tecnologia
dicembre 2015

Diminuire l’inquinamento grazie agli pneumatici

Gianni Antoniella

Non solo metano: sono molteplici gli aspetti della gestione di un veicolo coinvolti per raggiungere l’obiettivo di diminuire l’impatto ambientale. Fra questi ha una particolare importanza anche la gestione degli pneumatici. Proprio su questo Continental ha una proposta innovativa indirizzata alle flotte di autocarri e che coinvolge l’intera vita utile degli pneumaticiExpo 2015 non è stato solo cibo, chef stellati e file per entrare nei padiglioni. La manifestazione milanese (che si è chiusa ufficialmente con la fine dello scorso ottobre) è stata anche lo spunto per riflessioni, per così dire, laterali rispetto al tema principale dell’Esposizione (Nutrire il mondo), ma sempre legate all’ambiente, alla tutela del nostro Pianeta e a una crescita sostenibile. In questa chiave va letta l’iniziativa di Continental Truck che proprio a Expo ha presentato ContiLifeCycle 2.0, un diverso modo di gestire gli pneumatici per mezzi pesanti così da ottimizzare il ciclo di vita ottenendo due risultati: da una parte tutelare l’ambiente limitando le emissioni nocive e l’utilizzo eccessivo di materie prime, dall’altro andare incontro alle esigenze di bilancio con la proposta di una gestione economicamente vantaggiosa per le aziende di autotrasporto garantendo sempre prodotti di altissima affidabilità e dalle performance elevate.

 

Impatto ambientale

È stato Christian Sass, Director Retread Business Truck Tires EMEA di Continental AG, a inquadrare la nuova offerta di Continental inserendola nella più ampia cornice dell’Expo. Sass ha richiamato le similitudini tra Expo e il ContiLifeCycle Plant di Hannover, il nuovo stabilimento, dove vengono rigenerati gli pneumatici per mezzi industriali, ad altissima tecnologia e pensato perché l’impatto ambientale sia il più contenuto possibile. Nello stabilimento di Hannover arrivano tutte le carcasse di gomme Continental e le migliori vengono rigenerate, mentre quelle inutilizzabili sono “riciclate” e il materiale viene rimesso nel ciclo produttivo.

 

La strategia

Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia, ha accesso un faro sulla strategia industriale del Gruppo Continental che continua in quella politica che lo ha reso grande in tutto il mondo. Con un fatturato previsto nel 2015 di 39 miliardi di euro, il comparto tires rappresenta per Continental solo il 26% dell’intera torta. Il resto sono forniture di apparati e sistemi complessi per automotive che il colosso tedesco costruisce e vende praticamente a tutti i costruttori di veicoli del mondo. In altre parole Continental è ritornata all’inizio della sua storia quando era nata come industria di accessori, per altro in breve tempo votatasi alla costruzione degli pneumatici.  Fatto sta che il modello di sviluppo attuale punta a fornire sistemi per la mobilità piuttosto che il singolo particolare. Questa scelta è una opzione ad elevato valore aggiunto perché i prodotti che Conti offre sul mercato sono figli di una ricerca continua e di uno sviluppo senza soste. Un modo per essere sempre all’avanguardia; per questo Continental guarda con grande interesse alla guida autonoma prossima ventura.

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Sviluppi

Gli sviluppi tecnologici e informatici dei veicoli che ci trasporteranno nel prossimo decennio promettono di aprire ampi spazi di mercato ai prodotti Continental che, per restare sempre up to date, ha acquistato, nei mesi scorsi, una software house tedesca e un’azienda californiana specializzata nella produzione di componenti in gomma. Figlia di questa ricerca, infine, anche la scoperta di poter sostituire il caucciù per gli pneumatici con il Tarassaco, il fiore giallo, noto anche come Dente di leone, dei nostri campi. Anche questa soluzione va nella direzione di uno sviluppo sostenibile per due motivi: i fiori di campo hanno una crescita infinitamente più veloce delle piante del caucciù e inoltre la materia prima è praticamente a chilometro 0; tutto l’inquinamento per il trasporto (via mare e via terra) viene meno!

 

ContiLifeCycle 2.0

A entrare nello specifico della soluzione ContiLifeCycle 2.0 ci ha pensato Daniel Gainza, Direttore Commerciale della BU CVT di Continental Italia. ContiLifeCycle, ha spiegato Gainza, è un sistema per tracciare gli pneumatici dalla loro nascita in avanti in modo che, una volta rigenerati, sia possibile capire immediatamente la loro origine, la loro vita e di conseguenza la loro qualità e il loro stato. La tracciabilità delle coperture è l’ultimo esito, e anche quello più interessante, di un sistema gestionale che Continental ha messo a punto per le flotte di commerciali pesanti, ma che, come ci ha raccontato Gainza, “può adattarsi anche ai parchi composti da automobili. E infatti lo utilizziamo già per i clienti che oltre ai camion hanno in flotta furgoni e vetture convenzionali”. Allungare il ciclo di vita degli pneumatici per mezzi pesanti è una scommessa complicata perché, soprattutto in Italia, il panorama delle aziende di trasporto è in rapido, quanto profondo, cambiamento.

 

Vantaggi tangibili

Negli anni di questa crisi potentissima l’Italia è passata dal secondo al sesto posto nella classifica dei mercati dell’autotrasporto europei. Qualche cosa come trentamila aziende hanno chiuso i battenti e la concorrenza internazionale in questo settore ha fatto il resto. La ristrutturazione violenta e rapida ha portato a un ripensamento delle aziende sulla gestione delle coperture dei veicoli. La scarsa sicurezza nel domani fa scegliere ai responsabili soluzioni che portano risparmi immediati e che però fanno a pugni con la pianificazione sul lungo termine. L’espandersi delle quote di mercato di pneumatici costruiti nel Far East (soprattutto in Cina) è l’effetto di questo cambiamento. Il risparmio immediato, perché queste gomme costano meno, non è un vantaggio così tangibile se si ragiona su un periodo che va oltre i dodici mesi. Tornare a pneumatici, per così dire, premium, ovvero delle case più importanti, può portare benefici importanti anche ai bilanci delle aziende di trasporto. Valorizzare le carcasse è uno degli scopi del sistema messo a punto da Continental. La tracciabilità contribuisce a scoprire ed eventualmente cancellare quelle spese parassite che in una gestione organica ed efficiente non sono ammissibili. Con ContiLifeCycle si mette sotto una forte luce tutta la gestione del parco veicoli e il loro utilizzo. Ottimizzando e limando i costi parassiti si migliora la performance economica. E tra i corollari c’è appunto la valorizzazione delle carcasse. Così, poi, il conto economico ringrazia.

“Ma – ha sottolineato Gainza – noi non vogliamo vendere soltanto gli pneumatici nuovi o rigenerati. Per noi l’obbiettivo è quello di offrire l’intero sistema. L’obbiettivo che ci siamo posti è quello di essere un’industria che unisce il prodotto al servizio facilitando la vita professionale dei nostri clienti!”.