i paesi del metano
dicembre 2014

In India si può fare di più

Leonardo Tancredi

L’India contende alla Cina il primato economico tra i paesi emergenti. Ma la crescita economica ha portato anche gravi problemi di inquinamento per i quali l’uso di veicoli a metano rappresenta una soluzione efficace e pronta per l’usoSesta nel mondo per numero di veicoli a metano circolanti, l’India può contare su un mercato automobilistico sostenuto da una forte crescita economica. Dal 2001 a settembre 2014 il parco circolante di veicoli a metano è passato da 25.000 a 1.800.000 unità, cifra che rappresenta poco più dell’8% dei veicoli a metano del mondo; solo 500.000 sono le autovetture, mentre i restanti 1.300.000 mezzi sono autotreni, bus e veicoli di altra natura. Le stazioni di rifornimento sono 903, tutte pubbliche e presenti in 42 città, un numero esiguo se messo in relazione alla vastità del territorio indiano: oltre 3 milioni di km², più di 10 volte le dimensioni del territorio italiano (dove sono attive più di mille stazioni). Si tratta di un dato che induce a considerare la necessità di investimenti nelle infrastrutture per favorire la diffusione del carburante più economico e ecosostenibile a disposizione.

Interessi pubblici

Proprio l’esigenza di un deciso abbattimento delle emissioni di gas serra ha portato il governo indiano già nel 1998 a legiferare in favore di un più largo ricorso all’autotrazione a metano. In quell’anno infatti arrivò dalla Corte Suprema indiana la richiesta di convertire a metano tutti gli autobus, le vetture e i taxi di Dehli e di altre città. Nel 2002 il governo ha incoraggiato l’uso del metano con politiche fiscali indirizzate. india3I conseguenti massicci investimenti privati nel settore del metano per autotrazione hanno prodotto una distorsione nella quotazione del gas naturale tale da indurre il governo indiano a intervenire nuovamente nei primi mesi del 2014. Per calmierare i costi degli operatori di trasporto via bus e rendere l’uso dei mezzi pubblici accessibile alle masse urbane, il prezzo del metano è stato abbassato del 30% a Delhi e del 25-30% in altri stati del Paese-Continente indiano.

L’attenzione all’ambiente delle istituzioni nazionali di un Paese che conta alcune delle città più inquinate del pianeta ha prodotto un impulso dell’imprenditoria privata nel settore del metano per autotrazione. Il maggiore produttore nazionale di veicoli, la Tata, nello scorso febbraio ha fatto parlare di sé per la aver ricevuto un ordine di 550 bus a metano dall’operatore del trasporto pubblico Pune (Pune Mahanagar Parivahan Mahamandal Limited) nello stato centro-occidentale di Maharashtra; nello stesso periodo la società indiana ha sviluppato in sinergia con Westport un nuovo motore a metano.

I progetti in corso

A settembre 2014 una delegazione del settore trasporti svedese, con rappresentanti di compagnie come Ericsson, Gunnebo, Volvo Group, Scania e guidata dall’ambasciatore Harald Sandberg ha visitato Bangalore, Ahmedabad e Delhi per valutare la possibilità di collaborazioni indiano-svedesi nell’ambito della progettazione urbana e dei trasporti. La casa produttrice di mezzi pesanti Scania ha presentato un progetto di centrale a biogas nell’area industriale di Narasapura, nello stato di Karnataka. Nella stesso territorio la compagnia svedese ha già impiantato una fabbrica di autotreni e nell’occasione ha annunciato l’imminente apertura di uno stabilimento per la produzione di autobus.

AP_India_World_Indigenous_Day_09aug11Qualcosa si muove anche nello stato di Uttar Pradesh, dove la compagnia indiana Gail Gas Limited ha siglato un accordo con il governo locale per l’espansione della rete di distribuzione del metano. L’accordo porterà alla nascita di una fondazione il cui scopo sarà la costruzione di infrastrutture per la fornitura di gas naturale compresso, in modo da soddisfare la crescente domanda dal territorio.

Intanto, le vetture private alimentate a metano conoscono una crescente popolarità in India e molte case stanno orientando in questo senso la loro produzione. Il modello a metano della Maruti Suzuki Sx4 è stata una vera e propria hit del mercato indiano, potendo contare su comfort, prestazioni e un design gradevole, per un costo di circa 800.000 rupie (circa 10.000 euro). La Tata Indigo è disponibile anche in versione a gas naturale, e questa è una vera notizia per la berlina diventata il simbolo della classe media indiana. Molte aspettative circondano anche l’uscita della Maruti Wagon R, una delle più vendute delle Maruti Suzuki e sicuramente la più popolare tra le automobili familiari in India. Anche grazie alla notoria efficacia delle rete di assistenza post vendita, ci si aspetta un buon impatto sul mercato del modello a metano.

Fai da te

L’India è sempre più un Paese di ricercatori scientifici e tra questi ci sono dei giovani studenti che non hanno voluto aspettare le conversioni a metano dei grandi marchi e hanno preferito fare da soli. Lo scorso agosto il quotidiano Deccan Chronicle ha riportato la notizia della conversione a metano di una moto Pulsar-220 CC a benzina. “Abbiamo fissato un collettore e una valvola al vaporizzatore connesso al carburatore con delle modifiche necessarie perché potesse funzionare – ha raccontato Ahmed, uno degli studenti – abbiamo speso solo 1500 rupie per fare queste modifiche, ma adesso potremo risparmiare molto di più sul costo del carburante e dare una mano a combattere l’inquinamento.”