prova: Citroën C4 Cactus
settembre 2015

C4 Cactus a metano, “guerra” alle emissioni

Stefano Panzeri

Passare inosservati è stato impossibile. La livrea militare e il design anticonvenzionale della Citroën C4 Cactus ha catturato lo sguardo curioso di passanti e automobilisti. Aspetto bellico, per la verità, ma illusorio perchè le uniche guerre combattute dall’auto in prova erano quelle contro il caro rifornimento e le emissioni di inquinanti e gas serra_Introdotta sul mercato nel 2014, la C4 Cactus segna il ritorno del double chevron a un passato di modelli dal design temerario scolpito dal genio italiano di Flaminio Bertoni, quali 2 CV e DS. La moderna interpretazione dell’ardito assume le sembianze di una “urban crossover” lunga 416 cm, larga 173 e alta 148 realizzata sfruttando il pianale di C3 e 208. Modello ricco di elementi originali, a cominciare dal frontale massiccio con fari sdoppiati attorniati da ampi paracolpi in poliuretano. Elementi protettivi ripresi per i generosi passaruota attorno ai cerchi in lega da 17”, per gli elementi antiurto sotto i gruppi ottici posteriori e per il fascione in rilievo che personalizza la fiancata, gli Airbump. Altri elementi distintivi sono le barre al tetto con insolito disegno e lo spoiler che fornisce dinamicità al profilo. L’esito è una crossover cittadina dalla spiccata personalità che elimina, almeno nella teoria, l’assillo per graffi e ammaccature dovute ai piccoli urti.Citroen C4 Cactus CNG Tartarini 2

Comandi “touch”

La ricerca di uno stile originale è perseguita pure nell’abitacolo con la scelta di miscelare soluzioni tecnologiche con altre di design. Alle prime appartengono il cruscotto digitale e il display a centro plancia, con il primo addetto a fornire in modo chiaro dati essenziali: velocità, chilometri percorsi e livello della benzina con l’eventuale aggiunta delle informazioni del cruise control e dell’indicatore della marcia suggerita per l’adozione di una guida parsimoniosa per contenere i consumi. Viceversa, sono assenti contagiri e termometri di olio e acqua. Lo schermo touch screen da 7” riporta la mappa del navigatore, la grafica dell’impianto hi-fi e le immagini della telecamera posteriore, essenziale nel parcheggio a causa del lunotto piccolo. La funzione principale, però, è di raccogliere in un unico elemento tutti i comandi della vettura se si escludono quelli al volante e il commutatore/indicatore del livello del gas posizionato alla base della consolle.Citroen C4 Cactus CNG Tartarini 3

Comfort per quattro

La scelta di eliminare i tasti dalla plancia, di rinunciare alla bocchetta d’aerazione destra e di spostare gli airbag frontali sul padiglione ha fornito ampio margine di manovra ai designer degli interni. Opportunità colta creando un abitacolo spazioso per quattro adulti e ricco di pratici vani, come quello di dimensioni generose davanti al passeggero che ospita le porte USB e AUX per collegare smartphone e altri dispositivi elettronici. Per l’attrattiva estetica si è puntato su rivestimenti bicolori e su finiture ispirate alle valigie alla moda, nel caso di maniglie delle portiere e di dettagli sul coprivano della plancia.Citroen C4 Cactus CNG Tartarini 5

 Carattere pacato

La C4 Cactus in prova adotta un 3 cilindri da 1,2 litri accreditato di 82 CV e 118 Nm di coppia massima raggiungibile a 2.750 giri/minuto. Un’unità priva di velleità sportive e penalizzata dall’aerodinamica non eccelsa che riesce comunque a registrare prestazioni (171 km/h, 12,9” per accelerare da 0 a 100 km/h) in linea con le esigenze di spostamento per il quale è pensata, grazie pure alla massa contenuta sotto la tonnellata. Il pregio maggiore del crossover francese è la fluidità di marcia, mentre il limite è rappresentato dalla ripresa lenta con le marce elevate. Il comportamento non muta nella sostanza con l’alimentazione a metano conferita dal kit EVO 01 sequenziale di Tartarini, se non riducendo ulteriormente le prestazioni. Il calo di 7 CV eleva il tempo di accelerazione a 13,5” e si fa sentire soprattutto in fase di ripresa o nelle salite più ripide. Nella guida cittadina il temperamento pacato della Cactus cambia poco, così come in quella autostradale se si escludono i tratti appenninici.Citroen C4 Cactus CNG Tartarini 4

Assetto morbido

La trasformazione a gas ha limitate conseguenze sull’assetto della crossover francese. A cambiare è soltanto il maggiore peso che grava sull’asse posteriore dovuto alla bombole del metano. Uno sbilanciamento verso il posteriore non avvertibile nella guida quotidiana e nei percorsi tortuosi affrontati ad alta velocità. L’unica conseguenza avvertibile, per altro in modo lieve, è di rendere più evidente la carenza dell’impianto frenante con tamburi posteriori. Un “difetto” che non compromette la sicurezza, come confermano le quattro stelle ottenute dal crossover nei crash test EuroNcap. Il merito è della presenza dei sistemi elettronici, come ESP e ESC (Electric Stability Control), che vegliano sulla stabilità e le sospensioni con schema McPherson davanti e a ponte torcente dietro che consentono un’adeguata tenuta di strada. L’assetto è morbido a vantaggio del comfort sui fondi sconnessi, lo sterzo preciso e diretto e la maneggevolezza elevata. Buoni voti merita pure il cambio a 5 velocità, ben manovrabile e preciso negli innesti.Citroen C4 Cactus CNG Tartarini 6

Pronta per il 2021

Una delle migliori qualità della C4 Cactus è l’efficienza del motore della gamma PureTech che consente emissioni e consumi contenuti, doti rese più esplicite dall’impianto CNG. Il rilascio di gas serra di omologazione è di 107 grammi/km che scendono a 90 g/km con il metano che rendono la crossover francese già in linea con i limiti europei di 95 g/km fissati per il 2021. Ridottissime pure le emissioni di inquinanti considerato che la Cactus rispetta le norme Euro 6 e che il gas naturale ne riduce ulteriormente il rilascio. In tema di consumi la “sete” ufficiale di benzina è di 4,6 l/100 km che nella nostra prova, effettuata prevalentemente in ambito urbano e sulle colline del bolognese, è salita a 6,3 l/100 km. Commutando a metano la richiesta di carburante si è attestata a 4,5 kg/100 km, valore che assicura un’autonomia effettiva di 300 km.

Si risparmia il 60%

Il cambio di alimentazione ha effetti benefici sul portafoglio consentendo risparmi del 60% al rifornimento. La spesa chilometrica a benzina (con prezzo alla pompa di 1,7 euro/l) di 0,107 euro/km cala a 0,044 euro con il metano venduto a 0,98 euro/kg. Una differenza di 0,063 euro che consente di recuperare i 1.800 euro dei kit Tartarini in meno di 30.000 km. La convenienza permane nei confronti della versione a gasolio, la 1.6 e-HDi da 92 CV, accreditata di un esborso al chilometro di 0,054 euro considerando i poco realistici dati di omologazione (3,5 l/100 km) e il diesel a 1,55 euro/l. A favore della variante bi-fuel è pure il costo d’acquisto con la versione 1.2 PureTech Feel da 82 CV con kit Tartarini a 18.500 euro (16.700 di listino più i 1.800 di trasformazione) e l’esemplare a gasolio in vendita a 20.000 euro. Ricordiamo che l’allestimento Feel ha una dotazione esauriente che, tra l’altro, include airbag anteriori, laterali e a tendina, sedile guida regolabile in altezza, volante in pelle, climatizzatore manuale, bluetooth, cruise control e fari diurni a LED. In alternativa si possono scegliere la più “dotata” versione Shine (18.450 euro) o le più economiche varianti con unità 1.2 da 75 CV, la Live (14.950) e la Feel (16.450).