convegno
febbraio 2015

In Campidoglio: il gas fa bene alla green economy

Monica Dall’Olio

Presentato il 16 dicembre scorso a Roma lo studio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile “Green economy e veicoli stradali: una via italiana. Impatti socio-economici dello sviluppo di auto a Gpl e a metano”In Italia la diffusione delle auto a gas è storicamente molto più elevata della media europea: nel nostro Paese circola il 77% delle auto a metano presenti in Europa e il 26% di quelle a Gpl. Esiste poi una filiera di imprese di produzione di impianti, veicoli, distribuzione e manutenzione, che già ci rende leader di questo settore e che può crescere rapidamente. I numeri parlano chiaro: i distributori di Gpl sono 3.000, quelli di metano hanno superato il migliaio e sono in crescita oltre 6.000 sono le officine di installazione e assistenza. Inoltre, nonostante la crisi abbia pesato sulle immatricolazioni di auto tradizionali, quelle a gas hanno continuato a crescere in quota di mercato, passando tra il 2011 e il 2014 dal 5,5% al 14,4% sul totale delle immatricolazioni.

I presupposti

Esiste, quindi, un mercato dell’auto a gas, e sussistono le condizioni, qui ed ora, per espanderlo ulteriormente. A questo si aggiunge il contributo derivante dalla produzione di biometano, che presenta in Italia potenziali interessanti e lascia ben sperare la penetrazione di un combustibile rinnovabile e a bilancio di emissioni serra nullo, che in prospettiva potrà essere integrato dalla produzione di biopropano per la filiera Gpl. Da questi presupposti è partita la ricerca della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presentata lo scorso 16 dicembre a Roma preso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, realizzata con il supporto di due associazioni del settore gas, Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, che ha esaminato il futuro possibile dei carburanti gassosi in relazione al loro ruolo nell’ambito della green economy.

2014-12-16-10.47.39I risultati economici e occupazionali

I risultati dello studio, illustrati dal Presidente della Fondazione Edo Ronchi, sono importanti ma richiedono politiche di promozione da parte delle istituzioni.

Se le preferenze del mercato automobilistico nazionale si orientassero verso una maggiore diffusione delle auto a gas, la consistenza e il forte insediamento della filiera del settore determinerebbero la creazione di maggiore valore aggiunto e maggiore occupazione netta rispetto a quanto accadrebbe se invece fossero premiate le motorizzazioni diesel e benzina. In particolare la diffusione dell’auto a gas comporterebbe un un aumento del Pil e una nuova occupazione netta, espressa in unità di lavoro standard, pari a 27.300 unità nel 2020 e a 22.700 nel 2030. Risultati che potrebbero essere ancora più incisivi in uno scenario di “reshoring”, ovvero di rientro nel nostro Paese di attività legate al settore attualmente dislocate all’estero, possibile se il mercato interno avesse maggiore impulso: ciò si tradurrebbe, nel 2030, in 3,9 miliardi di euro di nuovo valore aggiunto e in quasi 66 mila posti di lavoro aggiuntivi a tempo pieno.

Le ricadute ambientali

Una più elevata penetrazione delle auto a gas in Italia da oggi al 2030, con la progressiva sostituzione di una parte delle auto a combustibili liquidi del parco circolante italiano, dovuta sia ad acquisto di mezzi nuovi sia ad interventi di retrofit, corrisponderebbe ad oltre 3,5 milioni di tonnellate di CO2 in meno, a 67 t di particolato e 21 mila t di ossidi di azoto in meno rispetto a uno scenario di non intervento. La riduzione di particolato prevista al 2030 equivale alle emissioni che sarebbero generate mediamente in un anno da 4 milioni di automobili diesel. Per migliorare le prestazioni ambientali delle auto a gas ci sono poi dei promettenti sviluppi nel campo delle alimentazioni ibride Gpl-elettrico e metano-elettrico, oltre a sistemi dual fuel metano-gasolio o Gpl-gasolio, mentre una delle prospettive più interessanti è rappresentata senza dubbio dal biometano.

Il contributo del solo biometano (la cui produzione al 2030 è stata stimata in circa 670 milioni di m3) alla riduzione delle emissioni di CO2 è valutato in circa 1,3 milioni di tonnellate.

Le proposte normative

Per favorire lo sviluppo del settore, nella ricerca sono contenute anche alcune proposte normative che si sviluppano principalmente sulla fiscalità ecologica dei carburanti e delle autovetture.

Per i carburanti si ritiene necessario mantenere nel medio-lungo periodo la tassazione attualmente applicata ai carburanti gassosi. Per i veicoli si suggerisce di estendere a tutto il territorio nazionale la disciplina che oggi è applicata a discrezione delle regioni, con l’esenzione per i veicoli a gas dal pagamento del bollo per 5 anni. In Piemonte, dove questa norma è stata adottata, le vendite di auto a gas sono aumentate del 200%. Il mancato gettito potrebbe essere coperto dalla revisione in chiave ecologica delle tasse sulle auto più inquinanti. E’ purtroppo stato bocciato un emendamento dell’On. Daniele Capezzone alla Legge di stabilità che interveniva in tal senso. Il politico si è comunque impegnato a portare avanti le sue istanze. Sarebbe infine opportuno sviluppare una sorta di piano di azione che potrebbe, ad esempio, essere vincolato ad un “patto per l’occupazione” con tutta la filiera di settore, che preveda una valutazione periodica – secondo parametri condivisi – degli effetti sul livello occupazionale conseguente alla maggior vendita di automobili e componentistica per il gas.

I relatori

Moderati da Raimondo Orsini, coordinatore del Gruppo Mobilità degli Stati Generali della Green Economy, sono intervenuti all’incontro Barbara Degani, Sottosegretario Ministero dell’Ambiente, Stefano Firpo, Capo Segreteria Tecnica Ministro dello Sviluppo Economico, Laura Puppato, Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali Senato, Daniele Capezzone, Presidente Commissione Finanze Camera dei Deputati, Carlo Maria Medaglia, Roma Servizi per Mobilità, Andrea Bianchi, Direttore Politiche Industriali Confindustria e Simona Fabiani, Responsabile Ambiente e territorio CGIL Nazionale.

Il punto di vista del Sottosegretario all’Ambiente

“Come rappresentante del ministero dell’Ambiente é per me fondamentale sottolineare il basso impatto ambientale di questa tecnologia perché sono convinta che gli obiettivi ambiziosi che l’Europa vuole raggiungere al 2030 hanno un senso se ispirati ad un progressivo impegno in termini di innovazione tecnologica”. Ha dichiarato il sottosegretario Degani “la materia unisce tre temi che possiamo considerare punti di partenza fondamentali per un’azione politica ed economica per portare il Paese fuori dalla palude della recessione: green economy, il futuro dell’industria manifatturiera italiana e delle politiche industriali, il ruolo delle istituzioni chiamate ad un impegno straordinario per semplificare normative e procedure e rilanciare l’economia”.

Edo Ronchi, presidente  della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile
Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

“Il Ministero – ha spiegato Barbara Degani – ha promosso anche azioni finalizzate alla progressiva espansione dell’utilizzo del metano e del Gpl; negli anni ha concesso cofinanziamenti per circa 75 milioni a favore di regioni, comuni, e cittadini attraverso specifici programmi come per esempio il potenziamento del servizio di trasporto pubblico con autobus a metano”. Degani ha ricordato anche che “la questione degli ecoincentivi, pur essendo un tema controverso dal punto di vista fiscale, come ministero dell’Ambiente, similmente all’ecobonus in edilizia, ci vede fortemente convinti”.

La sintesi di Edo Ronchi

“Le auto a gas sono una delle tecnologie a basso impatto ambientale che può contribuire a ridurre l’inquinamento dell’aria nelle città, ma non solo, può far bene all’occupazione e all’economia. In Italia c’è una filiera di imprese che ci rende leader nel mondo e che può crescere. Un caso esemplare di green economy dove miglioramenti ambientali producono vantaggi economici e occupazionali”.