convegni
maggio 2017

Biometano per il futuro della mobilità sostenibile

Monica Dall’Olio

Rinnovabile e campione dell’economia circolare, il biometano è una grande opportunità per rendere più sostenibile il consumo di energia domestica e industriale ma anche la mobilità, per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la gestione dei rifiutiIl biometano è il risultato di un processo di upgrading del biogas che a sua volta si ottiene dalla digestione anaerobica di biomasse agro-industriali – sottoprodotti agricoli, reflui zootecnici, colture di integrazione – e dalla frazione organica dei rifiuti urbani da raccolta differenziata. L’articolo 2 del decreto legislativo 28/2011 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili lo definisce come quel “gas ottenuto a partire da fonti rinnovabili avente caratteristiche e condizioni di utilizzo corrispondenti a quelle del gas metano e idoneo all’immissione nella rete del gas naturale”.

Può rappresentare per l’Italia una vera e propria eccellenza nazionale, in quanto il nostro Paese è il secondo produttore di biogas agricolo in Europa dopo la Germania. Più di 1.500 gli impianti operativi, con una potenza elettrica installata di circa 1.200 MW, equivalente a una produzione di biometano pari a 2,4 miliardi di metri cubi l’anno.

 

La conferenza di Legambiente

Per approfondire prospettive e opportunità di sviluppo Legambiente ha promosso il 6 febbraio a Bologna presso la sede del Cnr, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, una giornata di lavori dal titolo “La nuova frontiera del biometano”, aperta dall’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi. Dal quadro normativo al sistema di incentivazione, fino al funzionamento degli impianti di produzione di biogas e biometano, la giornata è stata l’occasione per fare il punto con stakeholders e addetti ai lavori sullo stato dell’arte e il ruolo delle bioenergie nel nuovo sistema energetico italiano e nell’ambito della bioeconomia europea.

 

Gli interventi

Sono intervenuti Sofia Mannelli, Chimica Verde Bionet, sul quadro normativo, Sergio Piccinini del Centro Ricerche Produzioni Animali sullo stato dell’arte degli impianti di produzione, Francesco Sperandini e Michele Canelli del GSE sul sistema di incentivazione, Piero Gattoni del Consorzio Italiano Biogas sulla Piattaforma nazionale, Alessandro Tramontano del Consorzio Ecogas sulle prospettive in autotrazione, Paolo Carnemolla, Federbio, sul biometano per uso agricolo, Ezio Veggia, Confagricoltura, sul ruolo delle biomasse di origine agricola per lo sviluppo del biometano.

Cosa ne pensa Legambiente

L’associazione ambientalista è tra i sostenitori e sottoscrittori della Piattaforma Tecnologica Nazionale sul Biometano, coordinata da Consorzio Italiano Compostatori e Consorzio Italiano Biogas. Per il direttore generale Stefano Ciafani, “la produzione di biometano è un anello fondamentale per il corretto trattamento dei rifiuti biodegradabili nell’ambito del nuovo scenario dell’economia circolare europea.”

Alcune esperienze sul campo sono state portate da Paolo Ganassi di Aimag sull’impianto di compostaggio a Finale Emilia, Marco Avondetto di Acea Pinerolese sull’impianto di produzione di biometano a Pinerolo, Andrea Miorandi sull’economia circolare Ladurner, dai rifiuti al biocarburante per l’autotrazione, Tito Baldelli sull’LNG in Valtellina e Stefano Valentini sul progetto BioMethER in Emilia Romagna per la realizzazione di due impianti dimostrativi. Infine Fabio Fava dell’Università di Bologna, intervenuto sul biometano nell’ambito della bioeconomia italiana ed europea e Agostino Re Rebaudengo di Assorinnovabili, che ha commentato: “Lo sviluppo del biometano avrà forti sinergie con due asset fondamentali del nostro Paese in tema di politiche energetiche: la rete nazionale del gas naturale, una delle più capillari ed estese d’Europa, in cui potrebbe essere immesso; e il parco auto a metano, di gran lunga il più importante d’Europa, che, grazie al biometano, potrebbe svilupparsi ulteriormente.”

 

Il quadro normativo

Il biometano è stato disciplinato per la prima volta con l’approvazione del decreto interministeriale 5 dicembre 2013, che ne ha autorizzato l’utilizzo nell’autotrasporto, nella rete nazionale del gas e nella cogenerazione ad alto rendimento. L’immissione nella rete nazionale del gas non è stata, tuttavia, pienamente regolamentata e ora si attende l’approvazione di un nuovo decreto (le consultazioni pubbliche si sono concluse lo scorso gennaio) che dovrebbe prevedere la revisione dell’intervallo temporale per l’accesso agli incentivi; un target annuo minimo di immissione di biometano in rete; un sistema di contabilizzazione che valorizzi maggiormente i benefici ambientali prodotti dalla digestione anaerobica.

 

 

Un’opportunità per l’occupazione

La filiera del biogas-biometano risulta essere il settore a maggiore intensità occupazionale tra le rinnovabili con 6,7 addetti per MW installato e ha già favorito la creazione di oltre 12 mila posti di lavoro. Oggi però gli impianti a biometano in Italia sono soltanto 7, di cui 6 a scopo dimostrativo (contro i 185 della Germania, gli 80 del Regno Unito, i 61 della Svezia e il 35 della Svizzera), mentre potenzialmente il nostro Paese potrebbe produrre entro il 2030 fino a 8,5 miliardi di metri cubi di biometano, pari a circa il 12-13% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale.

 

Autotrazione, come e quando

L’utilizzo del biometano come combustibile alternativo può avvenire da subito, in quanto ha le medesime caratteristiche del gas naturale, il metano di origine fossile che alimenta già in Italia circa un milione di veicoli, senza necessità di alcuna modifica ai motori. Per Legambiente potrebbe essere utilizzato anche “nei camion per trasporto merci di lunga percorrenza, in sostituzione del gasolio, ben più inquinante.”