tecnologia
dicembre 2016

Biometano per l’economia circolare

Stefano Panzeri

Terza puntata dell’approfondimento dedicato all’incontro promosso dal Gruppo FCA sul biometano. Le potenzialità del gas naturale biologico per agricoltori e allevatori e gli effetti positivi su economia, ambiente e comunità localiNel Settecento Antoine-Laurent de Lavoisier, chimico, filosofo ed economista francese, enunciò la prima versione della legge della conservazione della massa dal quale ricavò la celebre frase “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. A distanza di quasi tre secoli dalla visione del “padre della chimica” la sua teoria prende nuova forma dando vita a quello che sembra rappresentare il futuro dello sviluppo industriale globale, ovvero l’economia circolare. Termine che ha origine in un rapporto della Commissione europea del 1976 (The Potential for Substituting Manpower for Energy, di Walter Stahel e Genevieve Reday) nel quale si evidenzia la possibilità di generare risorse finanziarie e nuova occupazione sfruttando i “flussi di materiali”, ossia recuperando le risorse attraverso la reintegrazione dei materiali biologici e la rivalorizzazione di quelli tecnici non in grado di essere reimmessi nella biosfera.

Il biometano di Egea

Egea di Alba (CN) è un azienda dei settori energia (gas ed elettricità) e ambiente (raccolta rifiuti, acqua) attiva in 146 Comuni. Una realtà giovane (l’età media dei dipendenti è inferiore ai 40 anni) e in forte ascesa, tanto che gli assunti sono passati da 37 a oltre 530 in meno di vent’anni e il fatturato si è decuplicato nell’ultimo decennio raggiungendo ora quasi 800 milioni di euro. La divisione Energie Rinnovabili ha una potenzialità di oltre 40 GWh grazie a fotovoltaico, idroelettrico e biogas (circa 21 Gwh). 

Si tratta di concetti ripresi al BioMetano Day promosso dal Gruppo FCA lo scorso marzo presso la sede di CNH Industrial di Torino.

 

I percorsi circolari del biometano

A introdurre la teoria dell’economia circolare nel dibattito è Michele Ziosi (nella foto a destra), responsabile delle relazioni istituzionali di Emea&Apac CNH Industrial, citando uno studio che stima in 600 miliardi di euro all’anno il risparmio consentito dalla riduzione degli sprechi in Europa. Un importo non troppo lontano dal PIL italiano (circa 800 miliardi) ottenibile grazie al riciclo delle materie prime, comprese quelle necessarie per produrre il biometano. Per illustrare il potenziale del combustibile di origine organica Ziosi delinea due percorsi “circolari”. Nel primo, i camion alimentati a CNG sono impiegati per il trasporto delle derrate alimentari dai campi ai centri di distribuzione e, successivamente, nel servizio di recupero della frazione umida derivata della raccolta differenziata. Gli scarti sono portati in un impianto che li trasforma nel biometano necessario per rifornire i serbatoi degli stessi veicoli utilizzati per il trasporto del cibo e dei relativi residui.

Acea, dall’umido al serbatoio

Acea Pinerolese, multiutility pubblica costituita da circa 50 Comuni, è attiva nella gestione del ciclo integrato delle acque, nella distribuzione del gas metano, nella produzione calore e raccolta e nello smaltimento dei rifiuti. Prima in Italia a sviluppare un impianto con processo misto aerobico/anaerobico per la produzione di energia e biometano dai rifiuti organici. La struttura “valorizza” più di 60.000 tonnellate di “umido” all’anno provenienti da circa un milione di abitanti. Citata da Legambiente come eccellenza e buona pratica nella mobilità sostenibile nel 2015. 

Nel secondo percorso, i reflui degli allevamenti di suini e bovini sono adoperati per la produzione del carburante ecologico adoperato dai trattori che arano i terreni agricoli per la crescita delle piante destinate a nutrire gli stessi animali che generano le deiezioni necessarie per fare il biometano.

 

 

I benefici per aziende e comunità

I vantaggi dei cicli illustrati da Ziosi sono molti. Agricoltori e allevatori possono creare aziende indipendenti energeticamente dotandosi di un impianto di biomassa per generare biogas e biometano con materiale di scarto ricavato dal ciclo produttivo, quali residui di colture arabili o liquame di origine animale. Gas naturali utilizzabili per avere calore ed elettricità necessarie per i fabbisogni della società, nonché carburante bio per alimentare trattori, furgoni e altri mezzi di trasporto in dotazione. In alternativa, possono ottenere ricavi collaterali cedendo ai gestori di impianti di biogas le materie prime per alimentarli che, di solito, costituiscono dei costi. biometano-per-leconomia-circolare-2Le comunità adiacenti ai siti produttivi ottengono benefici socio-economici e ambientali, merito della creazione di posti di lavoro, dell’avvio di un ciclo produttivo di un combustibile rinnovabile generato da risorse del territorio e della riduzione della concentrazione di inquinanti in loco.

 

Un carburante bio dai rifiuti

Le teorie “circolari” diventano concrete con le visite a due impianti del torinese attive nella produzione del biometano, quelli dell’Acea a Pinerolo e dell’Egea di Ozegna. “Nella località a Sud di Torino – racconta l’amministratore delegato di Acea Francesco Carcioffo – l’obiettivo era risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti organici che, se lasciati in discarica, producono percolato, liquido che inquina terreno e acque, e biogas dannoso per l’effetto serra”. Dal 2014, dunque, la raccolta della frazione umida è destinata all’impianto capace di recuperare il 100% del biogas per la produzione di energia elettrica e termica e del digestato che, miscelato al residuo del verde urbano, consente di realizzare un concime naturale. L’esito è una generazione annua sufficiente a fornire “corrente” a circa 5.700 abitazioni e riscaldamento a circa 2.500, con un taglio di emissioni di CO2 pari a oltre 76.000 tonnellate. Dal processo, inoltre, si produce il biometano per alimentare i camion della raccolta differenziata e i veicoli aziendali. In realtà il Polo Ecologico di Pinerolo sarebbe in grado di generare carburante sufficiente per alimentare un’utilitaria per oltre 55 milioni di km, o 5.500 auto che percorrono in media 10.000 km all’anno.

 

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Il metano dai reflui animali

Ad Ozegna, località a Nord di Torino, il fine era creare un ciclo virtuoso partendo dai reflui della zootecnica, in particolare di origine suina e bovina con apporto minimo pure dagli allevamenti avicoli. “Il recupero delle deiezioni animali per la mobilità – spiega l’amministratore delegato Pier Paolo Corini – evita la dispersione in atmosfera del metano, gas serra fino a 30 volte più potente della CO2, e contribuisce alla crescita dell’economia locale, con le aziende agricole che possono contare su una nuova fonte di entrata con la fornitura della materia prima e con l’industrializzazione dei processi di trasformazione che creano occupazione e reddito. Un supporto di rilievo considerato che, compreso l’indotto, le aziende coinvolte nelle diverse fasi della filiera sono circa 50, delle quali 30 nel Canavese”. Realizzato nel 2009 con un investimento di 4 milioni di euro, l’impianto oggi produce biogas e biometano al 98% di purezza, più alta del gas da estrazione. Dallo scarto della lavorazione si ricava pure un compost che, adeguatamente trattato, consente di creare un fertilizzante naturale per agricoltura evitando l’uso di concimi chimici tossici per la popolazione.

CNH Industrial

CNH Industrial è un gruppo presente con diversi marchi nei comparti dei veicoli commerciali e industriali, autobus, macchine agricole, mezzi speciali e motori per applicazioni marine. Nel settore della tecnologia a gas naturale è leader europeo con oltre 14.000 veicoli venduti con i loghi Iveco e Iveco Bus e 29.000 motori del marchio FPT Industrial. In campo agricolo, la New Holland Agriculture è uno dei principali attori del settore a livello mondiale. 

Iveco

Nel settore del gas naturale da oltre 20 anni, Iveco ha un’ampia gamma CNG compatibile con il biometano. Al Daily CNG, proposto in diverse varianti e capacità di carico, si affiancano Stralis, Eurocargo, vincitore dell’International Truck of the Year 2016 grazie pure al rispetto delle severe norme sulle emissioni Euro VI step C. Lo Stralis Natural Power è disponibile con motori da 270 e 300 CV, serbatoi da 720 a 1.320 litri per autonomie di 400 e 750 km. Dal 2012 è anche nella versione a gas naturale liquefatto (LNG) con serbatoio criogenico LNG da 560 litri e 4 serbatoi CNG da 70 litri che consentono un’autonomia di oltre 750 chilometri. 

Iveco Bus

Sono oltre 5.500 gli autobus CNG di Iveco Bus in servizio in Europa, ai quali si aggiungono quelli attivi nel resto del mondo e in Cina, dove circolano più di 1.400 autobus di marchi locali motorizzati da FPT Industrial. Il propulsore attuale è il Cursor 8 CNG Euro VI dotato di un efficiente processo di combustione che elimina il ricorso all’uso di additivi. Ha emissioni acustiche tra le più basse della categoria e rilascio di inquinanti inferiori a quelli previsti dalla norma Euro VI pur senza l’impiego di EGR, SCR e filtro anti-particolato. 

New Holland Agriculture

Sul mercato dal 1895, New Holland Agriculture ha più di 100 linee di prodotto e oltre 400 modelli pensati per coltivatori, allevatori, viticoltori e professionisti della manutenzione del verde, nonché un’ampia gamma di macchine per il movimento terra. Promuove l’indipendenza energetica degli agricoltori con progetti specifici e ha in gamma vari trattori CNG. Il T6 Methane Power ha nove bombole di gas da 52 kg totali che consentono di operare per mezza giornata con risparmi di carburante del 20-40% e di emissioni dell’80% rispetto a un modello diesel. 

Lille, la città a biometano

Sono 432 i bus Iveco alimentati a biometano a Lille, nel Nord della Francia. Una flotta rifornita dall’impianto di trattamento dei rifiuti della città che consente un efficiente servizio di trasporto pubblico locale a basse emissioni e senza l’impiego di fonti fossili.