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dicembre 2017

La Lombardia punta forte sul metano

Silvia De Santis

Un accordo tra Regione Lombardia e Q8 prevede la creazione di nuovi punti di distribuzione di metano sul territorio regionale. A beneficiare dell’iniziativa la qualità dell’aria ed i portafogli degli utentiDal 2019 fare il pieno con un’auto a metano sarà più facile in Lombardia. Grazie all’accordo tra Regione e Q8 siglato lo scorso novembre, presto nuovi punti di erogazione del gas naturale sorgeranno nell’area metropolitana di Milano e sui tratti autostradali a traffico intenso. Più distributori, insomma, su un territorio, quello lombardo, che vanta già un numero di impianti particolarmente alto: erano 135 nel 2013, oggi se ne contano 179 (+36% in quattro anni), destinati ad aumentare ancora. Puntando alla mobilità sostenibile e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, la convenzione sottoscritta a Milano dagli assessori regionali Mauro Parolini (Sviluppo economico) e Claudia Terzi (Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile) con l’AD di Q8 Azzam Almutawa, prevede, accanto alla creazione della rete di distribuzione del metano, anche l’installazione di nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche. “L’accordo è il primo a essere firmato in tutto il settore e riguarda il tema della sostenibilità ambientale, una questione su cui Regione Lombardia si è sempre impegnata”, ha detto Azzam Almutawa, amministratore delegato di Petroleum Italia. 

“Anche Q8 ha scelto la sostenibilità come fattore strategico di successo e proprio quest’obiettivo comune garantisce che tale accordo funzionerà”. Se il punto di partenza sono Milano e il suo hinterland, l’auspicio è che l’”onda verde” dei carburanti ecocompatibili si estenda col tempo ad altri impianti in Lombardia, soprattutto a quelli più “frequentati”.

 

Il metano in Lombardia

Al momento capofila in regione nella distribuzione di gas è Milano con 38 punti di approvvigionamento, seguita da Brescia con 32 e Bergamo con 22. “Negli ultimi cinque anni la Lombardia si è affermata come un’eccellenza a livello europeo, con una crescita di oltre il 36% degli impianti a metano e di circa il 20% per quelli di GPL – ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Paolini in occasione della firma del protocollo con la Q8 – Un risultato che ci spinge a continuare nel sostenere lo sviluppo di una rete in grado di soddisfare le esigenze di un mercato automobilistico tecnologicamente sempre più evoluto e pulito”.

 

L’accordo tra regioni al G7 Ambiente

Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto sono regioni che lo scorso giugno, in occasione del G7 Ambiente tenutosi a Bologna, hanno firmato un accordo, “un fondamentale passo in avanti nella tutela dell’ambiente – l’ha definito Claudia Terzi, assessore regionale lombardo all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile – Grazie a questo “patto” sono stati uniformati i provvedimenti e i piani adottati da ogni regione per migliorare la qualità dell’aria.” Tra le misure condivise, che interessano oltre 23 milioni di residenti del bacino padano (il 40% della popolazione italiana) ci sono sia quelle strutturali a lungo termine riguardanti zone a traffico limitato, piste ciclabili e aree pedonali, sia i provvedimenti emergenziali, ovvero le disposizioni da adottare in città in caso di sforamento della soglia di guardia nella concentrazione delle polveri sottili. Sempre in occasione del G7 dello scorso giugno è stato ufficializzato uno stanziamento di 16 milioni di euro: 8 milioni per gli eco-bonus, gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti con mezzi a basso impatto ambientale, come i veicoli elettrici, ibridi elettrico-benzina, monovalenti, metano e Gpl, Bifuel benzina/metano e benzina/Gpl e altri 8 milioni per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche, promuovendo le buone pratiche.

All’interno dei Piani per la qualità dell’aria concordati tra le regioni della Pianura Padana ci sono anche le limitazioni alla circolazione dei veicoli dall’1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, dal lunedì al venerdì e dalle ore 8,30 alle ore 18,30, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione diesel fino all’Euro 3, da estendere progressivamente agli Euro 4 entro l’1 ottobre 2020 e agli Euro 5 entro l’1ottobre 2025 per le zone urbane dei Comuni con più di 30.000 abitanti, nelle aree di superamento dei valori di PM10 o del biossido di azoto, NO2. Chiaro è che “la lotta allo smog e alla tutela della salute non può essere condotta solo con nuovi blocchi veicolari – torna a dire l’assessore Parolini – ma anche con l’implementazione di una rete di distribuzione di carburanti ecocompatibili moderna, capillare e completa”.