i paesi del metatno
maggio 2015

Brasile: all’orizzonte c’è il biometano

Leonardo Tancredi

Un’attesa direttiva dell’autorità brasiliana per l’energia ha dato una nuova spinta per la sperimentazione del biometano per l’autotrazione. Nello Stato di Paranà gli svedesi di Scania sono già operativiLa diffusione di veicoli alimentati a metano in Brasile è una realtà che si è consolidata nell’ultimo decennio. Oggi il grande Paese sudamericano si pone al sesto posto nella graduatoria mondiale dei paesi per numero di veicoli a metano circolanti (1.781.102, con una crescita di circa il 600% in 15 anni ossia poco meno dell’8% della flotta a metano mondiale). Il numero di stazioni di rifornimento è 1805, superiore anche a quello dell’India che pure supera il Brasile, seppur di poco, per numero di veicoli. La lettura dei dati statistici evidenzia una caratteristica della flotta a metano brasiliana: l’assenza di bus e autotreni (l’ultimo aggiornamento è di giugno 2014). A comporre la flotta a metano circolante, infatti, sono solo autovetture e veicoli commerciali leggeri; vi è quindi una forte componente di mezzi privati. Probabilmente a determinare questo risultato concorre un aspetto comune a tutto il mercato latino-americano, che è caratterizzato da un grande ricorso alle conversioni a metano di motori alimentati con carburanti tradizionali. Questo anche grazie agli incentivi previsti dai governi nazionali allo scopo di ridurre tanto la dipendenza energetica dai produttori esteri di petrolio quanto le emissioni dei gas di scarico dei veicoli. Questo è ciò che succede anche in Brasile, dove un automobilista che guida una vettura a metano paga tasse pari al 40% di quelle pagate da chi possiede un veicolo diesel o benzina. Stesso discorso per le politiche dei prezzi dei carburanti. La benzina ha costi doppi rispetto al gas naturale per autotrazione.

 

Obiettivo biometano

Gli oltre 144 milioni di metri cubi di metano consumati ogni mese dai brasiliani sono in gran parte importati dall’estero, ma alcuni cambiamenti si profilano all’orizzonte. Lo scorso febbraio la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato una risoluzione dell’Agenzia nazionale del petrolio, gas naturale e biocarburante (ANP) che regolarizza la produzione e la diffusione del metano derivante dai rifiuti organici e il suo utilizzo per veicoli, abitazioni e attività commerciali. Lo ha reso noto la compagnia  nazionale di distribuzione del gas Sulgas, che del 2013 sperimenta il biometano per l’autotrazione e aspettava proprio la decisione dell’ANP per avviarne la commercializzazione. In cinque regioni sono partiti bandi pubblici per l’approvvigionamento e Sulgas prospetta la costruzione di impianti di produzione di biometano nelle regioni non raggiunte dai gasdotti. La direttiva dell’autorità brasiliana dell’energia ha dato una nuova spinta alle sperimentazioni già in atto in varie regioni del Paese. Nel Paranà, stato del sud del Brasile, gli svedesi di Scania, in collaborazione con la compagnia idroelettrica locale Itaipu Binacional, stanno portando avanti la produzione di biometano dal letame derivante dai tanti allevamenti della regione. Il gas biologico prodotto (960 metri cubi al giorno) è stato sperimentato con successo nell’alimentazione del modello di un autobus Scania e rappresenta una possibile soluzione ai non pochi problemi ambientali del Paranà. Infatti, gli scarti delle numerose aziende agricole e allevamenti della zona venivano spesso sversati nei fiumi provocando inquinamento delle acque e danni alle turbine di Itaipu; da qui l’interesse della compagnia idroelettrica alla collaborazione con Scania. Inoltre, una flotta di bus Scania alimentata a biogas è a disposizione per il trasporto delle persone nell’Itaipu Technological Park, un’area nata al posto delle case degli operai che hanno costruito la diga e che oggi ospita un importante centro per lo sviluppo scientifico e tecnologico.

 

Sempre più diffuso l’uso di biometano
Sempre più diffuso l’uso di biometano

Prospettive future

Vi sono sviluppi interessanti per la diffusione dei veicoli a metano in Brasile anche per ciò che riguarda gli autobus. Notizie in tal senso arrivano da Belo Horizonte, nel sud est del Paese, dove la compagnia di trasporti locale, BHTrans, intende puntare sullo sviluppo di un trasporto pubblico a basso impatto ambientale e a costi ridotti. Già nel 2012 un veicolo a gas Iveco, prodotto negli impianti della vicina città di Sete Lagoas, era in attività sulle strade del nodo metropolitano grazie a una collaborazione con il governo federale.

L’amministratore delegato di BHTrans Celio Freitas ha dichiarato alla fine del 2014 di voler testare l’alimentazione a metano nei mezzi pubblici di Belo Horizonte e di essere in contatto con possibili partner tra le case automobilistiche. “Prima dei Mondiali di calcio abbiamo avuto un incontro con l’Iveco – ha affermato Freitas in un comunicato della compagnia di trasporti – per mostrare loro le opportunità del mercato di Belo Horizonte. Siamo in attesa delle loro valutazioni.” Intanto, si cercano contatti con altri produttori; l’obiettivo di un trasporto pubblico ecologico e conveniente non si perde di vista.

 

I progetti avviati

E proprio dai Mondiali della scorsa estate viene un lascito che non farà dimenticare ai brasiliani la cocente delusione sportiva, ma magari li aiuterà a respirare un’aria migliore. Gli autotreni a metano utilizzati per la consegna delle bevande allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro dopo i mondiali sono stati testati per sei mesi nei dintorni di Rio. Si tratta di veicoli Volkswagen prodotti da MAN Latin-America e convertiti 100% a metano per servire l’operatore della distribuzione Ambev Logistic.

L’esperienza sarà ripetuta in altre città del Paese, come Fortaleza. La Ambev, che ha convertito circa 200 mezzi lo scorso anno, ha previsto di poter raggiungere la quota del 15% in meno di emissioni di CO2 per il prossimo 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente.