i paesi del metano
febbraio 2015

La svolta cinese è solo a metano

Leonardo Tancredi

L’altissimo tasso di inquinamento del Paese ha indotto il governo cinese a varare misure per favorire la diffusione di combustibili alternativi nei trasporti. Nonostante i forti incentivi le auto elettriche non decollano; quello dei veicoli a metano, invece, si prepara a essere il più grande mercato del mondoIl paese più popoloso del mondo, la seconda economia mondiale, il più grande mercato automobilistico oggi esistente, il secondo paese per diffusione di veicoli a metano. Questo è un modo possibile per descrivere la Cina in poche battute. Ma se si parla di carburanti ecologici è necessaria un’altra informazione: secondo una ricerca del Ministero della Protezione dell’Ambiente, il 90% delle maggiori città della Repubblica Popolare ha una qualità dell’aria molto lontana dai limiti stabiliti dal governo e cioè sotto i 100 microgrammi di particolato 2.5 per metrocubo (le cosiddette polveri sottili), quando in alcuni casi si è superata anche quota 900.  

Nelle città cinesi letteralmente non si respira, le immagini di Pechino immersa in una fitta nebbia di smog hanno fatto il giro del mondo in occasione delle Olimpiadi del 2008. Il governo cinese ha quindi elaborato un piano drastico di riduzione delle emissioni entro il 2030. Tra le misure previste ci sono gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche: sarebbero dovuti essere 5 milioni i veicoli a batteria o ibride plug in su strada entro il 2015. Nonostante cinque anni di forti incentivi all’acquisto (120.000 yuan, cioè 14 mila euro di sconto) e il rilascio immediato delle targhe (a fronte della lotteria che bisogna vincere per immatricolare un’auto a carburanti tradizionali), in cinque anni sono state vendute solo 70.000 auto elettriche (47.000 nel 2014). Un numero considerevole in termini assoluti, ma con un’incidenza irrisoria se paragonata al totale dei veicoli immatricolati. Secondo l’associazione dei produttori di automobili cinese (Caam) nel 2013 si sono venduti 21.993.343 milioni di veicoli, dei quali 17.927.997 sono vetture e 4.065.346 veicoli commerciali, il 13,87% in più rispetto al 2012. I veicoli elettrici restano una goccia nel mare di emissioni nocive che sommergono il paese della Grande Muraglia.134023773-media-36c4b953-3aa0-4460-a41e-d299e92f0068

La speranza metano

Se la mancanza di infrastrutture per la ricarica delle batterie e lo scarso appeal presso gli automobilisti cinesi frenano la svolta elettrica, l’unica speranza per i polmoni dei milioni di abitanti delle città cinesi rimane il metano. E i dati di Gas Vehicle Report lo confermano pienamente. Nella Repubblica popolare cinese circolano 3.994.350 veicoli a metano, soltanto 6.000 in meno dell’Iran che ha ancora il primato mondiale del gas naturale. La maggior parte di questi, poco più di 2 milioni e mezzo, sono autovetture private, a testimonianza di un mercato vivace e dalle grandi prospettive. Le stazioni di rifornimento sono 6.502, numero ineguagliato in nessun altro Paese del mondo, quasi tutte pubbliche e, altro dato importante in prospettiva, 2.900 sono le stazioni di prossima costruzione.

Un grande potenziale

“C’è un grande potenziale di crescita per il gas naturale quale alternativa più pulita al gasolio e alla benzina. Il carburante è più economico di circa il 20 – 30 per cento rispetto al diesel”. Sono parole di Pu Chungan, segretario della China Industrial Gas Industry Association, in occasione  della presentazione della sesta edizione di ANGVA 2015, esposizione internazionale di veicoli a metano organizzata dall’Asia Pacific Gas Vehicle Association. Secondo il segretario generale la Cina ha avviato un rapido sviluppo dell’industria del metano, riguardo sia ai veicoli che a una strategia doverosa per eliminare dalle strade i veicoli più vecchi con alte emissioni di anidride carbonica, essendo la Cina il Paese con le più alte emissioni di CO2.

Le parole di Pu Chungan sembrano essere supportate dai fatti. Lo scorso novembre il governo cinese ha pianificato la pubblicazione di un bando per la conversione di veicoli all’alimentazione a metano, con lo scopo di migliorare non solo la qualità dell’aria, ma anche quella del parco macchine nazionale dal punto di vista delle prestazioni e della sicurezza. L’istituto bancario asiatico Asian Development Bank (ADB) ha firmato prestiti per 450 milioni di dollari per sostenere la diffusione del gas naturale nei trasporti tra i cittadini della Repubblica Popolare. Il prestito è stato girato alla China Gas Holdings Ltd. per costruire e rendere operative, entro il 2018, 600 pompe di metano compresso e 200 di metano liquido e attrezzare 20 imbarcazioni fluviali per il metano liquido. In una nota di ADB si legge che nonostante le riserve di gas siano in crescita, il consumo pro capite in Cina è ancora molto basso; le aspettative che seguono questo prestito sono rivolte soprattutto al settore privato e allo sviluppo del metano lungo le grandi arterie stradali che congiungono province e agglomerati urbani.

Le immagini di Pechino soffocato dallo smog hanno fatto il giro del mondo
Le immagini di Pechino soffocato dallo smog hanno fatto il giro del mondo

Sostituto del gasolio

Un recente report dell’agenzia di analisi nel settore dell’energia, Wood Mackenzie’s, indica il metano come l’unico vero sostituto del diesel nei trasporti in Cina entro il 2020. Secondo questi studi, entro la fine del decennio, 450.000 barili di gasolio al giorno saranno sostituiti dal gas naturale. La diffusione del metano ha provocato una contrazione nell’utilizzo del diesel nel 2014, con un calo del consumo di gasolio pari a 110.000 barili al giorno. La previsione di Wood Mackienze parla di 900.000 veicoli a metano nel settore commerciale sulle strade cinesi nel 2020. Un mercato dalle potenzialità vertiginose rappresenta uno scenario che non può sfuggire agli investitori del settore. L’industria italiana in questo settore può vantare competenze da Paese leader, lo ha ricordato di recente Dante Natali, presidente dell’Osservatorio Federmetano: “La rapida crescita prevista in Cina per il parco circolante di veicoli a metano e per il numero delle stazioni di rifornimento rappresenta una opportunità commerciale che l’Italia non può perdere, dal momento che il nostro Paese è leader mondiale nella tecnologie del comparto del metano per autotrazione ed esporta i suoi prodotti in tutto il mondo”.

Se si cerca una direzione di uscita dalla crisi questa potrebbe essere una soluzione possibile per accelerare la ripresa economica italiana.