convegni
dicembre 2017

FCA porta il biometano al G7 Trasporti di Cagliari

Leonardo Tancredi

Il progetto #BioMetaNow, è stato presentato al G7 Trasporti che si è tenuto a Cagliari nello scorso giugno. Riflettori puntati sulla tecnologia per la sostenibilità ambientale. L’Italia è protagonista nel settore del biometano per autotrazione in EuropaDal pozzo alla ruota, well-to-wheel se preferite la versione anglofona, è l’efficace espressione che indica l’intero processo di produzione e utilizzo dell’energia in un’ottica circolare. E nel caso del progetto presentato da Fiat Chrysler Automobiles al meeting di Cagliari “Nice to Meet You G7!”  le ruote sono quelle della Fiat Panda Natural Power. Dopo il summit di Taormina, dove FCA è stata partner ufficiale fornendo la flotta di autovetture e dopo il convegno “Gas naturale e biometano, eccellenze nazionali per la sostenibilità” di Bologna, la corporation italo-americana ha ribadito il suo ruolo di primo piano nelle iniziative che hanno accompagnato il G7 Ambiente. “Nice to meet you G7” ha preceduto l’incontro dei sette Ministri dei Trasporti accendendo i riflettori sui progetti italiani più innovativi nell’ambito della tecnologia mirata alla sostenibilità ambientale.

 

 

Carburante biometano

La Fiat Panda Natural Power sbarcata sull’isola è la testimonial del progetto #BioMetaNow sperimentato da FCA in collaborazione con il Gruppo CAP, gestore del Servizio Idrico Integrato della Città Metropolitana di Milano, per produrre biometano a partire da fanghi di depurazione e acque reflue.Il biometano prodotto è destinato ad esser eutilizzato come carburante e la stazione di rifornimento sarà collocata presso il depuratore di Bresso-Niguarda (Milano). Le potenzialità sono di tutto rispetto: il depuratore è pronto a generare 342 mila chilogrammi di bio-carburante, una quantità che può far compiere a 416 veicoli un viaggio di 20 mila chilometri all’anno.

 

 

Cluster Trasporti Italia 2020

#BiometaNow è stato uno dei progetti selezionati dal Cluster Trasporti Italia 2020, associazione riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca come riferimento per l’innovazione tecnologica nel settore dei mezzi di trasporto e dei sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina. L’esposizione del progetto nel capoluogo sardo è stata affidata a Elisa Boscherini (responsabile in FCA Italy di Institutional Relations) e Michele Falcone (direttore generale del Gruppo CAP). I nomi più importanti del panorama nazionale industriale e scientifico nell’ambito della mobilità su gomma, su rotaia, su vie d’acqua e nell’intermodalità sono presenti nel Cluster Trasporti. Il loro mandato è la creazione di sinergie tra le diverse filiere e, soprattutto, l’apertura di nuovi percorsi di ricerca e innovazione nel settore dei trasporti di superficie che possano valorizzare le eccellenze made in Italy con un approccio di sistema. Tutt’altro che secondaria è la ricaduta occupazionale e economica: questi progetti danno lavoro a oltre 200 mila addetti grazie a investimenti per 6,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo che hanno generato ricavi per 33,3 miliardi di euro. FCA è a capo dell’organizzazione per il secondo mandato; il Cluster Trasporti Italia 2020 conta circa 80 realtà italiane di primo piano sia pubbliche (come università, enti di formazione e ricerca), sia aggregazioni pubblico-private e piccole e medie imprese, fino ad arrivare alle grandi aziende come Iveco e Magneti Marelli.

 

Vantaggi per l’ambiente

Allargare la flotta nazionale di vetture a biometano è un obiettivo che porta con sé vantaggi decisivi per la salute dell’ambiente. Un carburante prodotto dal riciclo di rifiuti urbani e agricoli impatta in modo positivo sul problema dello smaltimento che attanaglia i grandi centri urbani su tutto il territorio nazionale contribuendo a sviluppare quell’idea di economia circolare che è stata al centro del G7 italiano, come ha più volte ricordato lo stesso ministro Galletti. Al pari dei veicoli elettrici, ma con una produzione energetica meno dispendiosa, un motore alimentato a biometano riduce del 97% le emissioni di CO2 rispetto alla benzina. Inoltre per sua natura il biometano è potenzialmente inesauribile, basta considerare che, proiettandoci al 2030, il settore agricolo del nostro Paese sarà in grado di produrre 8 mila milioni di m3 per i quali è già pronta la tecnologia adeguata al rifornimento delle nostre automobili. In definitiva la diffusione del biogas consentirebbe all’Italia di compiere un passo importante verso il raggiungimento dell’obbiettivo del 10% di energia rinnovabile nei trasporti. Trasformare un depuratore dell’area metropolitana di Milano “in una vera e propria bioraffineria e in un distributore di carburante” – come ha dichiarato Michele Falcone, non è un’utopia, ma un progetto quanto mai concreto che consoliderebbe il protagonismo italiano nello sviluppo delle tecnologie del gas naturale.