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maggio 2016

Metano e mezzi pesanti: un binomio in crescita

Gennaro Speranza

Le prospettive di diffusione del metano, utilizzato come carburante per l’autotrazione, sono sempre più promettenti all’interno del settore dell’autotrasporto. A dimostrarlo sono i recenti sviluppi dell’autotrazione pesante a GNL (metano liquido), le costanti sinergie tra Case costruttrici di mezzi pesanti ed operatori logistici e alcune interessanti sperimentazioniMetano e mezzi pesanti è un binomio all’avanguardia nel settore dell’autotrasporto. Da tempo ormai il metano, in particolare nella sua forma liquida (GNL), si è fatto strada nel comparto del trasporto merci su strada per via dei suoi innumerevoli benefici, sia economici sia ambientali, che è in grado di garantire alle società autotrasportatrici. Come è noto, infatti, il metano liquido è 600 volte più denso del metano in forma gassosa e, in virtù del suo elevato potere calorifico, permette un significativo risparmio di combustibile rispetto agli altri carburanti, a parità di energia prodotta.

Ciò si traduce in un trasporto più economico, in un aumento dell’autonomia del veicolo e in un minore impatto ambientale. Tutte qualità particolarmente apprezzate dalle imprese di autotrasporto, che ora stanno puntando sempre di più su questo combustibile alternativo per rinnovare sostenibilmente le proprie flotte di mezzi pesanti.

Iveco, partner della sostenibilità

Naturalmente, a venire incontro alle esigenze delle imprese, c’è il fondamentale contributo pionieristico di molte Case costruttrici (tra cui Iveco, Volvo, Mercedes e Scania), che negli ultimi anni hanno investito notevolmente nell’innovazione e nella produzione di trattori e motrici a basso impatto ambientale.

Iveco-Biogas: accordo per la sostenibilità

Oltre alle partnership con Smet e il Gruppo Maganetti, Iveco ha di recente rafforzato il suo impegno a favore della sostenibilità ambientale nel mondo dei trasporti con un altro importante accordo siglato con il Consorzio Italiano Biogas (CIB), l’associazione italiana che riunisce i produttori di biogas. In occasione infatti della seconda edizione degli Stati Generali del Biogas (evento di interesse nazionale per i produttori e utilizzatori di biogas) che si è tenuta a Roma lo scorso 25 febbraio, Iveco e CIB hanno presentato la loro collaborazione per promuovere la diffusione dei carburanti alternativi. L’accordo, ufficializzato alla presenza di istituzioni, associazioni agricole, esponenti dell’industria italiana collegata al settore della mobilità sostenibile e del metano per autotrazione, contempla tra l’altro la fornitura di veicoli Iveco alimentati a metano (sia compresso che liquefatto) e biometano alle aziende iscritte al Consorzio, sancendo così l’inizio di una collaborazione nel settore dei combustibili alternativi con l’obiettivo comune di abbattere le emissioni di CO2.

In particolare Iveco, leader italiano e internazionale nel settore dei veicoli industriali, è stato il primo a lanciare il primo camion interamente alimentato a metano liquido, ovvero l’Iveco Stralis a GNL, che ha avuto un grandissimo successo sul mercato e ha destato l’interesse di molte aziende attive nel settore della logistica e dei trasporti, sia in Italia sia all’estero. Per quanto riguarda il nostro Paese, ad esempio, proprio di recente alcuni leader logistici come Smet e il Gruppo Maganetti hanno siglato importanti partnership strategiche con Iveco per la fornitura di tali mezzi. A Smet, grazie ad un accordo con il brand che prevede la consegna di 330 veicoli a basso impatto ambientale (di cui almeno 80 alimentati a GNL) nell’arco di tre anni, Iveco ha già consegnato i primi 10 veicoli, tutti alimentati a GNL. Mentre al Gruppo Maganetti, nell’ambito del suo progetto lanciato lo scorso marzo “Valtellina Logistica Sostenibile” (che prevede l’utilizzo di metano liquido come combustibile nel trasporto pesante sul territorio lombardo), al momento ne sono stati consegnati 12. All’estero, invece, è Inlagri, tra le più importanti imprese di trasporto spagnole, che recentemente ha scelto Iveco per espandere la propria flotta sostenibile di veicoli, con l’acquisizione di 5 nuove unità del modello Stralis alimentato a GNL. In generale, la tecnologia del GNL sviluppata da Iveco è attualmente presente su oltre 300 veicoli dotati di serbatoi criogenici che viaggiano sulle strade del vecchio continente.

Innovazioni dalla Germania

Restando in Europa, un’altra interessante novità che sta “movimentando” il mercato del GNL viene dalla Germania, che si è resa protagonista di un ambizioso progetto volto a incentivare l’utilizzo del metano liquido non solo nel settore dell’autotrasporto, ma in più in generale come fonte di approvvigionamento energetico per ciò che riguarda il gas. VTG, importante società tedesca operante nel settore del trasporto ferroviario ed intermodale, ha effettuato infatti il primo rifornimento di metano liquido su un proprio tank container (carro cisterna) destinato al contenimento e al trasporto del GNL. Metano e mezzi pesanti un binomio in crescita 3L’operazione è avvenuta grazie alla collaborazione con Chart Ferox e Primagas, entrambe società leader in Germania in servizi energetici basati sulla fornitura e stoccaggio di GNL, che si sono anche occupate della realizzazione del serbatoio criogenico. Questo serbatoio ha un volume di circa 111m3 e può trasportare approssimativamente 95-10 m3 di prodotto, garantendo un corrispondente valore energetico di circa 600.000 kWh per ciascun carro. L’intento a più ampio raggio è pertanto quello di rifornire costantemente con il GNL le industrie tedesche che hanno un elevato fabbisogno energetico. Tra l’altro l’operazione è avvenuta in un luogo tutt’altro che casuale, ovvero nel porto di Brunsbüttel, sul Mare del Nord, che è il principale attracco per il bunkeraggio del metano liquido in Germania e riveste un’importanza strategica per il traffico delle merci con il Mar Baltico.

 

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Reading Buses e la frontiera del biometano

Spostandoci di qualche migliaio di chilometri più ad ovest, esattamente a Reading, in Inghilterra, è da segnalare invece un’originale novità per quanto riguarda l’impiego del biometano nei trasporti. La Reading Buses, società operante nel trasporto pubblico inglese nelle città di Reading, Bracknell, Newbury e nelle periferie della contea del Berkshire, ha annunciato che immatricolerà il primo autobus a due piani alimentato con biometano interamente prodotto da scarti alimentari e rifiuti organici umani (quindi avanzi di cibo, spazzatura, letame, etc.). Il mezzo è stato già fornito da Scania ed entrerà effettivamente all’opera entro ottobre 2016. La Reading Buses, in verità, si è già contraddistinta qualche anno fa per essere stata la prima società di trasporto pubblico al mondo a dotarsi di ben 34 autobus monopiani alimentati da biometano, pari al 20% dell’intera flotta.

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La compagnia è da sempre infatti convinta che il biometano sia vantaggioso sia dal punto di vista economico che ambientale e nei prossimi anni ha in programma di puntare ulteriormente sui mezzi ecologici. Come spiega il sito della Reading Buses, la sperimentazione del biometano applicato all’autotrazione è la dimostrazione che anche “tutto ciò che è considerato rifiuto può trasformarsi in una risorsa importante, sia per l’ambiente che per il portafogli”. Ma è anche la dimostrazione ulteriore della grande compatibilità, versatilità e funzionalità che il metano è in grado di offrire per favorire la ricerca e l’innovazione tecnologica nel campo dell’autotrazione pesante.