protagonisti
dicembre 2016

Da Federmetano uno slancio verso il futuro

Gennaro Speranza

Cambio al vertice per Federmetano, l’associazione nazionale dei distributori e dei trasportatori di metano. Dante Natali, dopo otto anni di presidenza, ha lasciato il suo incarico a Licia Balboni. Ai due protagonisti del settore del metano (il past president e la presidente attuale) ci siamo rivolti per capire gli obiettivi futuri di Federmetano, ma anche le prospettive di diffusione di GNL e biometanoDottoressa Balboni, innanzitutto complimenti per la sua elezione a presidente di Federmetano. Cosa eredita dal prezioso lavoro svolto dal suo predecessore, Dante Natali, e quali sono gli obiettivi che si pone per il suo mandato presidenziale?

“Vi ringrazio. Ricevo il testimone dall’Ing. Dante Natali, con cui ho collaborato fin dal 2008. Continuerò ad operare per promuovere il metano in tutte le sue declinazioni (compresso, liquido, biometano), mantenendo in primo piano le esigenze dei nostri associati, che riguardano non solo la normativa tecnica connessa all’attività di vendita dei distributori stradali, ma tutta la filiera: dal supporto contrattualistico nei confronti dello shipper, alla costante informazione rispetto agli aggiornamenti normativi sia nazionali che regionali, alla rappresentanza del settore presso i Ministeri di competenza. Non trascurabile è poi il rapporto con il comparto officine, che sono a noi affiliate dal 2009.

Licia Balboni, presidente di Federmetano
Licia Balboni, presidente di Federmetano

L’obiettivo è quello di allargare la base associativa, dagli attuali 170 aderenti, rappresentativi di tutto il territorio nazionale, promuovendo l’avvicinamento di nuove realtà”.

 

L’Italia è il Paese leader in Europa per numero di veicoli a metano in circolazione e per ampiezza della rete distributiva. Secondo Lei ci sono ancora margini di crescita per il settore? 

“Ci sono regioni storicamente virtuose dove il metano è di casa. Poi c’è chi negli ultimi anni ha fatto un grande lavoro, come la Lombardia, dove sono stati raggiunti i 160 impianti. Altre zone d’Italia non si sono mosse sia per problemi di carattere orografico (come la Liguria), sia per difficoltà presenti nell’iter autorizzativo dei nuovi impianti di rifornimento (come in Sicilia).
Sicuramente uno snellimento nelle procedure autorizzative degli enti locali nelle procedure di allaccio alla rete di trasporto e un’agevolazione su fiscalità e politiche ambientali mirate, potranno concedere ad alcuni territori di sviluppare maggiormente il metano. Sono queste le principali leve che possono permettere lo sviluppo di una rete omogenea, che ancora oggi non c’è, specialmente in alcune aree del centro-sud Italia”. 

 

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Le  tecnologie di rifornimento e di utilizzo del metano nei trasporti (GNL, biometano) sono in continua evoluzione. Quanta strada possono fare tali tecnologie e quale ruolo potranno giocare nell’evoluzione dell’impiego del metano nei trasporti?

“Per ciò che riguarda il GNL, si tratta di un mercato con un elevato potenziale, specialmente alla luce della pubblicazione dei Decreti del MiT del 19 luglio 2016 e del 7 settembre 2016 circa lo stanziamento di 7 milioni di euro per l’acquisto di veicoli nuovi con massa a pieno carico di 3,5 tonnellate o più, alimentati a trazione alternativa, tra cui il GNL. Esistono inoltre già 15 impianti di GNL in Italia e almeno altri 16 sono in costruzione. L’appeal del GNL è alto, con prospettive e interessi superiori al biometano. Quest’ultimo, che tante speranze ha acceso in operatori e utenti, per il momento è fermo. Il decreto del 5 dicembre 2013, che ha aperto la strada al biometano in Italia, a oggi non ha portato alla nascita di alcun impianto per autotrazione. Siamo in una fase di stallo, che ci auguriamo venga superata da un nuovo Decreto sul biometano da parte del MiSE che potrebbe dare lo slancio necessario all’effettivo sviluppo del settore”.

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Dopo una lunga attesa, è finalmente arrivato il primo ok da parte del Consiglio dei Ministri al decreto di recepimento della Direttiva europea (la cosiddetta DAFI) per lo sviluppo delle infrastrutture dei carburanti alternativi, tra cui anche il metano. Senz’altro una buona opportunità che apre prospettive interessanti. Cosa pensa di questo decreto?

“Si tratta di una straordinaria occasione per far fare al metano per autotrazione quel salto di qualità che ancora non è avvenuto. Lo schema di Decreto attualmente al vaglio del Parlamento contiene misure organiche che possono agevolare lo sviluppo del settore, anche se, a nostro avviso, potrebbe essere migliorato per rendere più efficaci le misure per lo sviluppo della rete distributiva. Mi spiego meglio: negli ultimi anni, anche per effetto di politiche di liberalizzazione a livello nazionale, si è assistito a una proliferazione di impianti di metano per auto solo in alcune regioni, prevalentemente al nord-centro Italia, mentre altre aree del Paese in cui la rete distributiva di questo prodotto era già carente, compresa la rete autostradale, scontano tutt’ora una situazione di inadeguatezza rispetto all’utenza potenziale. Per questa ragione abbiamo proposto di riconsiderare le priorità individuate dal provvedimento ponendo al primo posto le autostrade e i bacini d’utenza con rete inadeguata. Con lo stesso obiettivo chiediamo che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, in concerto con il MiSE, organizzi incontri con i rappresentanti del settore metano, per raccogliere le indicazioni di modifica al Codice di Rete e renderle operative quanto prima”.

Dante Natali: “Un settore che sta cambiando”

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Ingegner Natali, dopo due mandati e otto anni intensi di presidenza a capo di Federmetano, ha lasciato il suo incarico al suo successore Licia Balboni. Una presidenza ricca di importanti risultati. Qual è il bilancio di questi otto anni?
“Il bilancio è positivo nonostante le difficoltà e il peso delle responsabilità. È stata un’esperienza importante, ma ritengo analogamente importante il passaggio della carica, che consentirà di ampliare ad altri soggetti quelle esperienze e quelle opportunità di crescita di cui ho usufruito. In questi anni molte cose sono cambiate nel settore. Ho cercato di portare Federmetano a seguire questi cambiamenti (nascita del settore officine, supporto contrattualistico, sistema tessere, nuove normative, GNL, biometano). Qualche importante risultato è stato ottenuto, anche se è sempre molto difficile far comprendere il lavoro che sta dietro ogni piccola o grande attività dell’associazione. Ho cercato di essere il Presidente di tutti gli associati; qualche volta non ci sono riuscito. Chiedo scusa a quegli operatori che non si sono riconosciuti nella mia idea di associazione”.

 

Facciamo il punto su quello che è successo negli ultimi anni nel comparto del metano per autotrazione…
“Negli ultimi il settore è cresciuto molto e il metano si è imposto come una delle alternative più popolari ai carburanti tradizionali. Tuttavia, il rischio di “omologazione” del metano con gli altri carburanti è stato limitato: il metano è troppo diverso, gli impianti e la loro conduzione sono altra cosa rispetto ai carburanti tradizionali. Da qui, la consapevolezza che certi aspetti del settore li può seguire solo una realtà come Federmetano. Oggi, poi, l’utenza stradale che utilizza gli impianti è molto cambiata da quella storicamente legata al metano: ciò costituisce una grande responsabilità, perché questa nuova utenza chiede giustamente nuove attenzioni e noi dovremo cercare di soddisfarle”.

 

Cosa auspica per il futuro del settore?
“Di ritagliarsi uno spazio adeguato al ruolo che ritengo gli spetti. I vantaggi ambientali e l’incredibile versatilità fanno del metano una soluzione irrinunciabile per il futuro del trasporto in Italia e nel mondo. Non cogliere a pieno questa opportunità, sarebbe un danno enorme per il nostro Paese più che per altri”.

 

Sulla base della sua esperienza, quali suggerimenti o indicazioni vorrebbe dare al suo successore?
“Non do indicazioni al nuovo Presidente, attendo da lei (man mano che avrà il quadro della situazione) la linea di condotta che riterrà più opportuna per Federmetano. Per il resto, io (come gli altri componenti del Direttivo) sono a sua disposizione per ciò che riterrà utile affidarmi”.