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dicembre 2014

Biometano: pronti, via!

Biometano vicino al via libera

Il biometano, l’unico carburante alternativo che l’Italia può produrre da sé e che si ottiene dal biogas, è il grande protagonista del settore energetico italiano. L’Autorità per l’energia e il gas e il Gse, il gestore dei servizi energetici, ne stanno definendo le regole tecniche per la produzione e l’utilizzo. Alla vigilia di un provvedimento che sbloccherà un potenziale notevole, il Cib, Consorzio Italiano Biogas e Fiat, oggi Fca, hanno rinnovato la loro sinergia con l’iniziativa ‘il Biometano si fa strada’, che intende dimostrare le potenzialità degli eco carburanti made in Italy. Dall’area dell’Expo2015 di Milano, quattro Fiat 500L alimentate a metano, guidate da alcuni giornalisti e da rappresentanti di Cib e Fca, hanno dato vita a un “green tour”, un viaggio di avvicinamento alla rassegna Ecomondo di Rimini, con due soste intermedie nelle aziende agricole ‘Fratelli Carioni’ di Trescore Cremasco (Cremona) e ‘Ferraresi’ di Mirandola (Modena), eccellenze nella produzione di biogas. L’azienda di Trescore Cremasco valorizza i sottoprodotti dell’attività zootecnica e i residui della coltivazione della zucca e della rapa per produrre elettricità rinnovabile. L’azienda di Mirandola, nota per la produzione di pere Abate Fetel di alta qualità, fornisce calore alla locale rete di teleriscaldamento che serve un centro sportivo, una palestra e alcune scuole. «Entro il 2014 – commenta Lorenzo Maggioni, responsabile Ricerca del Cib, che ha percorso il “Green tour” – l’Autorità per l’energia e il gas pubblicherà la documentazione finale. Il mercato è pronto. Ci sono tutti i presupposti perché il biometano possa ‘farsi strada’ da subito». Il biometano è tra i combustibili rinnovabili più efficienti ed ecologici al mondo, con emissioni pari a 5g CO2/km. In un futuro piuttosto vicino sostituirà gli attuali 1,6 miliardi di metri cubi di biocarburanti di importazione e potrebbe coprire nell’autotrasporto consumi per 2,5 miliardi di metri cubi. La competitività del biometano è stata testata anche nelle competizioni sportive. Le vetture racing del portale ecomotori.net, in seguito a un accordo con il Cib, hanno fornito di recente dati tecnici e prestazionali alla commissione Enec della Fia, la federazione internazionale dell’automobilismo. A maggio di quest’anno, un equipaggio del Cib ha partecipato al IX Ecorally di San Marino. Christian Curlisi e Guido Bezzi, su una vettura con impianto a metano fornito da Bigas, sono stati i primi piloti assoluti nella categoria Biogas-Biometano in una gara internazionale riconosciuta dalla Fia.

Cnh ha portato a Smart Mobility World lo Stralis a gas

Stralis-cng-9CNH Industrial N.V. è stata presente a Smart Mobility World, la manifestazione fieristica su smart city e green mobility che si è svolta a Torino dal 12 al 14 novembre scorsi. In esposizione il nuovo Iveco Stralis a metano. In occasione del workshop ‘Natural Gas for Green Mobility’, dedicato allo sviluppo del gas naturale, l’azienda ha illustrato i fattori chiave per il successo della filiera del metano in Europa e tra questi, “un dialogo costante tra stakeholder per supportare con misure concrete lo sviluppo del mercato del gas naturale in Europa e il mantenimento di un trattamento fiscale tale da garantire la crescita di questo carburante ambientalmente sostenibile, ponte verso una tecnologia ancora più pulita, il biometano”.

GPL e metano sempre più diffusi nelle flotte aziendali

flotteIl GPL e il metano sono le prime alimentazioni alternative scelte dalle aziende per le auto delle loro flotte, con il gas naturale che viene scelto da oltre un terzo delle grandi aziende mentre il GPL è più popolare nelle piccole imprese. È quanto emerge dai risultati – presentati a H2R Ecomondo Rimini – del focus di ricerca del Vehicle Observatory di Arval, che nel 2014 si è concentrato sui temi di smart mobility, telematica, sicurezza e alimentazioni alternative. Sono state coinvolte oltre 250 aziende, che hanno risposto a questionario online e sono stati intervistati i responsabili flotte in merito alla propensione verso una propulsione o l’altra. Ai fini del risparmio la scelta tra i due carburanti è considerata indifferente ma il metano è ritenuto più adeguato per ridurre l’impatto ambientale e più vantaggioso per usufruire di incentivi all’acquisto, mentre il GPL diventa la prima scelta laddove vi è necessità di accedere alle aree urbane limitate e durante alcuni blocchi al traffico. Le uniche criticità espresse sono state quelle nei confronti di una rete distributiva ancora non sufficiente e, limitatamente al GPL, circa le limitazioni di sicurezza nei posteggi al coperto.

La Cina si avvia al primato mondiale sui veicoli a metano

La Cina potrebbe presto diventare la nazione con il maggior parco circolante di veicoli a metano al mondo. Oggi, rende noto l’Osservatorio Federmetano (struttura di ricerca sul metano per autotrazione) la Cina, con circa 3,3 milioni di autovetture, autobus e autocarri a metano in circolazione, è terza nella graduatoria mondiale dei paesi con il parco circolante di vetture a metano più sviluppato, dietro Pakistan e Iran. I tassi di sviluppo del parco circolante cinese fanno però prevedere che a breve la Cina raggiungerà la testa della classifica. La Cina ha un grave problema di emissioni di CO2 e sta incentivando la diffusione dei veicoli a metano proprio per cercare di ridurre le emissioni di questo gas. Per accelerare lo sviluppo del parco circolante di veicoli a metano, poi, è previsto un ulteriore incremento della rete di rifornimento, che già oggi può contare su circa 3.700 stazioni di rifornimento di metano gassoso e su circa 1.600 stazioni di rifornimento di metano liquido.

Ecomobilità, nel ‘libro verde’ Michelin propone le soluzioni

michelinMentre il presidente americano Obama e quello cinese Xi Jinping annunciavano a Pechino di aver raggiunto un accordo per ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera – pur con scadenze molto ‘diluite’ (la Cina lo farà dal 2030 mentre gli Usa si sono impegnati ad abbassare le proprie del 25% entro il 2025) – a 1.500 chilometri di distanza, a Chengdu, capitale della provincia cinese dello Sichuan, Michelin ha presentato un ‘libro verde’ con le raccomandazioni dei propri esperti e di altri ‘big’ dell’ambiente per realizzare questi obiettivi nell’ambito delle emissioni generate dai veicoli, pari al 27%. L’occasione è stata la dodicesima edizione del Michelin Challenge Bibendum, una manifestazione internazionale originariamente organizzata con un raduno su strada e in pista per dimostrare il funzionamento di veicoli innovativi e finalizzati a ridurre consumi ed emissioni e ora diventata un evento dedicato all’ecomobilità. ‘’È tempo di muoversi con una chiara ambizione per la crescita di qualità – ha detto a Chengdu Jean-Dominique Senard CEO del Gruppo Michelin -. La posta in gioco è alta poiché c’è una pressione che proviene da Paesi, città e organizzazioni internazionali. Non possiamo ingannarli e dobbiamo progettare e sviluppare una dichiarazione congiunta, nonché un documento consensuale per trasformare queste raccomandazioni in azioni. Per raggiungere questo obiettivo – ha detto oggi Senard durante l’evento di apertura del Challenge – il ‘libro verde che ho appena presentato sarà discusso ed esaminato per fare in modo che queste raccomandazione diventino una realtà’’. Il ‘libro verde’ definisce, per passare agli interventi, cinque aree essenziali che devono essere implementate. In primo luogo la determinazione di ambiziosi obiettivi di riduzione della CO2, assieme alla creazione nelle varie metropoli del mondo e nelle aree sensibili di zone ad emissioni ultrabasse (ULEZ). Occorre poi reinventare la logisitica di prossimità, quella della consegna dell’ultimo chilometro, per ridurre l’impatto dei veicoli sull’ambiente. Quarto obiettivo – secondo il ‘libro verde’ – è lo sviluppo di soluzioni creative per il trasporto delle persone porta a porta. Infine occorre mobilitare investimenti privati per la creazione di infrastrutture sostenibili. E gli esperti dell’Azienda di Clermont-Ferrand indicano in questo studio anche le cinque ‘leve’ da utilizzare per raggiungere questi obiettivi: favorire l’emersione di ecosistemi innovativi per sostenere lo sviluppo di nuovi programmi e di servizi di mobilità sostenibile; supporto alle tecnologie vincenti per il futuro (elettromobilità, condivisione dell’informazione a bordo degli autoveicoli, sistemi intelligenti di trasporto e gestione di database di grandi dimensioni). Per Michelin occorre poi agevolare l’utilizzazione di nuovi strumenti economici e introdurre politiche pubbliche mirate che servano a far emergere le novità. Infine occorre che le soluzioni trovate siano distribuite il più largamente possibile.