i paesi del metano
febbraio 2017

Egitto, metano per lo sviluppo economico

Leonardo Tancredi

Tutela dell’ambiente, rinnovamento della flotta di veicoli pubblici, riduzione della spesa pubblica e una maggiore autonomia energetica: sono questi gli obiettivi del provvedimento del governo egiziano che sostiene le trasformazioni a metano di veicoli vecchi ed inquinanti. La scoperta di nuovi giacimenti, poi, apre a questo Paese nuove ed importanti prospettive di sviluppoNell’agosto del 2015, l’eni ha annunciato la scoperta di un giacimento di gas naturale di una capacità tale da rivoluzionare gli equilibri energetici mondiali. Si trattava del prospetto esplorativo Zohr, un pozzo collocato nelle acque dell’offshore egiziano nel Mediterraneo. Con una capacità stimata di 30 miliardi di piedi cubici di gas in un’area di 100 chilometri quadrati, Zohr rappresenta il maggior giacimento scoperto in Egitto, ed uno dei più grandi del mondo. “La nostra strategia esplorativa ci ha permesso di insistere in aree del Paese conosciute da decenni e di dimostrare che l’Egitto ha ancora un grande potenziale. Questa scoperta storica trasforma lo scenario energetico egiziano nel quale operiamo da più di 60 anni.” Queste le dichiarazioni di Claudio De Scalzi, amministratore delegato di eni, riguardo all’operazione del colosso italiano dell’energia. L’Egitto conferma la sua leadership nel continente africano e pone le basi per imporsi nel panorama globale del metano. L’utilizzo del gas naturale per la trazione di veicoli non vede primeggiare il paese delle piramidi nella graduatoria mondiale, ma anche in questo caso i dati vanno letti in prospettiva. Secondo Gas Vehicle Report (rilevazioni del 2014), sulle strade egiziane circolano 207.617 veicoli alimentati a metano, di cui 205.000 sono autovetture e 2.200 autobus; le stazioni di rifornimento sono 181, distribuite in 16 città (quest’ultimo dato è del 2006). Interessante leggere i dati di crescita dal 2013 al 2014: + 5% di veicoli, +6% di pompe di rifornimento, rispettivamente l’ottavo e il sesto risultato mondiale.

 

Uno sviluppo necessario

Le code alle pompe di metano in diverse aree del Paese sono uno scenario comune in Egitto, a testimonianza sia dei frutti della strategia del governo, che da metà degli anni Novanta si è posto l’obbiettivo di scoprire e sfruttare i giacimenti nazionali, sia delle necessità di sviluppo delle infrastrutture dedicate. Con l’obbiettivo di raggiungere i 300.000 veicoli a metano e le 390 stazioni di rifornimento, il governo egiziano nel 2014 ha deciso di favorire la diffusione del gas naturale anche nel Sud del paese, fino ad allora escluso dallo sviluppo conosciuto dalla parte settentrionale. Il metano ha raggiunto così 20 dei 29 governatorati nazionali, incluse aree non attraversate dai gasdotti dove la Gas Tec., una delle maggiori compagnie egiziane del settore, operava rifornimenti a villaggi turistici e impianti industriali attraverso trasporti a rimorchio e stazioni mobili. Grazie a un accordo con il Cairo e il governatorato di Alessandria alcune compagnie di distribuzione sono state autorizzate a impiantare pompe a metano all’interno dei depositi di autobus pubblici per incentivare sia il trasporto pubblico sia l’attenzione alla qualità dell’aria fortemente compromessa. Come effetto, negli ultimi due anni, soprattutto al Cairo, è cresciuto molto il numero di bus pubblici alimentati a metano.

 

Non solo infrastrutture

Ma l’attenzione del governo egiziano non è rivolta solo alle infrastrutture di approvvigionamento. Mentre il 2014 si è concluso con una crescita nelle conversioni a metano di 11.193 veicoli, il 2015 si è aperto con l’annuncio del Ministro del Petrolio Sherif Ismail della chiusura di un contratto con il Fondo Sociale di Sviluppo per la conversione di 2.000 veicoli, grazie a un finanziamento di 10 milioni di lire egiziane (oltre 1.300.000 dollari). Si tratta di un accordo che rappresenta la quarta fase di un progetto di sostegno finanziario nel settore dell’energia che ha portato alla conversione di 21.500 veicoli per un impegno di 107 milioni di lire egiziane. Allo stesso tempo, il governatorato della città del Cairo ha lanciato un progetto di sostituzione di minibus per il trasporto pubblico, in collaborazione con il Fondo Sociale e il Ministero dell’Ambiente. Il programma, che ha riguardato 1.000 veicoli vecchi di 30 anni, malfunzionanti e con alte emissioni nocive, era parte di un piano di rilancio del trasporto pubblico della capitale che metteva al centro la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Nonostante il metano sia il propellente più economico, la differenza di costi tra diesel e metano è ancora troppo bassa per spingere a un processo di conversione massiccio, ma gli aumenti dei carburanti liquidi voluti dal governo negli ultimi anni hanno avuto effetti positivi soprattutto nella conversione di bus e taxi. Non solo: alcuni marchi produttori di automobili in Egitto hanno fatto accordi con compagnie egiziane del settore per realizzare conversioni a metano nelle stesse linee di produzione. Oggi, veicoli modificati in fabbrica sono presenti sul mercato egiziano che promette ampie possibilità di espansione.