compatibilità carburante/veicolo si intende la possibilità di un carburante di essere regolarmente utilizzato nel motore di un dato veicolo senza effetti negativi sull’integrità meccanica del motore e del mezzo, e senza effetti avversi per le prestazioni meccaniche e le emissioni del motore.

Etichette standard

In applicazione della Direttiva DAFI, ed in assenza di una norma adatta, la CE ha richiesto al CEN di sviluppare un apposito standard sull’etichettatura armonizzata dei carburanti liquidi e gassosi. Per soddisfare il mandato, il CEN ha formato un apposito Comitato Progettuale (cioè provvisorio), il PC 441, che ha redatto la norma: EN 16942 Fuels – Identification of vehicle compatibility – Graphical expression for consumer information.

Caratteristiche delle etichette che designano i carburanti secondo la EN 16942:

  • forma circolare per le benzine, e relative miscele con etanolo
  • forma quadrata per i gasoli, e relative miscele con biodiesel
  • forma romboidale (90°) per tutti i carburanti gassosi:
    1. CNG, e relative miscele con biometano
    2. LNG, e relative miscele con biometano
    3. GPL
    4. Idrogeno, e miscele con CNG
  • Grafica: caratteri neri su sfondo bianco o argento
  • Caratteri: Arial bold
  • Dimensioni minime:
    1. Manuale del veicolo / sportello del carburante / connettore: 13mm x 13mm
    2. Erogatore di carburante e presso i concessionari auto: 30mm x 30mm
  • Posizione – in generale deve essere visibile chiaramente, e facilmente leggibile, ed applicata in modo durevole:
    1. Al distributore – sul connettore e sull’erogatore (la “pompa”), in modo da consentire una chiara correlazione univoca tra carburante e connettore e tra carburante ed erogatore.
    2. Sul veicolo – nell’immediata prossimità del tappo di rifornimento, o dello sportello del suo alloggiamento, in modo da consentire una chiara correlazione univoca tra carburante e veicolo.
    3. Manuale del veicolo e concessionario – posizionato in modo che sia pratico e facile da individuare e da comprendere da parte del guidatore

 Liquidi e gassosi

Rapporti con altre norme

Con l’obiettivo di assicurare la coerenza tra le differenti specifiche esistenti dei carburanti, il CEN/TC 19 “Gaseous and liquid fuels, lubricants and related products of petroleum, synthetic and biological origin” ha concordato di fare riferimento al EN 16942 in tutti quegli standard europei che fissano le specifiche dei carburanti che ricadono sotto la sua responsabilità.
Tra questi vi sono:
• EN 228 – benzina senza piombo,
• EN 590 – gasolio,
• EN 16734 – B10 (gasolio con contenuto fino al 10% di biodiesel),
• EN 16709 – B20 e B30 (gasolio con contenuto fino al 20% e al 30% di biodiesel rispettivamente)
• EN 15940 – XTL (gasolio paraffinico di sintesi o da hydrotreatment).
Anche il CEN/TC408 “Natural gas and biomethane for use in transport and biomethane for injection in the natural gas grid” ha concordato di fare riferimento al EN 16942 nel prEN 16723-2 (specifiche del gas naturale e biometano come carburante autotrazione), che è oggi in preparazione.

Per i carburanti liquidi la sigla inserita nella nuova etichetta specifica anche il contenuto di biocarburante (es. etanolo, biodiesel). Per quelli gassosi questa prerogativa non è stata prevista, perché a differenza di quanto avviene per i carburanti liquidi, la percentuale di biocarburante gassoso nel CNG e nel LNG non influenza il comportamento del motore alimentato, né sotto il profilo delle prestazioni, né per le emissioni; e non ha effetti sull’integrità strutturale. Un NGV può essere alimentato indifferentemente con  gas naturale che sia per il 100% di origine tradizionale, o per il 100% composto da biometano, e con tutte le ripartizioni intermedie, senza che vi siano apprezzabili differenze nelle prestazioni, nelle emissioni, e nella vita utile del motore. Viceversa, la percentuale, ad esempio, di etanolo influenza sensibilmente le caratteristiche motoristiche delle  benzine, e dei motori che le devono impiegare; e lo stesso vale per il contenuto di biocarburante nel gasolio.

 

In questo modo la EN 16942 risonosce uno dei grossi vantaggi dei biocarburanti gassosi rispetto a quelli liquidi. L’etichetta avrebbe tuttavia potuto essere impiegata anche come mezzo per porre in evidenza la quota rinnovabile dei carburanti gassosi che sono e saranno offerti sul mercato. Ma i fautori della norma sono stati chiari su questo aspetto: l’etichetta sarà impiegata per indicare la sola compatibilità tra carburante e motore; non riguarderà né la qualità, né la provenienza del carburante, e nemmeno i suoi vantaggi ambientali.

 

Classificazione per la sicurezza

Va anche detto che nella redazione della norma, e nell’ideazione delle diverse forme delle etichette, un’attenzione maggiore poteva forse essere dedicata anche alle grandi differenze esistenti nelle caratteristiche fisiche e chimiche tra i diversi carburanti gassosi. Essi sono tutt’altro che identici tra loro, perciò meritavano l’impiego di una maggiore varietà di etichette, anziché una singola etichetta romboidale identica per tutti e quattro. Sul piano della sicurezza e anche sul piano commerciale vi sarebbero stati indubbi vantaggi. Si è preferito evitare una maggiore diversificazione, anche per la difficoltà di inventare nuove forme che si differenziassero a sufficienza dalle tre finora adottate. La distinzione tra i vari carburanti gassosi è quindi affidata alla sola sigla che compare entro la sagoma romboidale.

Un altro requisito dettato dalla nuova norma è il solo ricorso al bianco e nero, e la mancata utilizzazione di un codice di colori, anche se questo renderebbe forse più immediata e sicura l’identificazione a distanza dei vari simboli.

Nell’etichetta, all’interno della forma (cerchio, quadrato, rombo), comparirà anche la sigla di designazione del carburante. Per i carburanti liquidi, come già visto, la sigla indicherà il contenuto di biocarburante. Per i carburanti gassosi la sigla designerà invece il carburante stesso.

Codifica dei simboli al centro della forma di identificazione

  • EXX = Benzine contenenti etanolo; ad esempio: E5 per benzine col 5% di bioetanolo
  • BXX = Gasoli contenenti FAME; ad esempio: B10 per gasoli col 10% di biodiesel
  • LNG = Gas naturale liquefatto, biometano liquefatto e miscele tra i due
  • CNG = Gas naturale compresso, biometano compresso, e miscele tra i due
  • LPG = Gas di petrolio liquefatto
  • H2 = Idrogeno
  • XTL = Gasoli paraffinici di sintesi

La EN 16942 è stata sottoposta ad inchiesta pubblica da maggio a giugno 2016, con esito positivo. Potendo giovarsi di un recente snellimento dell’iter normativo del CEN, il gruppo di lavoro l’ha approvata in via definitiva nel luglio scorso, ed essa è già in corso di pubblicazione, nel rispetto delle scadenze del mandato della Direttiva DAFI.

A partire dal novembre 2016 tutti gli Stati Membri disporranno di un periodo massimo di 6 mesi per la sua applicazione; essa entrerà quindi pienamente in vigore, e dovrà essere adottata da tutti i Paesi Membri da aprile 2017.

 

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Glossario acronimi usati nel testo

CE = Commissione Europea

CEN = Comitèe Europèen de Normalisation

CNG = Compressed Natural Gas

FAME = fat acid methyl ester

GPL = Gas di Petrolio Liquefatti.

LNG = liquefied Natural Gas.

NGV = natural gas vehicle