rete distributori
settembre 2017

Metano in Sardegna: possibile già dal 2018

Monica Dall’Olio

La metanizzazione della Sardegna si avvicina? Stando alle notizie circolate recentemente parrebbe proprio di sì. Il progetto per la diffusione del metano è basato su sistemi di stoccaggio isolati con annessi impianti di rigassificazione di piccola taglia, oltre a una dorsale regionale per la distribuzione del gas via tuboI metanautisti lo sanno: in Sardegna, unica regione del Paese non metanizzata, non ci sono distributori che erogano gas naturale. Ma questa soluzione ecologica per i trasporti non dovrebbe tardare a trovare il suo spazio anche in questa regione. Sono infatti numerosi i progetti di depositi costieri in Sardegna indicati nella Sen (Strategia energetica nazionale) e ad essi sono da aggiungere due progetti di rete dorsale regionale per la distribuzione del gas via tubo presentati alla Regione e al ministero dello Sviluppo Economico (Mise) da Società Gasdotti Italia e Snam.Grande protagonista è il Gnl, ovvero il gas naturale liquefatto, più facilmente trasportabile e nel contempo trasformabile in gas compresso, permettendo così l’alimentazione sia di mezzi pesanti, sia di automobili (per non parlare del traffico navale, che per molti nel futuro sarà tutto a Gnl.

 

Depositi costieri

Già avviati presso il Mise i procedimenti autorizzativi di tre depositi costieri di Gnl di piccolo volume da realizzare nell’area di Oristano, presentati dalle Società Higas (già autorizzato), Edison e IVI Petrolifera, per lo scarico del Gnl da navi metaniere, lo stoccaggio e il successivo caricamento su navi bettoline (bunkeraggio) e su autocisterne criogeniche per il rifornimento di clienti civili e/o industriali e di stazioni di rifornimento carburanti.

Maria Grazia Piras, Assessore dell’Industria, Regione Sardegna

Un ulteriore progetto (in fase di valutazione preliminare), proposto dalla IS Gas Energit Multi-Utilities, prevede la costruzione presso il porto di Cagliari di serbatoi di Gnl connessi a un mini rigassificatore da allacciare agli adduttori che già oggi alimentano una rete di distribuzione compatibile con il gas naturale.

Nella parte nord della Sardegna sono stati poi annunciati possibili progetti da Eni, per la localizzazione di una nave di stoccaggio di Gnl permanentemente ormeggiata a Porto Torres, e dal Consorzio industriale della provincia di Sassari per la realizzazione di un deposito, sempre di piccolo volume.

 

La dorsale sarda

Due i progetti di largo respiro per la realizzazione di una vera e propria dorsale (che richiederà anni), alla stregua di quella del “continente”, grazie a una rete di gasdotti capaci di trasportare il metano in tutta la Sardegna. Il primo è quello di Società Gasdotti Italia, che si svilupperà  per un totale di oltre 400 chilometri di rete definita nazionale a cui vanno aggiunti 200 chilometri di rete regionale. Il secondo progetto è quello di Snam Rete Gas, che prevede come quello di Sgi la realizzazione per fasi, per complessivi circa 390 Km di rete nazionale e 200 di rete regionale.

Quale progetto scegliere? Un indirizzo viene dalla Sen: “E’ evidente che, in assenza di una convergenza autonoma dei due progetti di dorsale, la amministrazione procedente (il Mise, di intesa con la Regione) avvierà una analisi comparativa delle iniziative, in base a criteri oggettivi, al fine di autorizzare solo il progetto ottimale anche sotto l’aspetto della analisi costi-benefici complessiva della metanizzazione dell’Isola”.

 

La Regione

“Il Piano per la metanizzazione della Sardegna – ha detto l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras – è ormai entrato nella fase attuativa. Ci sono i progetti per la dorsale sarda, quelli già avanzati sui depositi costieri e soprattutto c’è la certezza delle risorse finanziarie previste nel Patto per la Sardegna siglato con il Governo nazionale un anno fa”.

“Ogni anno che passa l’assenza del metano costa alla Sardegna 400 milioni di euro – ha ricordato l’assessore – per questa ragione la Giunta regionale ha inserito la metanizzazione come obiettivo di legislatura. Noi contiamo di avere il metano nel corso del 2018 sui primi depositi costieri, già autorizzati o in corso di autorizzazione”.

“Inoltre – ha concluso Piras – pensiamo che l’isola possa diventare un hub importante nel Mediterraneo per quanto riguarda il bunkeraggio navale a Gnl. È un’opportunità concreta dato che il Governo sta proponendo, all’interno della Strategia Energetica Nazionale, l’istituzione sperimentale di un’area SECA (che prevede l’introduzione nelle acque territoriali sarde dei limiti vigenti nelle zone di controllo delle emissioni di zolfo, ndr) nei mari della Sardegna”.

 

Gnl Sardegna, in cantiere il primo distributore

Autorizzato a fine 2016, il primo distributore di Gnl per il trasporto pesante in Sardegna potrebbe essere pronto entro fine anno. Il punto vendita sorgerà sulla strada provinciale 61 che collega San Gavino con Villacidro e sarà attrezzato con colonnine Gnc di metano compresso per auto e autocarri, un dispenser Gnl per camion e bus privati e pubblici, alcune postazioni per le auto elettriche e pompe di benzina e gasolio. Il progetto è del gruppo Isa di Villacidro, la progettazione è affidata al gruppo Comit. “L’impianto, aperto al pubblico – spiega Federico Meloni, responsabile dei lavori e presidente dell’associazione Gnl Sardegna – alimenterà anche il parco mezzi del gruppo Isa (distribuzione alimentare) e il complesso commerciale turistico ricettivo Isa Village in progettazione”.