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dicembre 2014

Landi Renzo, un Centro per il futuro

Stefano Panzeri

Landi Renzo ha inaugurato un avveniristico Centro Ricerca e Sviluppo per lo sviluppo di tecnologie future, investendo 30 milioni di euro e mantenendo fede alla propria filosofia aziendale basata sull’innovazioneIn tempi di crisi investire 30 milioni di euro in ricerca in Italia è già una notizia. Se poi a lavorarci sono tecnici specializzati formati con il supporto aziendale c’è il rischio di credere di essere in un’altra epoca e in un altro Paese. Eppure si tratta di una realtà nazionale dei giorni nostri e riguarda il nuovo reparto Ricerca e Sviluppo inaugurato a settembre da Landi Renzo. Una struttura voluta fortemente per rimanere competitivi sul mercato e fedeli alla propria filosofia aziendale basata su esportazione, formazione e innovazione.

Il taglio del nastro del nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo
Il taglio del nastro del nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo

Risorse dall’estero
La conquista dei mercati esteri avviata negli anni ‘60 è oggi la base per reperire le risorse da investire. A confermarlo è il bilancio del primo semestre 2014 chiuso con un fatturato di 112,4 milioni di euro (+0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013) maturato per l’80,3% sui mercati internazionali. Aree che supportano il calo interno (-25%) e con trend in crescita: +11,2% in Europa, +9,7% in America e +5,7% in Asia e resto del mondo. Dati destinati a crescere con la prossima apertura della sede in Russia dove le auto a metano sono in costante ascesa. Un debutto che porterà a 12 le filiali Landi Renzo nel mondo, tra le quali quelle in Argentina, Brasile, Stati Uniti, India, Pakistan, Iran e Cina, nonché in Olanda dove è ubicata la Landi International.

Una Corporate per la formazione
L’obiettivo dell’innovazione non può essere perseguito senza tecnici preparati e, soprattutto, specializzati nel comparto d’interesse di Landi Renzo. Per sopperire alle carenze formative la società di Cavriago ha deciso di investire direttamente nell’istruzione dei possibili futuri dipendenti. Un’idea concretizzata nel 2006 con l’avvio della Landi Renzo Corporate University, una scuola aziendale con indirizzi tecnologico, di marketing, di management e di comunicazione. Oltre a formare i tecnici che domani avranno l’incarico di sviluppare nuove tecnologie, la struttura è utilizzata anche per qualificare la rete commerciale e di installatori.

Landi Renzo: innovazione e radici solidamente piantate nella tradizione
Landi Renzo: innovazione e radici solidamente piantate nella tradizione

Innovare per crescere
L’innovazione è la vera essenza della filosofia Landi Renzo perseguita dagli albori dell’azienda e alla base della decisione di finanziare la costruzione del nuovo reparto di Ricerca e Sviluppo. Per rimanere competitivi, infatti, è necessario avere prodotti evoluti in grado di rispondere alle domande provenienti dal mercato. Domande che la dirigenza emiliana è riuscita a interpretare capendo i cambiamenti in atto nel settore dei combustibili gassosi, dove il classico kit aftermarket sta lasciando posto a sistemi di primo impianto. In tale contesto, i produttori specializzati si trasformano sempre più in fornitori di componenti per l’industria automobilistica, al quale devono garantire prodotti di alta qualità che per essere progettati necessitano di molta ricerca. Non solo. Per garantirsi un futuro è indispensabile studiare le soluzioni che si presume potrebbero essere vincenti negli anni a venire come le tecnologie oggetto dell’attuale ricerca Landi, quali gli impianti a Gpl a iniezione diretta e lo sviluppo di componenti per veicoli a idrogeno.

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Struttura avveniristica
Il neonato reparto è realizzato su una struttura di 15 mila metri quadrati nel quale lavoreranno più di 200 tecnici e servirà anche per rafforzare le collaborazioni con istituti di ricerca, università e gli stessi costruttori. Un’esigenza, quest’ultima, necessaria per sviluppare componenti “ad hoc” sulle specifiche delle case automobilistiche e per il quale sono stati pensati i diversi reparti. Si tratta di impianti con tecnologie avveniristiche capaci di soddisfare le esigenze di progettazione per la futura evoluzione motoristica. Ne sono un esempio i laboratori di sviluppo delle componenti dove è possibile sfruttare direttamente i diversi combustibili disponibili (benzina, gasolio, metano, Gpl e idrogeno) anziché l’aria compressa come avviene nelle attuali strutture. Una maggiore potenzialità che permette studi più esaustivi accentuata dalla possibilità di effettuare diversi tipi di test, come quelli di shock termico e di invecchiamento accelerato per determinare l’usura. In modo analogo, i tre banchi prova sono concepiti per potere testare diverse tipologie di veicoli (auto, fuoristrada, furgoni, camion, ecc) con i differenti carburanti.

Un Centro di Classe A
Altro aspetto attrattivo del nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo, in particolare per una società che ambisce ad avere un’etica ambientale, sono le tecniche costruttive impiegate per la realizzazione del nuovo edificio. Una struttura pensata per avere un basso impatto ambientale e per contenere la domanda energetica e, di conseguenza, le spese per riscaldamento ed elettricità. Obiettivo raggiunto impiegando le più avanzate tecnologie edilizie ed energetiche disponibili, come i pannelli fotovoltaici (da soli producono 210.000 kWh/anno) e le pompe di calore. Il risultato è una struttura in classe energetica A (la più efficiente) con esigenze energetica del 70% rispetto a una costruzione tradizionale. Una percentuale migliorabile attraverso i sistemi di monitoraggio di uffici e laboratori che permettono di individuare eventuali anomalie sulle quali intervenire per aumentare l’efficienza complessiva.

Una storia lunga 60 anni
A settembre la Landi Renzo ha festeggiato il 60 anniversario dalla fondazione, un avventura cominciata nel 1954 in una stalla di Cavriago (RE) per volere di Renzo Landi e della moglie Giovannina Domenichini. Si tratta della “Officine Meccaniche Landi Renzo” dove si producono componenti per impianti a gas per autotrazione, settore in crescita grazie alla nascente rete a Gpl e del metano. Il successo è immediato, merito del riduttore “padellone” e di soluzioni tecniche avveniristiche. Negli anni ‘60 viene costituita la rete di installatori e iniziano le esportazioni favorite dall’innovativo riduttore a Gpl Renzomatic che porta a modificare la strategia aziendale con l’esternalizzazione della produzione. Con la scomparsa di Renzo nel 1977 il comando passa prima alla moglie, poi al figlio Stefano, che portano l’azienda a diventare una SpA nel 1987, a diventare “International” nel 1995 e ad aprire 12 filiali nel mondo che le permettono di confermarsi leader globale del settore, con oltre il 30% del mercato.