convegni
maggio 2016

Biometano, il futuro pronto all’uso

Stefano Panzeri

Al BioMetano Day, promosso dal Gruppo FCA, sono stati esposti i benefici di questo carburante di derivazione biologica, che può apportare importanti vantaggi al settore automobilistico, soprattutto in termini di riduzione delle emissioniIl surriscaldamento del Pianeta dovuto ai cambiamenti climatici impone il progressivo passaggio verso un’economia a basso uso di combustibili fossili, che sono i principali imputati dell’effetto serra. Si tratta di una transizione necessaria per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, transizione che coinvolge pure il settore dei trasporti, responsabile secondo l’International Energy Agency del 25% del rilascio di CO2 in Europa. A rendere auspicabile l’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale contribuiscono ragioni sanitarie ed economiche. L’uso dei derivati del greggio, infatti, produce sostanze inquinanti nocive per la salute e comporta, di conseguenza, anche un consistente innalzamento della spesa pubblica per la sanità.

 

I limiti di elettrico e idrogeno

Il biometano

Il Il biometano è un gas contenente almeno il 95% di metano ed è prodotto da fonti rinnovabili. Si ricava dal biogas generato dalla digestione anaerobica di biomasse dopo un processo di purificazione e di upgrading. È idoneo all’immissione nella rete del gas naturale. 

La ricerca di soluzioni alternative ai carburanti tradizionali è avviata da tempo e oggi punta soprattutto su due tecnologie “vettoriali”, quella elettrica e quella a idrogeno. Sebbene si tratti di approcci efficaci per superare i limiti insiti nei carburanti tradizionali, le due proposte presentano ancora diverse problematiche. Il sistema a batterie fornisce ancora veicoli troppo costosi e dall’autonomia sufficiente soltanto per gli spostamenti urbani. A preoccupare è pure la possibile crescita della domanda di energia necessaria per rifornire gli accumulatori, aumento che potrebbe favorire l’impiego di fonti dannose, come il carbone, facendo peggiorare le emissioni “dalla fonte alla ruota”, ossia generate durante l’intero ciclo energetico compreso tra la produzione del “combustibile” e i gas di scarico. Per essere realmente a emissioni zero, infatti, la mobilità elettrica dovrebbe essere alimentata esclusivamente da “corrente” proveniente da fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico o idroelettrico. Altro problema riguarda gli accumulatori e, in particolare, l’impatto ambientale per l’estrazione dei minerali necessari per costruirli e lo smaltimento degli stessi a fine vita. Indentiche considerazioni, ancor più problematiche, riguardano l’idrogeno, vettore energetico che aggiunge un ulteriore limite: la necessità di realizzare una costosa infrastruttura per il rifornimento.

 

Biometano, il futuro pronto all’uso 2

 

Una soluzione di nome biometano

FCA e il metano

Fiat Chrysler Automobiles è attiva dagli anni Ottanta nello sviluppo di veicoli a metano e, con 690.000 unità consegnate dal 1997 (44.000 nel 2015), è leader del mercato europeo nella vendita di auto e veicoli commerciali alimentati a gas naturale con i marchi Fiat, Lancia e Fiat Professional e il logo Natural Power che li identifica. 

Se elettrico e idrogeno sono le opzioni più perseguite, esistono altre soluzioni alternative al petrolio, quali i carburanti sintetici e il biometano. Al momento i primi sono ancora a livello sperimentale e richiedono ulteriori sviluppi, nonché analisi più approfondite sull’effettiva efficacia, ossia la verifica se la quantità di energia necessaria per la produzione sia sostenibile a livello energetico. Viceversa, il “gas naturale” proveniente da fonti rinnovabili è tecnicamente pronto per la produzione e la distribuzione sul mercato. A frenarlo, al momento, è la sola legislazione che ne vieta l’immissione in rete ostacolando un prodotto con risvolti positivi su ambiente, economia e occupazione. Benefici di non poco conto, che i responsabili del Gruppo FCA hanno voluto rimarcare organizzando il BioMetano Day, evento tenutosi a marzo presso la sede di CNH Industrial di Torino. Una giornata con in programma un convegno informativo ed escursioni a due siti produttivi piemontesi di biometano che ha fornito diverse informazioni di rilievo che vi sveliamo in una serie di tre articoli, il primo dei quali è dedicato ai vantaggi apportati dall’uso di biometano nel settore dell’auto.

La gamma auto

Modello

Motore

Potenza CV

Consumo

(kg/100km)

Emissioni CO2 (g/km)

Fiat Panda

0.9 TwinAir Turbo*

80

3,1

85

Fiat Punto

1.4 Fire

70

4,2

115

Fiat 500L

0.9 TwinAir Turbo*

80

3,9

105

Fiat 500L Living

0.9 TwinAir Turbo*

80

3,9

105

Fiat Qubo

1.4 Fire

70

4,3

119

Fiat Doblò

1.4 T-jet 16v

120

4,9

134

Lancia Ypsilon

0.9 TwinAir Turbo*

80

3,1

85

* “Best Green Engine of the Year 2013”

 

La gamma commerciale

Modello

Motore

Potenza CV

Consumo

(kg/100km)

Emissioni CO2 (g/km)

Fiat Doblò Cargo

1.4 T-jet 16v

120

4,9

134

Fiat Fiorino

1.4 Fire

70

4,4

119

Fiat Ducato

3.0

136

13,1*

243

* in m3/100 km

 

Biometano come elettrico

I vantaggi del biometano

I benefici del gas naturale ricavato da origini biologiche sono diversi.
I principali sono:

  1. si tratta di un carburante rinnovabile e quindi virtualmente inesauribile
  2. i livelli di emissioni inquinanti e di gas serra allo scarico sono particolarmente
    contenuti
  3. l’impatto ambientale dalla “fonte alla ruota” è pari a quella delle auto
    elettriche
  4. non richiede modifiche ai motori alimentati a metano
  5. la rete di distribuzione esistente è in espansione
  6. contribuisce alla crescita economica nazionale e locale
  7. riduce la dipendenza dal petrolio
  8. crea occupazione
  9. contribuisce alla sostenibilità economica di aziende agricole e allevamenti
  10. permette il riutilizzo efficiente dei rifiuti

A tracciare le doti del biometano è Daniele Chiari, Product Planning & Institutional Relations di FCA Emea, ricordando che il gas naturale consente risparmi sul rifornimento fino al 56% rispetto alla benzina e fino al 30% nei confronti del gasolio. Percentuali che potrebbero risultare più alte in quanto calcolate in un periodo con i prezzi dei carburanti tradizionali bassi. All’aspetto economico si aggiunge quello ecologic,  poiché il metano “è il carburante più pulito oggi disponibile ed è l’unica reale alternativa alla benzina e al gasolio, con una riduzione di emissioni di CO2 del 23 per cento rispetto al funzionamento a benzina, e fino al 15 per cento in meno rispetto al funzionamento a gasolio sui mezzi pesanti, e con minime emissioni nocive: dal particolato, ridotto praticamente a zero, agli ossidi di azoto e agli idrocarburi più reattivi che causano la formazione di altri inquinanti”. Qualità che migliorano con il biometano, soprattutto nel computo dalla fonte alla ruota. Secondo i dati forniti da Chiari, una Fiat Panda a metano ha emissioni del 31% inferiori a quelle del corrispettivo modello a benzina, valore che sale al 57% miscelando al gas naturale il 40% di biometano. Si tratta di una riduzione, di fatto, equivalente a quella ottenuta da una vettura elettrica ricaricata con l’attuale mix energetico europeo.

La sostenibilità secondo FCA

Sono tre gli obiettivi della strategia di “sostenibilità” di FCA: fornire soluzioni capaci di ridurre le emissioni, diffondere la filosofia del rispetto per l’ambiente tra i clienti e garantire la sostenibilità economica dell’utente o dell’azienda. Un impegno, quello per l’ambiente, inteso a 360° che coinvolge tutti gli ambiti aziendali, dalle attività progettuali a quelle produttive e commerciali. Una solerzia che ha portato a stilare il bilancio ambientale dal 1992 e quello della sostenibilità dal 2004, nonché a ottenere riconoscimenti internazionali, come il punteggio di 88/100 ottenuto nel Dow Jones Sustainability Index (DJSI) World 2015, indicatore dove la media del settore auto è di 60/100.
Nella visione “eco” di FCA pure il cliente è coinvolto nella tutela ambientale tramite progetti specifici come il software eco:Drive pensato per incoraggiare uno stile di guida consapevole.

L’abbattimento delle emissioni rispetto alla Fiat Panda a benzina considerata può raggiungere il 97% utilizzando il 100% di biometano, eguagliando il risultato conseguito da una vettura elettrica rifornita con “corrente” proveniente al 100% da fonte eolica.

 

Pronto all’uso

Fattore a favore del biometano è l’essere pronto all’uso. Compatibile con le auto a metano in commercio, non richiede di modifiche ai motori in quanto la composizione della sua molecola è del tutto assimilabile a quella del gas naturale. In verità, rispetto a quest’ultimo contiene percentuali inferiori di idrocarburi incombusti e altre impurità che rendono le emissioni allo scarico ancora più “pulite”. Di rilievo è pure l’esistenza di una rete di infrastruttura già ramificata, se si escludono alcune zone come, ad esempio, la Sardegna dove non esistono distributori. In compenso la rete, oggi costituita da oltre 1.100 stazioni di servizio, è in costante crescita e già sufficiente per assicurare un’elevata mobilità grazie pure all’autonomia dei veicoli a gas, solitamente superiore ai 300 km. Un’espansione della rete che potrebbe essere intensificata proprio dalla rimozione degli ostacoli al biometano. Semplificare le norme burocratiche per l’apertura di siti e definire le norme per la produzione e l’immissione in rete del biometano favorirebbe l’apertura di nuovi distributori in prossimità dei siti stessi e non solo. E contribuirebbe a raggiungere diversi obiettivi, come la riduzione di inquinanti e gas serra del settore trasporti e il raggiungimento degli obiettivi imposti dall’Unione europea di avere entro il 2020 almeno il 10% di biocombustili sul totale dei carburanti utilizzati.Biometano, il futuro pronto all’uso 3