viaggi a metano
maggio 2017

Berlino punta sul metano per una mobilità green

Silvia De Santis

La capitale della Germania, da sempre attenta all’ambiente, dal 2000 punta sul metano con incentivi e sgravi fiscali, in ottica green. Ai veicoli a metano è consentito l’accesso in tutta la città, senza alcuna limitazioneStop alle auto a gasolio o benzina, il 2030 potrebbe essere l’inizio di un’altra rivoluzione. Tedesca stavolta, con la messa al bando, dalle strade teutoniche, dei veicoli tradizionali inquinanti. Per il momento si tratta solo di una proposta, avanzata dal Consiglio Federale tedesco, ma la linea è chiara: nei prossimi 15 anni bisognerà abbattere drasticamente le emissioni di CO2. Così, dopo Olanda e Norvegia, anche il governo guidato da Angela Merkel guarda al futuro sognando strade più verdi e si attrezza per tagliare le emissioni di anidride carbonica dall’80% al 95% entro il 2050 (rispetto ai livelli del 1990). Obiettivo ambizioso; a lastricare la strada verso la sostenibilità contribuiscono anche le agevolazioni fiscali rivolte a chi opta per auto a metano, riconfermate e proprogate fino al 2026. Una mossa per accelerare la transizione energetica, che si inscrive perfettamente nel piano di trasporto varato da Berlino e che punta a ridurre di un quarto le emissioni di CO2 entro la fine del 2018. L’estensione degli sgravi permetterà tanto agli automobilisti quanto ai produttori di pianificare investimenti a lungo termine, ed è una scommessa, in parte già vinta, con l’inquinamento: le auto a metano assicurano una riduzione di un quarto delle emissioni nocive rispetto ai veicoli alimentati a diesel, e di un terzo rispetto alle auto a benzina, con un sensibile abbattimento di NOx e polveri sottili. Alla fine del 2016 – rivelano le statistiche di NGV Global – in Gemania circolavano 98.172 veicoli a metano che possono contare su 914 stazioni di rifornimento. È indubbio che se gli incentivi andranno a buon fine, a gioirne sarà il portafoglio, ma anche l’ambiente.

 

 Muoversi a Berlino 

L’attenzione all’inquinamento atmosferico e azioni concrete per tentare di contrastare il fenomeno sono in atto già da tempo sul suolo tedesco, a partire dalla capitale. Così come altre città del Paese, dal 2008 Berlino ha adottato nell’area metropolitana le cosiddette “Umweltzone”, zone protette individuate nel tessuto urbano, laddove la qualità dell’aria è resa pericolosa da traffico intenso e frequenti sforamenti dei limiti fissati dall’Unione Europea.

Il porto di Duisburg: dal diesel al GNL

E al metano guarda anche il porto fluviale di Duisburg, uno dei principali d’Europa per volume di merci. Il primo impianto, nella regione della Ruhr, risale al 1717, oggi si estende per 90 ettari nella cuore carbonifero e siderurgico della Germania ed è uno dei nodi principali per il trasporto di merci su strada. Il progetto, promosso dalla compagnia energetica tedesca RWE è quello di avviare la conversione del porto al gas naturale nell’ottica di diventare un’ infrastruttura di distribuzione e stoccaggio del GNL. Nella fase pilota ci sarà una stazione di rifornimento mobile, da spostare all’occorrenza, per alimentare sia i mezzi portuali, sia i camion del trasporto locale. 

Per rendersi conto dell’entità del fenomeno, basti pensare che la capitale della Germania produce lo stesso quantitativo di CO2 dell’intera Croazia e che la circolazione dei mezzi produce il 70% sul totale delle emissioni inquinanti. Per questo si è deciso, così come avviene in altre capitali europee quali Parigi o Madrid, di delimitare alcune zone e renderle ad accesso limitato. Requisito per l’ingresso è un badge rilasciato dal Comune, di colore diverso in base alla classe ambientale del proprio veicolo, e indispensabile alla circolazione, pena una multa di 80,00 € anche se la vettura, sulla base dei propri valori di emissioni, potrebbe passare nell’area designata. La classe 2 spetta ai veicoli diesel Euro 2 o Euro 1 dotati di filtro particolare, la classe 3 ai diesel Euro 3 o Euro 2 dotati di filtri particolare, la classe 4 agli Euro 4 o Euro 3 dotati di filtro particolare. Ma in quest’ultima fascia, la più virtuosa dal punto di vista emissivo, rientrano in pieno le auto alimentate a metano che, munite di “green sticker”, possono aggirarsi indisturbate in tutta la città, senza limitazioni. In questi anni le restrizioni alla circolazione in un’area di 88 km quadrati all’interno di una città che conta 3 milioni di cittadini hanno via via indotto gli automobilisti a optare per veicoli sempre meno impattanti sull’ambiente; parallelamente è anche diminuito il numero dei possessori di auto: se nel 2008 erano il 33% degli abitanti, nel 2013 sono scesi al 30%. L’obiettivo, fissato al 2050, è quello di arrivare a quota 17%. In ogni caso, con 342 auto ogni 1000 abitanti, ben al di sotto della media generale di 547,  Berlino è la città tedesca con le strade meno affollate dalle automobili, seguita da Amburgo (402 veicoli per abitante) e Monaco (500).

 

Taxi e pulmini a metano in città

Gli incentivi all’utilizzo dei veicoli a metano a Berlino partono dal 2000. Nel corso del programma “The Clean Air and Action Plan 2005” in città sono stati acquistati oltre 1.000 taxi a metano, 100 pulmini scolastici e 1.500 autoveicoli per le consegne. Parallelamente anche la rete di rifornimento si è rapidamente espansa, passando dalle due stazioni CNG del 2002 alle 17 nel 2010. Dal 2006 al 2010 la quota di veicoli a metano è aumentata rapidamente, favorita da prezzi agevolati sui carburanti, e dal sostegno all’acquisto di mezzi a metano da parte della compagnia berlinese “GASAG” con buoni carburante da 111 a 1.500 euro. Si è arrivati così a un totale di 3.500 auto a metano su 1 milione e 200mila. Sebbene si tratti di cifre minori, è importante sottolineare che, in questo modo, 1.250 veicoli alimentati a gas naturale sono scesi in strada in alternativa a mezzi diesel/benzina, evitando emission per tre tonnellate di particolato e 5 di monossido di azoto.

 

 

Anche i rifiuti viaggiano a metano

La transizione al metano dei camion che trasportano i rifiuti è iniziata a Berlino nel 2003 su iniziativa della compagnia BSR che ha installato apposite stazioni di rifornimento, per poi diffondersi nel resto della Germania. Ultima, in ordine di tempo, la città di Stoccarda dove, lo scorso 23 febbraio, sette camion Mercedes-Benz Econic Gnv hanno sostituito la vecchia flotta diesel dopo sei settimane di prova con l’intento di ridurre le emissioni nocive. A Francoforte, invece, l’anno prima, grazie a un finanziamento da 417mila euro, avevano fatto la loro apparizione camion ibridi, elettrici e a metano, con l’obiettivo di limitare i rumori durante i turni notturni di ritiro dei rifiuti.