flotte aziendali
dicembre 2017

Finalmente un premio per la guida verde

Leonardo Tancredi

LC3, azienda di trasporto merci umbra, ha consegnato a un suo dipendente, Dorian Guza (nella foto) il premio Eco-Driver 2017. Un’iniziativa che conferma l’impegno aziendale per una logistica sostenibile inaugurato con il progetto “InBlue”. I primi esiti sono tutti positivi_“Vado piano, non mi faccio mai prendere dalla fretta, rispetto i limiti di velocità e le distanze di sicurezza”. Parla Dorian Guza, 34 anni, di professione autista, sposato, con una figlia. È uno dei 211 al volante degli autotreni LC3, un’azienda di trasporto merci di Gubbio. Uno dei tanti, ma non uno qualunque. Dorian infatti è l’eco-camionista dell’anno. LC3, con il sostegno delle sigle sindacali di settore, ha deciso di indire un premio per gli autisti il cui comportamento al volante sia stato più rispettoso alle regole di risparmio energetico e di tutela dell’ambiente. Lo scorso luglio è stato reso noto il nome del vincitore. A Dorian Guza, oltre all’onore di essere l’eco-driver 2017, anche un premio in denaro: una quindicesima mensilità.

 

Mezzi e autisti

LC3 ha fondato le sue fortune e la sua immagine su una rigorosa impostazione ecologista, grazie alla quale si è ritagliata uno spazio di leadership in Italia e in Europa: nessun competitor può vantare lo stesso numero di mezzi a metano liquido nella flotta. Motori e autisti sono due strumenti centrali nel settore dell’autotrasporto, sui quali LC3 ha deciso di basare la sua visione green.

“Il programma di crescita professionale e di valorizzazione del personale – spiega Michele Ambrogi, presidente di LC3 – è un punto di forza della nostra società dalla sua nascita. La formazione degli autisti è uno dei capisaldi della scelta di sostenibilità che guida la nostra azienda. Non avrebbe senso dotarsi di veicoli ecologici se di pari passo non avessimo intrapreso un percorso di eccellenza dedicato, appunto, agli autisti”. Le dichiarazioni di Ambrogi, che hanno accompagnato la premiazione di Eco-Driver 2017, si traducono in uno schema di lavoro dell’azienda che prevede passaggi formativi annuali per gli oltre 200 autisti. Corsi di guida sicura e risparmio energetico, a cura di tecnici qualificati e certificati, con l’ausilio di strumenti all’avanguardia come simulatori di guida virtuali, la stessa tecnologia usata dai piloti delle grandi compagnie aeree. Non solo da chi è al volante è pretesa formazione, in parallelo l’impegno è richiesto agli operatori che dalla sede centrale monitorano i flussi dei camion. Il loro ruolo è tutt’altro che secondario nell’ottica di ridurre i consumi energetici.

 

 

Un codice aziendale

Per LC3 l’impronta ecologista non si limita a una questione di immagine o di formazione degli operatori della guida, bensì è un approccio che pervade un vero e proprio codice etico aziendale: diritti, doveri e responsabilità dell’azienda rispetto ai suoi interlocutori, ma anche un corpo di linee guida che orientano i comportamenti di manager, dipendenti e collaboratori. Tutto questo con un’idea ben chiara dell’entità dell’impatto sull’ambiente del trasporto su gomma.

“Fin dall’inizio l’azienda ha prestato grande attenzione alle problematiche ambientali connesse all’attività dell’autotrasporto, un settore il cui impatto ambientale è ancora oggi altissimo – ha detto Mario Ambrogi, fondatore di LC3-. Si pensi che solo in Italia lo spostamento di merci su gomma è riconosciuto come il massimo responsabile per ciò che concerne le emissioni inquinanti. È evidente quindi come in questi ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza di quanto questo settore sia decisivo nelle politiche europee di riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici”. L’interesse degli operatori del settore per la trazione a metano di mezzi pesanti è decisamente cresciuto negli ultimi anni. Secondo i dati dell’Osservatorio Federmetano negli ultimi 4 anni si è registrato un balzo del 29,2% nel parco degli autotreni alimentati a gas naturale passando da 66.088 mezzi nel 2012 a 85.381 nel 2016. Si tratta di un dato che acquista maggior rilievo se accostato a quello della crescita complessiva dei mezzi pesanti nello stesso quadriennio, solo 0,74%.

 

Un parco in crescita

In questo solco si muove l’azienda umbra promotrice di Eco-Driver che ha in flotta 172 veicoli di cui 70 alimentati a metano liquido, con l’obbiettivo di raggiungere il 50% di veicoli a metano prima possibile e di superare anche quota 70%. Una composizione della flotta che le ha consentito di ridurre le emissioni del 10% nel solo 2016, con un milione di kg di biossido di carbonio in meno nell’atmosfera, una quantità da decuplicare nel biennio venturo grazie all’utilizzo di biometano liquido, la prossima scommessa sulla quale sta già lavorando LC3. Non meno importanti i dati sull’inquinamento acustico, che è quattro volte inferiore rispetto a un veicolo diesel euro 6.

Buona parte della qualità del lavoro dell’azienda di Gubbio risiede nei veicoli guidati dagli eco-camionisti. Si tratta degli Iveco Stralis arrivati in Umbria grazie a un accordo di fornitura siglato nel 2011 con la società controllata dal CNH Industrial: oltre alle ottime performance acustiche, nelle cabine high tech con bluetooth e cronotachigrafo digitale, c’è anche un dispositivo che registra i dati relativi all’uso del veicolo e del conducente, tra cui identità di quest’ultimo, tempi di guida e riposo, modalità di guida e velocità tenuta nelle ultime 24 ore di utilizzo del veicolo.

 

 

 Le prospettive

Proprio con Iveco e Michelin (partner in un progetto di smaltimento ecologico dei pneumatici), LC3 ha presentato, a novembre 2016, “InBlue”, il progetto volto a aumentare nel breve periodo il numero di autotreni a gas liquido dell’azienda e, di conseguenza, a ridurre drasticamente le emissioni inquinanti. In quella occasione Michele Ambrogi ha fornito dati allarmanti sui costi ambientali del trasporto su gomma: “Nel 2013 le emissioni complessive del trasporto su strada sono state di quasi 100 milioni di tonnellate di CO2: di queste il 35% sono attribuibili al trasporto merci stradale, di cui circa la metà al trasporto pesante”.

L’impegno di LC3 per una logistica sostenibile non è affatto “a perdere”. Le scelte di Ambrogi hanno migliorato la qualità del fatturato oltre che dell’atmosfera. Gli investimenti sulle tecnologie e sui dipendenti come Dorian Guza hanno dato buoni frutti. Oggi l’azienda conta 8 filiali, ognuna con una propria flotta a disposizione, gestisce trasporti d’ogni sorta. Negli ultimi 5 anni il fatturato è raddoppiato tanto da superare nel 2016 i 40 milioni di euro e i dipendenti sono cresciuti del 25%. Essere “al verde” non è poi così male.