tecnologia
maggio 2015

Innovazione e sviluppo nei componenti per metano

Gennaro Speranza

Nel settore dei componenti per sistemi di trazione a metano e metano liquido, l’industria italiana è leader nel mondo per la sua capacità di innovare. Molte aziende italiane, tra cui Emer e HVM (protagonisti ad Autopromotec 2015), investono notevoli risorse per mantenere elevati standard a livello scientifico, tecnico e progettuale, riuscendo a offrire le migliori soluzioni in ambito Cng e GnlLa sicurezza e l’affidabilità dei componenti e dei sistemi a metano non si improvvisano. Al contrario, per vantare eccellenza in questo comparto e garantire elevate prestazioni e basso impatto ambientale, occorrono qualità, innovazione, capacità progettuale, esperienza e internazionalizzazione. Da questo punto di vista, l’Italia ha consolidato negli anni una lunga tradizione riguardante la progettazione e la produzione di componenti meccanici di qualità per il metano per autotrazione, comprese le tecniche di collaudo e di stoccaggio dei serbatoi.  Ma per continuare ad essere protagonisti a livello globale, oggi così come in futuro, è fondamentale avere precise politiche di innovazione, con l’obiettivo primario di soddisfare i clienti, migliorare nel campo tecnologico e ricercare nuove soluzioni applicabili su veicoli di uso quotidiano. 

 

Tecnologia e alta qualità

Lo sa bene Fabio Vesentini, vicepresidente della divisione marketing & vendite di Emer (gruppo Westport), azienda bresciana leader tra i principali fornitori di sistemi di alimentazione alternativi e in particolare a gas naturale compresso (Cng). “Tecnologia, innovazione e flessibilità – dice Vesentini – sono parole-chiave imprescindibili per chi lavora nel settore. Noi di Emer siamo molto attenti nello sviluppare e validare i componenti dei sistemi di alimentazione secondo i più severi standard dei clienti automotive. L’intento è di migliorare sempre il nostro servizio in termini di qualità e affidabilità, dotandoci di processi completi di ricerca e sviluppo, industrializzazione e omologazione del prodotto. I nostri punti di forza includono una presenza consolidata nei principali mercati emergenti (tra cui Europa dell’Est, India e America Latina) che crescerà molto nel futuro, oltre a rapporti di collaborazione tecnica con i principali costruttori globali (tra cui FCA, Ford, General Motors, Hyundai, PSA Peugeot Citroën, Volkswagen e Volvo) e più di 100 brevetti di sistemi a metano e Gpl. Tutto questo è possibile grazie anche alle iniziative combinate con la casa madre canadese Westport Group, leader mondiale nel settore dei motori a metano”.

Serbatoi di metano liquido prodotti da HVM
Serbatoi di metano liquido prodotti da HVM

Emer sarà tra i protagonisti di Autopromotec 2015, dove presenterà anche un altro brand del gruppo Westport: Prins. “Quella con Prins – aggiunge Vesentini – è una collaborazione che approfondisce maggiormente le iniziative congiunte con Westport Group. Prins è una società nota per la trasformazione di qualsiasi tipo di motore e per l’aver brevettato il sistema dual fuel Dieselblend, che prevede l’uso di un mix tra gasolio e metano in grado di ridurre sia le emissioni che i costi per il carburante. Si tratta di una tecnologia che negli ultimi anni è stata raffinata grazie all’ingresso decisivo dell’elettronica in questo settore. Inoltre, proprio in occasione di Autopromotec, sarà presentato anche un altro sistema di Prins: il Direct LiquiMax (sistema ad iniezione liquida), che consente la trasformazione a Gpl di propulsori ad iniezione diretta di benzina di diverse case automobilistiche, tra cui Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, e a breve anche Volvo e Ford”. L’obiettivo, dunque, è di offrire il meglio della tecnologia con prodotti di elevata qualità, tendendo verso un continuo miglioramento delle prestazioni e una riduzione sostanziale delle emissioni.

 

Focus sulla sicurezza

Affianco ad Emer, in Italia c’è un’intera filiera di imprese che ci rende leader nel mondo e che può crescere. Casi esemplari sono quelli di Idro Meccanica, produttrice di compressori metano che da oltre 40 anni è all’avanguardia nel settore, ed Emiliana Serbatoi, esperta nel settore della produzione di serbatoi e sistemi di stoccaggio, trasporto e distribuzione del carburante, oltre che nei sistemi di controllo e di gestione dei rifornimenti.

Tecnologia, innovazione e flessibilità sono nel Dna di EmerTra i punti di riferimento del mercato italiano ed estero c’è anche HVM, società leader nella costruzione, manutenzione e collaudo dei serbatoi criogenici trasportabili. Secondo Renzo Ciucci, direttore commerciale di HVM e che interverrà come ospite ad Autopromotec in un convegno dedicato alla sicurezza dei serbatoi, l’Italia detiene tecnologie ed esperienze industriali di primo livello nei trasporti alimentati a metano, settore in cui circa il 60% delle tecnologie vendute al mondo parlano italiano. “Per quanto riguarda HVM – dice Ciucci – la prerogativa fondamentale del nostro lavoro è quella di mettere a disposizione del cliente prodotti di assoluta affidabilità, qualità, sicurezza e design. La nostra attività principale consiste nel progettare e costruire serbatoi criogenici, adatti per la conservazione e il trasporto del metano liquido e destinati ad essere utilizzati come serbatoi-carburante per l’autotrazione. Oltre alla produzione, forniamo anche una vasta gamma di servizi di manutenzione, riparazione meccanica e collaudo periodico. A nostro avviso la manutenzione è un’attività molto importante perché ha a che fare con il post-vendita, quindi con tutto ciò che è legato ad aspetti normativi e di manutenzione sia ordinaria che straordinaria di questi contenitori, che devono essere in grado di contenere gas a bassissima temperatura (-162° nel caso del Gnl)”.

La sicurezza, dunque, gioca un ruolo fondamentale, in particolare per ciò che riguarda le tecnologie legate alla tenuta dei serbatoi per il gas compresso e liquido, che sono sottoposti a severe tecniche di collaudo per fornire le più ampie garanzie.  “I nostri contenitori sono soggetti a test particolari – spiega Ciucci – come quelli di pressione sui materiali e sui componenti meccanici; inoltre devono resistere a temperature molto elevate per reggere a condizioni di stress. Questi test sono necessari per omologare i serbatoi e quindi per renderli a norma per l’utilizzo sui  mezzi di trasporto”.

Una nota a margine, infine, va fatta anche sul versante della rete di distribuzione che in Italia ha un buon grado di sviluppo, anche se molto può e deve essere ancora fatto, soprattutto per ciò che riguarda il metano liquido. “L’auspicio per il futuro – conclude Ciucci – è che l’evoluzione tecnologica della componentistica del metano sia accompagnata da una sempre più importante crescita della rete, che garantisca punti di rifornimento strategici in tutta Italia, anche al fine di ridurre l’impatto ambientale dei motori diesel nel trasporto via mare e su strada, nonché di ridurre i costi di gestione ormai divenuti insostenibili per tutti gli utilizzatori di motori alimentati con i carburanti tradizionali”.

 

IL COLLAUDO DELLE BOMBOLE

Innovazione e sviluppo nei componenti per metano 1Come per ogni altro tipo di veicolo, per garantire una costante sicurezza dei veicoli a metano è necessario sottoporre la propria autovettura alla revisione periodica, al fine di verificare l’efficienza delle principali parti meccaniche e in particolare dei serbatoi. A questo proposito, è sempre bene controllare la scadenza delle bombole installate a bordo, indicata di norma sulla targhetta applicata dall’impiantista. Secondo gli obblighi di legge, dopo la prima installazione le bombole necessitano di un ricollaudo ogni cinque anni (secondo l’omologazione nazionale DGMC) e ogni quattro anni se di ultima generazione (Omologazione Internazionale R110). La sostituzione delle bombole, invece, è obbligatoria dopo 40 anni se omologate a norma italiana, dopo 20 anni se con la R110. In Italia l’ispezione e il collaudo sono a cura dell’ENI – Gestione Fondo Bombole Metano, organizzato sul territorio tramite centri di raccolta bombole autorizzati.
Il collaudo delle bombole consiste principalmente di: ispezione visiva e lavaggio, pesatura, prova idraulica a 300 bar, manutenzione della valvola, sostituzione delle parti deperibili. Solo i serbatoi di tipo Cng-4, che rappresentano il prodotto con tecnologia più moderna, devono seguire operazioni e modalità di revisione diverse rispetto ai più pesanti e tradizionali serbatoi in acciaio. “Nulla cambia per i serbatoi Cng1/2/3 – spiega Dante Natali, presidente di Federmetano – mentre per i serbatoi Cng4 ci sono alcune novità. La casa costruttrice dovrà dichiarare prima dell’immissione sul mercato del prodotto, se intende avvalersi delle solite operazioni di riqualificazione oppure optare per la nuova procedura prevista dalla circolare e consistente in una visita esterna. Ad esempio il collaudo avverrà senza smontaggio del serbatoio e della valvola, ma solo con ispezione visiva, e potrà essere fatto dopo 4 anni dall’immatricolazione del veicolo, mentre dalla seconda revisione in poi le riqualificazioni avranno cadenza biennale. Inoltre le revisioni saranno effettuate presso le officine autorizzate dalle case automobilistiche che installano tali serbatoi, e solo successivamente anche presso tutte le altre officine private”.