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settembre 2016

Biometano e GNL, sfide e opportunità

Gennaro Speranza

Non solo gassoso: il metano appresenta un’importante risorsa strategica anche per chi lo utilizza in forma liquida (GNL) o per chi usa quello prodotto da fonti rinnovabili (biometano). Si tratta di due prodotti che, grazie a una fisionomia più delineata dal punto di vista normativo e ai costanti processi d’innovazione all’interno delle rispettive filiere, hanno importanti margini di sviluppo nei prossimi anniParafrasando un vecchio slogan pubblicitario ormai ampiamente noto, anche il biometano e il metano allo stato liquido (detto anche GNL, gas naturale liquefatto) “possono dare una mano”, sia in termini di riduzione delle emissioni derivanti dal settore dei trasporti che, più in generale, come elementi strategici nelle politiche energetiche nazionali.

 

Biometano e GNL  

Prendiamo ad esempio il biometano. Si tratta sostanzialmente di un biogas (ricavato dalla decomposizione di sostanze organiche) che, dopo un processo di raffinazione, può arrivare ad una concentrazione di metano di almeno il 95%. Ciò lo rende utilizzabile come biocombustibile per veicoli a motore, al pari del metano in forma compressa, e distribuibile attraverso la rete del metano già presente e ramificata sul territorio. Il biometano inoltre ha le stesse caratteristiche ambientali del metano (particolato ridotto praticamente a zero, emissioni minime di ossidi di azoto e altri idrocarburi) ma soprattutto deriva da fonti rinnovabili, quindi virtualmente inesauribili. Il suo impiego nel settore dei trasporti potrebbe aiutare pertanto a raggiungere gli obiettivi della UE per il 2020 di avere almeno il 10% di biocombustibili sul totale dei carburanti utilizzati. In questo senso il biometano può essere considerato a pieno titolo come carburante strategicamente prezioso, pronto per contribuire a far fronte alla domanda di carburanti ecologici per l’autotrazione. Anche il GNL o metano liquido ha caratteristiche indiscusse di qualità: grazie al fatto che il suo volume è di circa 600 volte inferiore rispetto al metano in forma gassosa (in virtù di un processo di raffreddamento del gas stesso che avviene all’interno di serbatoi criogenici con temperature siderali), può essere stoccato e trasportato molto più facilmente. Grazie alle sue valenze ecologiche e al suo alto potere calorifico, il GNL poi è particolarmente indicato per essere usato come carburante nei mezzi pesanti destinati al trasporto merci, fino ad oggi limitati dalla scarsa autonomia, dal peso eccessivo delle bombole e dal loro ingombro.

 

Biometano e GNL, sfide e opportunità 2

Scenari normativi

Tra l’altro, le importanti valenze ecologiche e strategiche del biometano e del metano liquido sono state riconosciute ufficialmente dai recenti provvedimenti dell’Unione Europea, come ad esempio la Direttiva 2014/94/UE, che invita ogni Stato membro a orientarsi verso prodotti favorevoli allo sviluppo sostenibile e, in particolare, a sviluppare le infrastrutture necessarie per il rifornimento dei carburanti alternativi. Secondo la Direttiva, le stazioni per il rifornimento di CNG (compreso il biometano) dovranno essere costruite ad una distanza massima di 150 km, mentre per i distributori di GNL la distanza è stata fissata in 400 km entro il 2025.

Ecomotive Solutions, tecnologia al servizio dell’ecologia

Azienda all’avanguardia nelle trasformazioni dual fuel nel nostro Paese, Ecomotive Solutions è stata la prima in Italia ad aver ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’omologazione per la conversione da diesel a dual fuel di vetture e veicoli commerciali fino alla categoria Euro 6. Ecomotive Solutions converte veicoli per l’utilizzo del metano nella usa forma liquida (GNL), gassosa (CNG) e come derivato da rinnovabili (biometano) per un vasto campo di utilizzi professionali: camion, autobus, trattori agricoli e mezzi pesanti da lavoro in genere. Le “conversioni” di questi mezzi hanno un impatto decisamente positivo sull’ambiente. L’utilizzo di un gas come metano/biometano in una miscela con gasolio riduce infatti significativamente le emissioni di CO2 (fino al 10% con metano e fino al 50% con biometano) e di particolato (PM) del motore. Inoltre, la rumorosità del motore viene ridotta fino a 5 db (decibel) grazie alla particolare combustione del metano. 

I piani nazionali dovranno garantire che i veicoli pesanti e altri veicoli che utilizzano il GNL, il metano o il biometano possano muoversi liberamente lungo le strade dell’UE entro la fine del 2025. In Italia questa Direttiva è stata recepita con il “Quadro strategico nazionale sui carburanti alternativi”, attualmente in fase di discussione alle Camere e che dovrebbe essere approvato entro il prossimo 17 novembre. Tra le principali novità del provvedimento, c’è l’obbligo per i punti vendita di carburanti (sia quelli nuovi che in ristrutturazione o con erogato superiore a 10 milioni di litri) di installare distributori di GNC o GNL accanto ai carburanti tradizionali diesel e benzina. Per quanto riguarda nello specifico il biometano, il nostro governo sta valutando anche l’introduzione di un nuovo decreto incentivante che dovrebbe sostituire quello attualmente in vigore (DM 5 Dicembre 2013), che finora non ha portato i risultati attesi in termini di attivazione di una vera e propria filiera nazionale, complici anche diversi ostacoli di natura legislativa.

 

Tecnologie pronte all’uso

Ad ogni modo, in attesa degli scenari normativi che via via si vanno delineando, a favore di biometano e GNL gioca il fatto che sono due soluzioni già pronte all’uso. Nella filiera del gas, tra l’altro, le aziende italiane sono da tempo protagoniste per innovazione e tecnologia e molti costruttori sono pronti per offrire automezzi alimentati a GNL e a biometano. In molti casi la tecnologia di riferimento è quella dual fuel, ovvero una miscela di gasolio/GNL (o CNG) che non altera le prestazioni ed efficienza del motore diesel ed apporta notevoli benefici all’ambiente in termini di riduzione di CO2 in atmosfera, grazie all’alta percentuale di gas nella miscela combinata. Un’azienda che si è mossa con molti anni di anticipo nella progettazione di questa soluzione è Ecomotive Solutions (gruppo Holdim), che proprio di recente ha presentato la prima applicazione Dual Fuel Biometano per trattori diesel. Si tratta di un’assoluta novità per il settore.

Oil&NonOil 2016: a Verona la fiera dei carburanti alternativi

Di metano (sia compresso che liquido) e biometano si parlerà in occasione della prossima edizione di “Oil&nonoil”, fiera professionale specifica per il settore dei carburanti e dei servizi per gli automobilisti, che si svolgerà a Veronafiere dall’11 al 13 ottobre prossimi. La manifestazione prevede un fitto programma di workshop, seminari e convegni, tra cui una sessione dedicata al tema “2030: quale mobilità, quali carburanti, quale rete?” e un’altra sessione dedicata alla presentazione di un’analisi della rete distributiva dei carburanti, con un occhio attento alla consistenza e collocazione dei nuovi impianti.

L’applicazione, che rientra nell’ambito del progetto di diffusione per la meccanizzazione agricola, in collaborazione con il CIB (Consorzio Italiano Biogas) e il Gruppo Piccini Paolo, prevede l’utilizzo del metano o biometano come carburante alternativo su trattori diesel, tramite lo stoccaggio del gas nel box trasportabile “Bio CNG pack” di Ecomotive Solutions, che risolve di fatto il problema dell’autonomia in campo per i mezzi agricoli. Una volta agganciato il “Bio CNG pack”, il trattore è infatti pronto per operare in campo utilizzando il biometano, a prescindere dal fatto che questo sia prodotto localmente dall’azienda agricola o rifornito tramite una micro-stazione collegata alla rete pubblica.

 

Il primo trattore biometano dual fuel

“Il motore del trattore – spiega Roberto Roasio, product manager di Ecomotive Solutions – è stato ottimizzato con la nostra tecnologia D-GID Diesel Dual Fuel. Si tratta di una centralina elettronica che è in grado di valutare in tempo reale quanto diesel è possibile eliminare dall’iniezione primaria del trattore per lasciare spazio ad un’iniezione secondaria di metano o biometano. Grazie ad una consistente sostituzione del gasolio con biometano, il trattore avrà emissioni ridotte di CO2 e una diminuzione del costo di gestione carburante garantita dall’autoconsumo. Questo progetto è stato avviato oramai tre anni fa e ad oggi abbiamo concluso sia le operazioni di sviluppo che di testing. Ora il trattore dual fuel verrà trasferito presso la sede di Ing.am. srl, che è una delle prime realtà italiane a disporre di un punto di rifornimento di biometano, per la validazione in campo del sistema”. “Naturalmente – prosegue Roasio – abbiamo l’opportunità di convertire qualunque tipo di mezzo, non solo in campo agricolo ma anche in quello dell’autotrazione, dal veicolo leggero al mezzo pesante”. La tecnologia del biometano è dunque viva e versatile e può contribuire alla sostenibilità ambientale, economica ed energetica non solo delle aziende (agricole, industriali, autotrasportatrici, etc.) ma più in generale del sistema dei trasporti del Paese. 

 

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