i paesi del metano
dicembre 2016

Il Perù svolta a metano

Leonardo Tancredi

A partire dal 2008 il Perù
ha puntato alla diffusione
del metano come carburante economico ed ecocompatibile.
Obbiettivo dell’attuale governo è portare il gas naturale in tutto il territorio nazionale e incentivarne l’uso per l’autotrazione inanziando le conversioni
Lo scorso 30 aprile una folla di peruviani, tra cui tantissimi tassisti, ha varcato la soglia di Expo GNV 2016, la prima esposizione nazionale dedicata ai veicoli a metano promossa dalla Camàra Peruana de Gas Vehicular (CPGNV), l’associazione di categoria che raccoglie gli operatori sul mercato metano per autotrazione. Al parco Grau, nella città di Chincha, gli stand di autofficine autorizzate per la conversione a gas, di concessionari di veicoli a metano originali e di società finanziarie hanno aperto i battenti con lo slogan “Con GNV la haces linda” (“Con l’auto a metano la fai pulita”), una campagna di sensibilizzazione che punta posizionare il metano come il carburante alternativo più sostenibile per l’ambiente. Tassisti e automobilisti comuni hanno visitato l’expo anche per avere informazioni sui risparmi e i finanziamenti possibili, ma soprattutto sugli incentivi previsti dalla campagna per la conversione “BONO 1000 GNV”, grazie alla quale i consumatori che convertiranno al metano il motore della propria auto riceveranno un bonus di 1000 sol (circa 270 euro) da spendere in rifornimenti di gas naturale.

 

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La situazione oggi

Oggi in Perù circolano 229.472 veicoli a metano, tra conversioni e modelli originali, mentre le stazioni di rifornimento sono 282 e si contano 172 officine autorizzate per la conversione (dati di CPGNV del 2016). Secondo le statistiche di Gas Vehicle

Expo GNV 2016

Expo GNV 2016 è un tassello del programma di rilancio del metano che il governo peruviano sta attuando sotto la spinta di diversi attori del mercato, società di distribuzione, compagnie che si occupano della commercializzazione e operatori dell’automotive. Dopo l’edizione di aprile la “Camàra Peruana” ha bissato a fine ottobre con la Fiera Internazionale del Gas dedicata a apparecchiature, fornitura e servizi relativi al gas naturale, a conferma della grande attenzione riservata in Perù al metano per autotrazione.

Report (l’aggiornamento disponibile è del 2014), il paese andino è al quindicesimo posto nella graduatoria mondiale delle flotte nazionali a metano, grazie a un parco composto quasi esclusivamente di veicoli privati.

 

La svolta nell’impulso alla diffusione del gas metano nel Paese arriva nei primi anni del Millennio, dopo che il progetto di sfruttamento dei giacimenti di gas è diventato operativo. Si tratta di una riserva scoperta dalla Shell nel 1986 e passata dopo qualche anno al Perù; oggi è considerato un elemento centrale dell’economia nazionale con una previsione di introiti di 34 miliardi di dollari di royalties. Titolare dell’estrazione è la peruviana Pluspetrol, mentre il trasporto attraverso gasdotti e la distribuzione sono affidati rispettivamente a Transportadora de Gas de Perù e a Calidda; partner del progetto sono gli americani di Hunt Oil Company.

All’inizio

Nel 2008, il primo veicolo bifuel originale (metano-benzina) che entrava nel Paese, era il modello cinese Lifan 520, sbarcato in Perù grazie a un’alleanza con il gruppo energetico peruviano Altos Andes. A convincere la casa cinese della bontà dell’operazione sono stati proprio i movimenti strategici del governo peruviano mirati a favorire l’utilizzo del metano anche nell’autotrazione.

Nel 2008 Pluspetrol ha annunciato che le riserve erano superiori del 20% a quanto previsto e stimate per 13,40 trillioni di piedi cubici. Oggi il Perù, secondo i dati di Index Mundi, è il 27esimo paese al mondo per produzione di gas naturale.

 

 

Le priorità

Un decisivo passo avanti è stato fatto ponendo tra le priorità la diffusione del metano anche nel Sud del Paese e in altri centri urbani che non siano le grandi aree metropolitane di Lima e Callao. Lo scorso settembre il ministro dell’Energia Gonzalo Tamayo Flores ha inaugurato un nuovo impianto di compressione di gas naturale nel distretto di Echarate, nell’interno del Perù, che si prevede implementerà del 50% la capacità di immissione del metano nel mercat0 peruviano.  Durante la cerimonia svolta nel centro operativo della compagnia Transportadora de Gas del Peru, è stato annunciato il completamento del secondo tratto del condotto costiero, un’infrastruttura di 31 km posta tra i distretti di Chilca e Lurin. Entrambe le opere, ha sottolineato il Ministro, rappresentano il compimento della seconda fase della distribuzione nel Paese del metano.

 

Trasporto pubblico

L’attenzione del governo peruviano è rivolta in parallelo anche allo sviluppo del mercato interno dell’autotrazione, con un occhio particolare al trasporto pubblico ancora molto marginale rispetto all’utilizzo del gas naturale. All’inizio del 2016 il FISE, Fondo di Inclusione Sociale ed Energetica ha annunciato il finanziamento della conversione di veicoli a metano.

I trend in atto

Tra il 2103 e il 2014 il Perù ha fatto registrare il 9% (dati GVR) di aumento del numero  di veicoli a metano in strada; meglio hanno fatto solo due giganti come la Cina e l’Iran. Una crescita confermata dai dati raccolto dalla “Camàra Peruana” tra maggio 2015 e settembre 2016, quando i veicoli a metano in circolazione sono passati da 203.360 a 229.472.

“Abbiamo lanciato il programma di conversione per consentire agli autisti di mezzi pubblici, come i tassisti, di accedere a finanziamenti. In questo modo vogliamo contribuire a diffondere l’uso di un carburante più sicuro, più economico e meno inquinante.” Le parole di Victor Murillo, responsabile del Progetto Fise esprimono chiaramente la scelta del metano come carburante alternativo privilegiato nel futuro del Perù.