tecnologia
maggio 2015

Italia al top per le trasformazioni

Piero Evangelisti

La diffusione dell’alimentazione a metano tra gli autocarri pesanti può essere ancora più veloce grazie alle trasformazioni in aftermarket. In questo settore le aziende italiane sono protagoniste per innovazione e tecnologiaIl costo del carburante per una flotta di veicoli industriali, i cosiddetti “Heavy Duty”, è una voce pesantissima nel Total Cost of Ownership di ogni veicolo che ha percorrenze annue ben diverse da quelle di un’autovettura. Un carburante alternativo come il gas naturale può abbattere i costi e ridurre la quantità di CO2 emessa nell’aria contribuendo alla promozione di un autotrasporto sempre più sostenibile. Molti costruttori di truck sono già pronti (o stanno per esserlo) a offrire automezzi alimentati a Cng (il classico metano allo stato gassoso che è in forte crescita come carburante per autovetture) e LNG, il gas naturale liquefatto, destinato, in virtù delle maggiori autonomie che consente, ai veicoli pesanti. In molti casi la tecnologia è quella dual-fuel che vede l’impiego di una miscela gasolio/LNG (o Cng) che non altera prestazioni ed efficienza del motore diesel che, di base, sui veicoli nuovi è un Euro 6. Il guadagno, in termini di anidride carbonica emessa, è quindi limitato dal fatto che si tratta di propulsori modernissimi, ma i vantaggi – per l’utente e per l’ambiente – crescono invece enormemente se entriamo nel settore di trasformazione di mezzi pesanti e bus circolanti.

 

Nel nostro Paese

Ecomotive Solutions è un’azienda italiana leader nelle trasformazioni dual-fuel di autocarri pesanti
Ecomotive Solutions è un’azienda italiana leader nelle trasformazioni dual-fuel di autocarri pesanti

In Italia, secondo una recente ricerca del Centro Studi e Statistiche di Unrae, alla fine dello scorso anno il parco circolante dei veicoli oltre le 3,5 t era per il 72,4% composto da automezzi ante Euro 4, con un’età media di 11 anni. Sono dati che lasciano intendere quali sono le potenzialità per il passaggio dal gasolio al gas naturale, forse non per degli Euro 0 o Euro 1, veicoli stracarichi di anni e di chilometri sui quali la trasformazione non sarebbe economicamente conveniente, ma certamente interessante per quelli da Euro 2 in avanti. Un’azienda che si è mossa con molti anni di anticipo nella progettazione di impianti per la trasformazione a gas naturale di camion diesel è la Baldi&Govoni di Bologna. “Abbiamo cominciato otto anni fa, prima della crisi che ha scatenato la corsa a carburanti, come il metano, più economici ma efficienti”, spiega Fabio Govoni, “utilizzando componenti di un’azienda che ora non è più interessata al settore dei mezzi pesanti, una decisione che ci ha spinto alla ricerca di nuovi fornitori e che ci ha portato a scegliere la Emer per i nostri prossimi impianti”.

 

Liquido o gassoso?

Ma il futuro, nel settore dell’autotrasporto, è nel Cng o nell’LNG che a parità di ingombri offre una maggiore autonomia? “Sicuramente nel secondo” risponde senza esitazione Fabio Govoni, “utilizzato con la tecnologia dual-fuel che richiede pochissimi interventi sul motore diesel esistente e che permette di viaggiare a gasolio quando il gas è esaurito. Certo, oggi in Italia c’è una sola stazione di rifornimento di LNG, ma credo che tutti gli operatori e le associazioni (Federmetano e Assogasliquidi, ndr) debbano puntare compatti sullo sviluppo di una rete per questo tipo di metano, di origine fossile o biometano”. L’Italia è una terra fertile per le tecnologie dedicate al gas naturale e da noi non mancano aziende all’avanguardia nelle tecniche di trasformazione e capaci di affermarsi anche all’estero.

 

In Grecia

Secondo Fabio Govoni di Baldi & Govoni il futuro nell’autotrasporto è l’LNG
Secondo Fabio Govoni di Baldi & Govoni il futuro nell’autotrasporto è l’LNG

A fine aprile, per esempio, Ecomotive Solutions, azienda del gruppo Holdim, con sede a Serralunga di Crea, nell’alessandrino, ha annunciato la consegna di un Daf XF 105 406 CV Euro 5 equipaggiato della piattaforma “d-gid” in Grecia, il primo dei 18 veicoli che l’azienda italiana sta trasformando per la società ellenica Group Kiriakidis che si occupa del trasporto di marmi e di materiali per l’edilizia. Decisiva è stata la rapidità con cui in Grecia, nonostante la drammatica crisi che sta vivendo, è stato possibile ottenere l’omologazione dell’impianto nonostante fino a luglio del 2014 non esistesse nemmeno una legge che regolava la materia. Il truck Daf XF trasformato con la piattaforma di Ecomotive Solutions ha richiesto la sostituzione del serbatoio del gasolio da 1.200 l con uno da 400 l e con 8 bombole da 70 l di Cng che assicurano un’autonomia complessiva in dual-fuel di circa 600 km. Basandosi sul prezzo del gasolio a fine gennaio in Grecia, la trasformazione ha comportato un risparmio dei costi relativi al carburante di circa il 24%. Ma il servizio che Ecomotive Solutions offre ai suoi clienti di mezzi pesanti non si limita alla trasformazione dei veicoli ma va ben oltre progettando, come nel caso dell’azienda ellenica, anche una stazione di rifornimento interna per il gas naturale compresso. La piattaforma d-gid, che in Italia è omologata per il montaggio su commerciali e industriali da Euro 0 a Euro 5 (l’omologazione Euro 6 è nella fase dei test su strada), può gestire indifferentemente Cng e LNG e le uniche differenze risiedono nei differenti sistemi di stoccaggio richiesti dai due carburanti, il primo in bombole a una pressione di 220 bar, l’LNG in serbatoio criogenico (da –140 a –168 °) a pressioni comprese fra 8 e 16 bar. La versatilità dell’impianto consente al cliente di scegliere oggi il più diffuso Cng per poi passare, con la sola sostituzione dei serbatoi, all’LNG quando per esso sarà pronta una rete di rifornimento di base nell’area dove il mezzo è destinato ad operare. 

Un’autobus a metano con impianto BRC
Un’autobus a metano con impianto BRC

 

I vantaggi

La tecnologia dual-fuel adottata da Ecomotive Solutions migliora sensibilmente le emissioni di inquinanti, primo fra tutti il particolato (PM) e quelle di CO2 che diminuiscono del 10% con l’uso di Cng e LNG di origine fossile e del 50% con l’uso di biometano (la d-gid provvede alla combinazione della miscela del gasolio con il gas che può essere LNG, Cng, Gpl, biometano o gas sintetico). Fra i carburanti il biometano prodotto dal letame è, oggi, quello che riduce, nella filiera dalla fonte all’utilizzo, del 97% (se usato come alimentazione esclusiva) le emissioni di CO2, un dato che si colloca alla pari con le emissioni di un veicolo che usa l’energia elettrica di origine eolica e migliore di quello che deriva dall’uso di idrogeno. Nel panorama delle aziende italiane attive nella progettazione di impianti per la trasformazione a gas naturale, la BRC ha una posizione più prudente sul futuro del metano per i truck. “Per quanto riguarda i sistemi Dual Fuel si tratta di un ambito di mercato che vive tuttora una fase di sviluppo piuttosto incerta e con volumi ancora modesti”, commentano in BRC, “ e nell’analisi dei sistemi attualmente disponibili ci sono problematiche che rendono ad oggi incerto il futuro commerciale per tali prodotti. Diverso è il caso dei mezzi monofuel, per i quali l’impegno delle case costruttrici di veicoli industriali è importantissimo proprio al fine di rendere disponibili sul mercato mezzi che possano essere convertiti in after market o con collaborazioni dirette, alcune delle quali vedono la nostra azienda già coinvolta su progetti specifici”. Cosa pensa BRC del LNG? “La manifestazione di interesse per questa tecnologia è vincolata all’infrastruttura di distribuzione che oggi è ancora inesistente, tuttavia l’esperienza di paesi come l’Olanda (per rimanere in Europa) o la Cina sembrano segnalare un possibile futuro interesse. Anche in questo ultimo ambito BRC sta investendo in ricerca per poter avere soluzioni utilizzabili quando il mercato sarà pronto.”