cultura
febbraio 2016

Buongiorno anni ‘80!

Stefano Migliore

Una studentessa e il suo angelo custode, un cortometraggio coraggioso che fa del pastiche un segno riconoscibile degli anni Ottanta, periodo di crisi per il cinema italiano. Complice la diffusione delle televisioni, molte sale furono costrette a chiudere o a diventare a luci rosse. Anche un cortometraggio sul metano può aiutare a cogliere lo spirito di quegli anni…Sui rampanti anni Ottanta è stato detto e scritto molto. Spesso facilmente liquidati come gli anni bui del Novecento, oggi sono oggetto di quel ciclico processo di riscoperta e valorizzazione, dalla musica alla moda. Un processo classico, che nel passato trova costantemente qualcosa di magico e perduto.

Come tutte le etichette, anche quella sul decennio Ottanta si dimostra fallace, dal lato enfatico come da quello denigratorio, sottovalutando la complessità storica e culturale in cui l’Italia, almeno nel mondo del cinema, gioca un ruolo marginale e si rivolge sempre più a se stessa. Sono gli anni del simbolico passaggio di testimone da Sordi a Verdone, da Monicelli a Nanni Moretti, della diffusione del celebre poliziesco all’italiana e della commedia sexy: dopo essere stato il centro del mondo per quasi trent’anni, con il neo realismo e il cinema politico civile, il cinema italiano cede il passo a nuovi registi provenienti dall’estero.

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Un pubblico diverso

“Buon giorno Metano”, cortrometraggio prodotto da Eni e Istituto Luce, coglie molti di questi aspetti: c’è un talento tutto italiano nel prendere modelli dall’estero e adattarli al gusto nazionale, creando di fatto qualcosa di nuovo e inedito.

È evidente una vocazione puramente promozionale e informativa, con la novità di essere in un contesto più intimo, inserendo tra i continui richiami alle applicazioni nella vita quotidiana dell’energia prodotta con il gas naturale, una storia sognante, un’amicizia tra una giovane studentessa di chimica e il suo “angelo custode”, sullo sfondo del mondo del pattinaggio artistico su ghiaccio. Superata la struttura puramente documentaristica, ed essendo anche passati diversi anni dalle esperienze precedenti, ci troviamo di fronte a una produzione che va verso un pubblico diverso, verso una società che sta cambiando rapidamente e che non vuole più sentirsi raccontare la storia del miracolo italiano; le alte torri di ferro hanno perso il loro fascino.

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Una notte misteriosa

Il film apre su una notte misteriosa. Un notturno di Chopin e la carrozza che accompagna a casa Laura sembrano farci pensare a un’ambientazione ottocentesca, subito smentita dopo i titoli di testa dalla prima scena, in cui vediamo avvicinarsi lungo un viale alberato una piccola jeep rossa.

Alla guida c’è Laura Devoti, già attrice di Liliana Cavani nella sua ricostruzione della vita di San Francesco, che parla di una ricerca per l’università sul metano, perchè è un argomento attuale e perchè è un’energia pulita. Soggetto e sceneggiatura sono firmati dal regista Rodolfo Errera,  autore di due documentari sul metano in Italia (Viaggio a Memoria, 1983 e Arcipelago artificiale, 1987, entrambi prodotti da Eni) e da Gianfranco Angelucci, sceneggiatore e regista da sempre vicino a Federico Fellini, collaborando alla scrittura del film Intervista (1987) e curando diversi speciali per la televisione sull’autore romagnolo. Buongiorno anni ‘80!4Sul lato del passeggero, Giorgio Tirabassi, attore già affermato con Carlo Mazzacurati, Ettore Scola e Renato de Maria, e volto noto anche per le sue numerose partecipazioni televisive (Distretto di Polizia, Boris), che con aria interessata ma non troppo, accompagna l’amica verso il luogo della sua ricerca. Laura accende la radio, ne esce la canzone “I Fiori del Maggio” di Eugenio Finardi. All’orizzonte  una torre di perforazione, ma subito l’attenzione di Laura è richiamata dalla radio, è il clarinetto di Benny Goodman: “É il pezzo perfetto per il mio numero!”

 

Un pasticcio

Laura è laureanda in chimica, ma con il sogno nel cassetto di diventare una grande pattinatrice, e abbandona l’amico nella sperduta campagna: “Sei o non sei il mio angelo custode?” Lascia a lui il compito di raccogliere informazioni per la sua ricerca e riparte con la sua jeep. Si inizia a svelare la natura dell’amico Giorgio, che con un bel maglione a collo alto di lana bianca cerca di far ragionare la giovane studentessa, la cui determinazione sembra inarrestabile. Buongiorno anni ‘80!5Il richiamo al capolavoro di Wenders Il cielo sopra Berlino, (1987) è evidente, ma non è il solo, come vedremo fra poco: i teorici della letteratura e poi del cinema hanno definito questa tecnica pastiche, ovvero un testo inedito in cui la compresenza di caratteristiche ed espedienti narrativi provenienti da altre opere, creano un nuovo testo, che non è plagio e nemmeno parodia ma, per l’appunto, un pasticcio.

 

Raccontare l’Italia

Il povero Tirabassi quindi resta solo nella vallata, e inizia a sfogliare un libro illustrato sulla storia del metano, poi sospira: “Creature umane: non sono mai contente di niente!”

Segue una breve sequenza sulla tecnica di perforazione, che può raggiungere i novemila metri di profondità, grazie a tecnologie sempre più sofisticate, ci racconta Tirabassi. Dopo il rapido excursus Giorgio raggiunge Laura al palaghiaccio, e là continua il racconto sulla vita del metano. Laura lo ascolta affascinata mentre finisce di prepararsi, indossa i pattini e tutto e pronto per la prova finale. Il clarinetto di Benny Goodman rompe il silenzio, e Laura implora l’amico di aiutarla, ma Tirabassi sembra irremovibile: “Non sono qui per questo!”. Confermando l’ambiguità del suo personaggio, in qualità angelo custode, Giorgio non tarda a farsi convincere.

Buongiorno anni ‘80!6“Chiudi gli occhi”. Tirabassi, o meglio la sua controfigura, emerge dal buio, con un costume bianco e il trucco da pagliaccio, e insieme a Laura volteggia sulle ali della musica, con un richiamo a quel mondo del circo tanto caro al maestro Fellini.

Improvvisamente, il suono di una sveglia ci riporta nell’appartamento di Laura, si torna alla realtà. É arrivata la posta e la studentessa, ancora confusa dal sogno, non può fare a meno di sorridere a Cesare, il postino: “Ma che fa? Sorride agli angeli?” Una doccia e poi alla finestra, Laura manda un bacio verso il cielo, accompagnandolo con un soffio dalla mano.

“Buongiorno metano” non ha certo cambiato la storia del cinema, ma resta un piccolo grande sforzo che vuole raccontare un momento dell’Italia, nel quale oggi possiamo leggere tutta la sua complessità.