convegni
settembre 2015

Autotrasporto e metano: prospettive di sviluppo

Gennaro Speranza

L’edizione 2015 di Autopromotec, la rassegna internazionale dedicata all’aftermarket automobilistico che si è svolta a Bologna nel maggio scorso, è stata caratterizzata da una grande attenzione nei confronti del metano per autotrazione, a cui sono stati dedicati due focus specifici: le soluzioni che il metano offre al comparto del trasporto pesante e il ruolo del metano nell’aftermarket_Forte dell’interesse riscosso e della crescente sensibilizzazione sulla tematica dell’impiego di carburanti ecologici nel mondo del trasporto, anche per l’edizione 2015 Autopromotec è stata particolarmente attenta alla promozione del metano. In particolare, molto curata è stata l’attività convegnistica: al centro dell’attenzione i lavori dei convegni “Trasporto pesante e metano: dal GNL al Dual Fuel” e “Trasformazioni metano e Gpl in aftermarket”, organizzati in collaborazione con Federmetano e con la partecipazione di alcuni dei massimi esponenti a livello istituzionale, associativo e industriale del settore.

Si è parlato non solo dei vantaggi che il metano può apportare dal punto di vista ecologico ed economico, ma anche di come il settore abbia forti potenzialità ancora da raggiungere specialmente sul versante delle evoluzioni tecnologiche, sebbene ci siano da risolvere una serie di criticità di tipo tecnico, politico e normativo.

Dal Gnl al Dual Fuel

Il primo convegno è stato dedicato alle tecnologie che attualmente consentono la diffusione del metano nel trasporto pesante: il sistema Dual Fuel (mix di gasolio e metano) e la tecnologia legata all’uso del GNL (metano liquido). A moderare il convegno è stato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor e di Econometrica, che ha ricordato come la situazione attuale di crisi del settore dell’autotrasporto italiano sia dovuta agli alti costi di gestione (su tutti quelli del carburante) e che per il rilancio sia necessaria una svolta. Svolta che può arrivare promuovendo l’uso di soluzioni tecnologicamente avanzate in grado di offrire economie sostanziali, come il metano liquido e il Dual Fuel. Queste soluzioni, infatti, potrebbero apportare importanti vantaggi in termini di risparmio (costi minori grazie alla differenza di prezzo tra gasolio e metano) e soprattutto di rispetto ecologico in un settore, come quello del trasporto pesante, che rappresenta una fetta importante del parco circolante italiano e che ha un impatto ambientale molto più importante rispetto agli altri veicoli.

Per massimizzare gli effetti di GNL e Dual Fuel è necessario agire sul parco circolante
Per massimizzare gli effetti di GNL e Dual Fuel è necessario agire sul parco circolante

“Si tratta di motorizzazioni già mature e disponibili – ha spiegato Dante Natali, presidente di Federmetano – che possono contare su una rete di distribuzione a metano in costante crescita (1.062 impianti aperti in Italia) e sufficientemente adeguata per rifornire i mezzi pesanti, con capacità di compressione o stoccaggio adeguati”. “Per massimizzare i benefici ottenibili da GNL e Dual Fuel – ha aggiunto Alfonso Simoni, del Dipartimento Trasporti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – è necessario intervenire anche sui veicoli in circolazione, attuando trasformazioni che garantiscano sicurezza ed efficienza ambientale”. Tale concetto è stato ripreso da Sebastiano Serra, della Segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente, che ha posto l’accento su come la combinazione del gasolio e del metano permetta di ridurre il coefficiente di emissioni di CO2, particolato e ossidi d’azoto. 

Il metano conviene anche per chi trasforma l’auto in aftermarket
Il metano conviene anche per chi trasforma l’auto in aftermarket

I vincoli per lo sviluppo

Ma quali sono le prospettive future di queste soluzioni tecnologiche in Italia? “La rivoluzione del metano sarà una sfida sempre più importante – ha spiegato Massimo Prastaro, di eni. Al 2030, ad esempio, si stima un potenziale di sostituzione di carburanti tradizionali con GNL tra il 10 e il 20%, vincolato però a cinque fattori abilitanti: mantenimento dei vantaggi fiscali, framework regolatorio favorevole, disponibilità del prodotto in Italia, disponibilità di mezzi a prezzi competitivi e sviluppo delle infrastrutture”.

“Nonostante il crescente riconoscimento della valenza ambientale ed economica del metano – ha successivamente aggiunto Mariarosa Baroni, presidente di NGV Italy – rimangono tuttavia ancora alcune barriere da rimuovere per favorire la diffusione di questo carburante, tra cui: il livello alto di costi e di burocrazia per l’apertura di nuove stazioni di rifornimento, la rete di distribuzione non equilibrata sul territorio e la mancanza di comunicazione efficace nel settore”.

Il convegno si è concluso con le relazioni di alcuni costruttori di veicoli e di componentistica per veicoli a metano (Iveco, Ecomotive Solutions, HVM ed Emer), che hanno illustrato gli ultimi progressi tecnologici che caratterizzano questo comparto, seguiti da una tavola rotonda tra i rappresentanti delle associazioni di categoria degli autotrasportatori (Anita, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti) e di un’azienda di Trasporto Pubblico Locale che fa ampio uso di veicoli a metano (Tper, che opera in Emilia Romagna). Dai loro interventi è emerso che l’interesse verso il metano è sempre più alto, anche se si è fatta sentire la mancanza del beneficio degli incentivi statali e in generale di politiche finalizzate al rilancio della competitività del settore.autopromotec bologna 2015 4

Il ruolo determinante delle officine

Trasporto pesante, ma non solo: il metano conviene anche per chi trasforma l’auto in aftermarket. È stato questo il tema del secondo convegno, dedicato alle trasformazioni ma anche alle operazioni di manutenzione e riparazione di veicoli a gas di serie. Il convegno, moderato da Flavio Merigo (NGV) e con la partecipazione di Enrico Franciosi e Dante Natali (Federmetano), ha visto coinvolti alcuni operatori dell’autoriparazione specializzati nelle trasformazioni a metano degli autoveicoli, tra cui Danilo Ceratto (BRC), Alessio Biagiotti (Bigas) e Roberto Rossi (Istituto IPSIA L.B. Alberti).

Ciò che si è evidenziato è che l’aftermarket rimane una scelta strategica per la promozione del metano per auto e, da questo punto di vista, le officine rivestono un ruolo fondamentale. In particolare in questi ultimi anni, caratterizzati dall’adeguamento a standard qualitativi richiesti e dallo sviluppo progressivo della tecnologia e della necessità di garantire livelli di applicazione e sicurezza sui lavori eseguiti, le officine si trovano a fare i conti con un continuo rinnovamento e con la necessità di aumentare le proprie competenze. “Sicuramente c’è bisogno di un’adeguata corrispondenza tecnica tra le motorizzazioni che si adattano di più alla trasformazione a metano – ha affermato Merigo – anche grazie alle tecnologie messe a disposizioni dalle case costruttrici. Questo richiede necessariamente delle specializzazioni. Accanto a ciò, c’è bisogno di avvicinarsi a quelli che sono gli standard dei concessionari e quindi a tutti i servizi e le offerte che propongono, senza dei quali si rimane un po’ indietro, anche per aver successo in ambito commerciale”.

“La professionalità e la capacità degli operatori del settore devono diventare determinanti per le trasformazioni in aftermarket – ha concluso Franciosi –. Perché questo accada, però, è indispensabile che si creino determinate sinergie tra gli attori del mercato dell’aftermarket, con un sostegno di tutte le componenti in grado di creare e dare forza al settore”.