i paesi del metano
dicembre 2017

Grandi manovre per il metano in Israele

Leonardo Tancredi

I veicoli a gas naturale sono una rarità sulle strade israeliane, ma negli ultimi due anni il governo sta dando un forte impulso alle energie alternative, complice la scoperta di una grande giacimento di metano in acque territoriali. Fiat Chrysler Automobiles e CNH Industrial sono partner privilegiati In Israele qualcosa di importante sta per succedere: sarà una svolta epocale. È questa l’impressione che si ricava osservando la situazione del metano per autotrazione nel paese mediorientale. I programmi del governo israeliano per favorire la diffusione del gas naturale nei trasporti si muovono in un territorio quasi vergine. Difficile questa volta partire dai dati perché Israele non è neanche contemplato dalle statistiche di pubblicazioni di riferimento come The Gas Vehicle Report, ma, muniti di lente di ingrandimento possiamo leggere il numero 3 nella colonna dei veicoli a metano circolanti nel 2016 e nel 2017. Il dato è fornito da NGV Global. Di questi tre, l’origine del veicolo numero 1, il primo sbarcato in terra israeliana, è importante per capire la natura e la portata delle prospettive del metano nel paese.

 

Obiettivo ridurre l’uso di petrolio

In principio fu la Fiat, è proprio il caso di dire. La corporation italo-statunitense con sede olandese con i suoi due bracci Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e CNH Industrial (il settore capital goods) ha portato nel 2015 uno Stralis 4×2, autotreno con motore Iveco a gas naturale Cursor 8 Euro VI: il primo veicolo a metano di Israele. L’operazione si è svolta nell’ambito della collaborazione tra FCA – CNH e il Fuel Choices Initiative, programma decennale del governo israeliano, gestito direttamente dall’ufficio del Primo Ministro, che punta a ridurre la dipendenza dell’economia mondiale dal petrolio per i trasporti e a promuovere lo sviluppo di combustibili alternativi. Prima di quella consegna era stato siglato un Memorandum of Understanding che sanciva la partenership: FCA e CNH Industrial giocheranno un ruolo, anche attraverso i loro brand, nella ricerca, nello sviluppo e nella diffusione di soluzioni di trasporto alimentate a gas naturale. Altro importante anello della filiera in questo caso è stato Friedenson Group, società leader nella logistica israeliana, che ha importato materialmente il veicolo Iveco annunciando che questo sarebbe stato il primo mattone di un ampio programma di sostituzione di automezzi diesel in favore di motori a metano (la flotta Friedenson conta oltre 140 mezzi).

 

Una stretta per l’inquinamento

Alla fine del 2014, qualche mese prima della sigla dell’accordo tra la casa produttrice italo-statunitense e le autorità israeliane, il ministero della Protezione Ambientale aveva battuto i primi colpi verso una stretta ai veicoli inquinanti. Forte di un dato secondo il quale un terzo delle emissioni derivanti dai trasporti provenivano da bus e autotreni, nonostante questi rappresentassero solo il 5% dei veicoli circolanti, il Ministero ha imposto la sostituzione con mezzi elettrici o a metano alle flotte con più di 100 veicoli dal peso superiore a 10 tonnellate. Un provvedimento che ha riguardato soprattutto le grandi compagnie di trasporti pubbliche e private. Lo scopo era raggiungere, entro il 2020, il 3% di flotte alimentate con energie alternative, ma come succede in tutti i paesi che inaugurano politiche di abbattimenti delle emissioni nei trasporti, uno degli ostacoli maggiori è l’insufficienza di infrastrutture per il rifornimento.

 

 

Non solo ecologia

La grande spinta di Israele verso lo sviluppo di un mercato interno del metano non ha solo un’impronta ecologista. Legare le nuove politiche energetiche con la scoperta di Leviathan, l’imponente giacimento di gas in acque territoriali, è del tutto plausibile. Di fatto, l’apertura di un nuovo mercato del metano per i trasporti ha attirato i grandi operatori internazionali del settore. Il colosso russo Gazprom di recente ha firmato un accordo bilaterale con il ministero dell’Energia israeliano per lo sviluppo di tecnologie che favoriscano l’implementazione del metano per autotrazione. Abbiamo ragione di pensare che presto la colonna del numero di veicoli a metano in Israele presenterà cifre ben diverse nelle statistiche mondiali.