cultura
dicembre 2016

“CH4 in Lucania”, la scoperta del metano

Stefano Migliore

La scoperta del metano, in alcuni casi, ha segnato il passaggio da una civiltà ancestrale, legata ai riti della terra, ad un’era moderna, caratterizzata da nuovi servizi di cui tutti possono giovarsi e dal lavoro non più solo nei campi. Questo passaggio è avvenuto anche in Lucania, come ci racconta uno splendido documentario di Giuseppe FerraraGiuseppe Ferrara è tra gli autori più coraggiosi della cinematografia italiana. Nella sua filmografia pochi titoli e tutti di grande impegno civile, tra cui spicca Il Caso Moro, premiato con l’Orso d’Argento a Berlino nel 1986. Ferrara è autore negli anni sessanta di circa ottanta titoli documentari, molti dei quali dedicati alla Sicilia e al fenomeno mafioso. Ricordiamo tra gli altri Le streghe a Pachino, incentrato sulle dinamiche di omertà, oltre ai lungometraggi Il Sasso in Bocca, suo film di esordio del 1969 in cui mette in relazione la malavita siciliana a quella americana, e Cento giorni a Palermo, cronaca degli ultimi giorni del generale Dalla Chiesa prima di essere ucciso della mafia.

 

Giuseppe Ferrara, regista e critico cinematografico
Giuseppe Ferrara, regista e critico cinematografico

Natura incontaminata

Ferrara da sempre coniuga la volontà di raccontare il presente alle difficoltà della produzione cinematografica, rinomatamente più lenta e bisognosa di lunghe lavorazioni molto prima dell’inizio delle riprese. Eppure il regista fa dell’instant movie un suo marchio di fabbrica, non senza difficoltà -anche economiche- e riuscendo ad ottenere ottimi riscontri di pubblico e critica. Tra i titoli del Ferrara documentarista troviamo due esempi molto interessanti prodotti per Eni. Il primo, “CH4 in Lucania”, nonostante la semplicità del titolo e la breve durata, non manca di elementi peculiari particolarmente emblematici.

Il regista

Oltre all’attività di regista, Giuseppe Ferrara è stato docente di regia presso la Facoltà di Scienze della Formazione  dell’Università di Perugia – sede di Terni – per il corso di Scienze e Tecnologie della Produzione Artistica. Ha inoltre pubblicato due volumi sul nuovo cinema italiano: uno dedicato a Luchino Visconti e l’altro a Francesco Rosi. In Sicilia Giuseppe Ferrara ha realizzato anche l’importate film prodotto dall’Eni “Gela antica e nuova”, lavoro impreziosito dal commento firmato da Leonardo Sciascia.

Siamo in Lucania all’inizio degli anni Sessanta, momento storico in cui studiosi e antropologi, primo fra tutti Ernesto De Martino, organizzano vere e proprie “spedizioni”, alla scoperta di una delle ultime zone arcaiche dell’Italia post unificazione. Sono infatti una serie di vedute di natura incontaminata ad aprire il film, un sud aspro e impervio.

 

 

Una festa

Dal silenzio delle alture lucane entriamo nel vivo della popolazione locale. È in corso una festa che ancora ha il sapore di riti magici, la cui memoria si perde nella notte dei tempi. Il villaggio è tutto radunato intorno a un grande fuoco, gli uomini si passano di mano in mano un’anfora di terracotta dalla quale bevono a turno, anche i bambini. Le donne osservano poco lontane, fino a quando non viene avvicinata una capra che viene sacrificata sotto gli occhi degli abitanti. Il rito simboleggia l’appropriarsi del popolo dei frutti della terra, in segno di buon augurio per la stagione a venire. È evidente che il lavoro commissionato a Ferrara ha trovato in questa sequenza introduttiva la sua valenza etica rispetto a tutto il progetto: contestualizzando la popolazione che presto avrà a che fare con un nuovo mondo, questo piccolo film diventa un importante documento storico, fra le rare testimonianze audiovisive delle culture italiane che solo di recente sono state oggetto di studio e rivalutazione (o riabilitazione?) culturale.

 

I totem metallici

Tra le valli incontaminate e la dura terra ecco che iniziano ad intravedersi i primi totem metallici: nel sottosoulo, nelle zone limitrofe a Ferrandina, poco lontano da Matera, è stato trovato il metano. ch4-in-lucania-la-scoperta-del-metano-2L’evento fa da traino alla realizzazione di importanti infrastrutture all’epoca ancora inesistenti, quali strade ed energia elettrica, l’acquedotto del Frida, il Basento fu domato da argini per controllarne il flusso. Trentadue miliardi di investimento che per i giovani lucani sono la possibilità di non dover emigrare: presto saranno aperti i “centri di addestramento” per poter lavorare nei nuovi impianti e ci sarà lavoro anche per le donne. Uno stile dinamico e ritmato accompagna tutto il film, che si chiude con la pratica della “tarana”: un cerchio di fuoco disposto intorno alle case per allontanarne le calamità. Giuseppe Ferrara muore di arresto cardiaco nel giugno 2016. Questa sua piccola perla rimane oggi un importante riferimento, come immagino avrebbe voluto, per chi cercasse di sapere qualcosa in più sulla storia recente della Lucania e per comprenderne il presente.