cultura
maggio 2017

Divertendosi si impara meglio, con Petro e Gas

Stefano Migliore

“Petro, gas e fantasia” è titolo di un cartone animato prodotto da Eni nel 1994 per spiegare gli idrocarburi ai bambini. Realizzato da un team d’eccezione, il video porta i più piccoli nel mondo dell’energia efficacemente ma con semplicitàNarra la leggenda che negli studi della neo nata Warner Bros, i geniali inventori del personaggio di Daffy Duck si ispirarono alla voce del loro produttore, del loro capo, per quella del nevrotico papero nero. Quando alla prima proiezione privata per gli addetti ai lavori: nel silenzio della sala, fu proprio il produttore ad esclamare: “Ma dove avete trovato una voce così buffa?”, la risata generale fu inevitabile. Da allora il cinema di animazione di strada ne ha fatta tanta, fino ad approdare al grande schermo in forma ibrida, in cui attori in carne ed ossa interagiscono con personaggi animati. Ne è un classico esempio Chi ha incastrato Roger Rabbit? insieme al nostro piccolo grande capolavoro di Nichetti Volere Volare.

 

 Un cartone sugli idrocarburi

L’animazione ha un grande fascino, soprattutto nelle nuove generazioni: la presenza di un cartone animato in un film dal vero è come se in qualche modo facesse da “garante” per il mondo dei più piccoli, una traccia di fantastico anche nel mondo dei grandi. Con questa tecnica la Graphilm, storica casa di produzione di animazione italiana, realizza nel 1994 un breve film che da voce ai personaggi di “Petro” e “Gas”.

La Casa di produzione

La Graphilm è una casa di produzione di film di animazione italiana. Tra le molte realizzazioni ricordiamo le serie animate televisive di Lupo Alberto e Cocco Bill, lo sgangherato cow boy di Jacovitti, e il lungometraggio “La Gabbianella e il Gatto”, tratto dal romanzo di Luis Sepúlveda.

La direzione è affidata a Sandro Lodolo, regista e sceneggiatore che nella sua lunga carriera ha saputo coniugare la produzione animata a molti e diversi formati. Sue sono le storiche sigle di Rischiatutto e Tv7, oltre ad alcune sequenze animate per il cinema, tra cui “Vogliamo i Colonnelli”, (Monicelli, 1973) e del film collettivo “Io tigro, tu tigri egli tigra” (1978). Completano la squadra del film le musiche del compositore svizzero Eduardo Hubert e le voci di Elio Pandolfi, importantissimo doppiatore e attore di Blasetti, Mastrocinque e Lina Wertmuller.

È interessante come questo ensemble abbia lavorato sulla caratterizzazione dei due combustibili: Petro è un borioso palloncino rosso, si prende addirittura il lusso di sistemarsi autonomamente il look, subito dopo la sua miracolosa nascita dal foglio bianco del piccolo Lillo, vittima del blocco dello scrittore, o meglio della pigrizia dello studente, che deve consegnare una ricerca sui combustibili per il giorno seguente. Petro interpella subito Gas, suo evanescente cugino che emerge dal sottosuolo e viene “catturato” in un palloncino verde, per poi essere assicurato a un peso che gli impedisca di entrare in orbita. Ha una voce più squillante e uno sguardo perso, sembra un po’ Paperoga e ispira subito simpatia.

I due sono ora pronti ad aiutare il giovane Lillo nella sua ricerca, dopo un breve quanto acceso diverbio su chi dei due debba iniziare. Ha la meglio Petro, che subito rivendica le sue antiche origini etimologiche: petrolio infatti deriva da due parole latine: petra (pietra) e oleum (olio), quindi olio di pietra, mentre gas deriva dal lemma greco kaos, materia informe.

 

 Animazione e riprese reali

Il film alterna quindi scene dal vero, ambientate nello studio del piccolo Lillo, a scene interamente in tecnica di animazione che ripercorrono il ciclo degli idrocarburi, illustrandone le tecniche di ricerca ed estrazione con puntuale semplicità. La storia di Petro inizia molti anni fa, un viaggio simbolicamente inaugurato da una rapida sequenza di immagini evocative della cultura occidentale: lo sbarco sulla luna, l’uomo vitruviano, il tyrannosaurus rex, così come la copertina di Sergent Pepper’s Lonely Heart Club Band dei Beatles, Marilyn Monroe, Charlie Chaplin ed eccoci all’alba dei tempi, 400 milioni di anni fa, alle origini della vita del nostro piccolo pianeta.

Sarà per l’empatia innata di questi due originali maschere colorate, o per la semplicità della rappresentazione, il complicato processo di formazione degli idrocarburi che daranno origine alle sostanze combustibili diventa una semplice sequenza in cui dagli abissi emerge Petro, munito di maschera e pinne, che ci racconta come tutto ebbe inizio. Ma non prima di essersi scusato per aver iniziato la spiegazione nel linguaggio dei pesci. La testa verde di Gas, che fluttua poco più in alto del foglio di Lillo, lamenta la mancanza di serietà del cugino, forse colpito nell’orgoglio, dal momento che si parla di questioni familiari?

 

Didattica moderna

 

Non mancano le classiche immagini di archivio e le nostre affezionate torri d’acciaio che scavano i meandri della terra alla ricerca del prezioso gas, ma sono immagini di passaggio e strumentali all’ottimo lavoro di sceneggiatura di Lodolo, un testo semplice e puntuale apertamente destinato a un pubblico di più giovani: va da se che il linguaggio e le scelte stilistiche siano coerenti con la scelta del target, segno dei tempi che cambiano. Ci si rivolge a un pubblico giovane e consapevole, nel quale non è più di primaria importanza la somministrazione del mito dell’autonomia energetica; tantomeno si tratta di un pubblico facilmente impressionabile con dati astronomici e di difficile comprensione. Sandro Lodolo si appella piuttosto al mondo del fumetto e ci accompagna in un mondo fantastico, in cui i combustibili hanno un cuore e sanno fare battute di spirito, viaggi nel tempo e giochi di prestigio: benvenuti nella didattica moderna.