mobilità sostenibile
febbraio 2015

Auto ecologiche in Italia: poche ma buone

Gennaro Speranza

Nonostante l’aumento delle immatricolazioni delle auto ecologiche in Italia, le auto alimentate a metano, a Gpl, ibride ed elettriche rappresentano ancora una quota marginale del parco circolante (il 7,5%). Tuttavia, si tratta di una cifra in rapida crescita, grazie anche alla crescente affermazione del metano. Ecco uno sguardo panoramico sulla diffusione delle auto green nel nostro PaesePoche ma buone, perché contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente (e del portafoglio). Sono le auto ecologiche circolanti in Italia che – secondo gli ultimi i dati forniti dall’Aci ed elaborati dall’Osservatorio Federmetano (struttura di ricerca sul metano per autotrazione) – rappresentano il 7,5% del parco auto circolante nel nostro Paese. Una cifra che è ancora marginale, tenuto conto che la percentuale racchiude tutte le autovetture ecologiche: Gpl e metano, ibride ed elettriche. Per essere più precisi, su un totale di quasi 37 milioni di auto circolanti nel nostro Paese, quelle ecologiche sono 2,7 milioni. Di queste, la stragrande maggioranza sono a gas: il 5,3% va a Gpl (1,9 milioni di veicoli) e il 2,1% a metano (773 mila veicoli), mentre le ibride ed elettriche rappresentano solo lo 0,1% del circolante (circa 45 mila veicoli).

Il dato interessante, senza dubbio, è rappresentato dalla continua crescita annua di questo tipo di vetture: nel giro di due anni, infatti, la quota di auto “verdi” presenti sul nostro territorio ha registrato un aumento di quasi un punto percentuale, passando dal 6,6% del 2012 al 7,1% del 2013, fino a raggiungere l’attuale 7,5%. Nonostante questa rapida crescita, però, manca ancora uno sviluppo del mercato che porti le auto ecologiche a sfiorare almeno il tetto del 10% delle auto in circolazione. I veicoli alimentati con i tradizionali combustibili fossili sono purtroppo più inquinanti di quelle alimentati con carburanti alternativi e, oltretutto, sono ancora presenti sulle strade in maggioranza schiacciante (92,5%). A quanto pare i vecchi motori a benzina e diesel resistono ancora, nonostante una consapevolezza ambientale maggiore tra la clientela.COMPOSIZIONE-DEL-PARCO-CIRCOLANTE-DI-AUTOVETTURE-IN-ITALIA

Emilia Romagna, regina “green”

L’analisi dell’Osservatorio Federmetano ha fornito anche il quadro sull’adozione di vetture green per singola regione. Al top della classifica si posiziona l’Emilia Romagna, seguita dalle Marche e dall’Umbria, con percentuali a due cifre (16,8%, 15,7% e 10,1% rispettivamente) di incidenza delle auto ecologiche sul parco circolante. All’ultimo posto, invece, si piazza la Sardegna con il 2,7% di auto ecologiche, preceduta a breve distanza dal Friuli (2,8%) e dalla Valle d’Aosta (3%). Vanno abbastanza bene le regioni del Sud, che negli ultimi anni hanno visto aumentare significativamente la propria quota di auto ecologiche. A questo proposito va segnalato l’ottavo posto in graduatoria della Campania (con il 7,6% e cioè con una percentuale che supera la media nazionale), seguita a ruota da Molise (6,9%) e Puglia (6,4%).QUOTA-PERCENTUALE-DI-AUTO-ECOLOGICHE

Infine, dando uno sguardo anche alla composizione del parco circolante di autovetture secondo il tipo di carburante ecologico, dall’analisi di Federmetano è emerso che la regione Marche è quella con la più alta percentuale di auto alimentate a metano (10%), mentre all’Emilia Romagna tocca il primato del Gpl (9,5%). La regione popolata da un maggior numero di automobilisti che guidano auto elettriche e ibride è la Lombardia, dove si contano 15.115 autovetture di questo tipo (lo 0,3% sul totale). Per quanto riguarda le province, invece, quella più virtuosa in assoluto è Ravenna, con il 20% di presenza di auto “eco-friendly”, che stacca di poco Bologna (19,2%) e Ferrara (18,8%).

La proposta di Federmetano

In sintesi, il quadro della diffusione dei veicoli a basso impatto ambientale in Italia è sostanzialmente confortante viste le percentuali in crescita. Ma non basta, molto può e deve essere ancora fatto. Un problema non indifferente che ostacola e compromette il pieno sviluppo della mobilità sostenibile nel nostro Paese è l’obsolescenza del parco auto. L’Italia si ritrova di fatto con un parco auto vecchio (l’età media delle auto circolanti è di 9 anni e mezzo che, oltre a far impennare i costi di manutenzione, provoca incidenti evitabili e inquina pesantemente l’atmosfera. Di conseguenza la maggioranza delle auto in circolazione ha livelli di emissioni nocive particolarmente alti. Come fare, quindi, per diminuire l’impatto ambientale del parco di autovetture in circolazione? Senz’altro fare a meno di benzina e diesel, scegliendo veicoli eco-sostenibili, potrebbe cambiare lo scenario e diventare la chiave per tagliare le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Ma per una riduzione in tempi brevi, come suggerisce l’Osservatorio Federmetano, una soluzione efficace può essere rappresentata dal puntare a una maggiore diffusione dell’alimentazione a metano, anche attraverso la trasformazione dei veicoli in circolazione. “L’uso di un’auto a metano – sottolinea Dante Natali, presidente di Federmetano – oltre a permettere di ottenere grandi vantaggi in termini di minor inquinamento, consente anche di risparmiare nella spesa per il carburante, essendo il metano il carburante più economico tra quelli in circolazione. Inoltre, il maggior investimento necessario per l’acquisto di un’auto a metano si ripaga in tempi brevi grazie al risparmio che si ottiene ogni volta che si riempie il serbatoio”. Tra i vantaggi delle auto a metano poi, aggiunge Natali, “c’è anche una rete di distributori tra le più ampie d’Europa e una gamma di modelli automobilistici piuttosto varia che, oltre a permettere il risparmio e la tutela dell’ambiente, nulla tolgono all’automobilista garantendo le stesse prestazioni, lo stesso comfort e gli stessi livelli di sicurezza dei veicoli a benzina e a gasolio”.