paesi del metano / 2
febbraio 2016

Argentina: governo e con sumatori d’accordo sul metano

Leonardo Tancredi

Il nuovo governo argentino conferma il suo interesse per lo sviluppo del metano nel Paese. Il forte divario di prezzi rispetto ai combustibili tradizionali convince sempre più automobilisti a passare al gas naturale, soprattutto in un periodo di incertezza economicaRisparmio, alta fluttuabilità dei prezzi dei carburanti tradizionali, incentivi statali e progresso tecnologico stanno consolidando la posizione dell’Argentina tra i Paesi con il più ampio parco di veicoli a metano nel mondo. Con 2.478.349 autovetture (autobus e autotreni non sono presenti nei dati relativi all’Argentina pubblicati nell’ultima uscita del 2015 di Gas Vehicle Report) il paese sudamericano si pone al quarto posto nella graduatoria mondiale e primo nel proprio continente. Il Brasile secondo è staccato di circa 700.000 unità e la Colombia di quasi 2 milioni.

Buenos Aires

Nella provincia di Buenos Aires si registra il divario maggiore di prezzi tra gas naturale e benzina: un metro cubo di gas costa  cinque volte meno di un litro di benzina.  Il divario tra i due combustibili è pari a 3 a 1 nella maggior parte delle province del Paese, ma in alcune aree, come la capitale, cresce ulteriormente confermando che il metano è la soluzione migliore per le tasche degli automobilisti argentini. Per fare alcuni esempi concreti, in una stazione di rifornimento Shell di Lomas de Zamora il prezzo al metrocubo del metano è di 2,75 pesos, il 40% in meno di 1 litro di benzina nella stessa zona; una situazione simile si riscontra in vari punti di rifornimento del sud della provincia. Argentina governo e consumatori d’accordo sul metano 3Gli automobilisti risparmiano in questo modo circa 12 pesos per ogni litro di benzina, e per chi fa un pieno alla settimana il risparmio è stimato in circa 28.000 pesos all’anno, pari a1750 euro al cambio corrente. La Camera Argentina del metano ha creato un’applicazione disponibile sul proprio sito web che consente di verificare in tempo reale il rapporto di prezzo tra i due combustibili. Inoltre, se si considera che il costo della conversione a metano di un veicolo varia tra i 15.000 e i 20.000 pesos,  risulta evidente che in meno di un anno questa spesa può essere ammortizzata.

 

Il sostegno del governo

Altra considerazione doverosa riguarda il ruolo del nuovo governo argentino: questi vantaggi continueranno ad essere effettivi solo se le politiche energetiche nazionali saranno orientate a mantenere gli incentivi alla diffusione del metano e a non variare le attuali differenze dei costi dei carburanti. E su questo punto i consumatori argentino sembrano poter vantare delle garanzie.

Il governo ha approvato un regime di sostegno a progetti di sviluppo di energie rinnovabili. Le legge prevede incentivi fiscali per gli ideatori dei progetti, crea sistemi di finanziamento per la loro realizzazione e fissa prezzi massimi di vendita dell’energia prodotta. Si stabilisce come obiettivo che almeno l’8% della produzione nazionale dell’energia elettrica provenga da fonti rinnovabili entro il 2017, per arrivare al 20% nel 2025. Oltre alle agevolazioni fiscali verrà creato un fondo fiduciario per il finanziamento dei progetti. A disporre il fondo (Foder) sarà il ministero dell’Economia, il fiduciario sarà la Banca di Investimenti e del Commercio estero, i beneficiari saranno i promotori dei progetti.

 

Una crescita costante

Secondo l’Ente nazionale che regola il gas naturale in Argentina (Enargas), negli ultimi dodici mesi si è registrato un progressivo aumento delle conversioni al metano nel Paese. Argentina governo e consumatori d’accordo sul metano 2Il 2014 si era chiuso con 1.695.243 veicoli convertiti, il 2015 ha raggiunto quota 1.790.872, circa 100.000 veicoli in più, un crescita pari al 6%. Il 45% delle nuove conversioni è avvenuta nella provincia di Buenos Aires; a Cordoba il 16%, l’8 a Mendoza e a Santa Fe, 5% in Capital, la città autonoma di Buenos Aires, il 4 a Tucuman e il 14% rimanente distribuito tra le restanti 18 province.

Una crescita graduale in un anno caratterizzato da un difficile equilibrio politico ed economico. Il nuovo governo di Mauricio Macrì, dopo anni di sostegno al pesos stabilito dai precedenti governi di Nestor e Cristina Kirchner, ha optato per la liberalizzazione del cambio del pesos con una prevista svalutazione della moneta nazionale. Una decisione che non poteva non incidere sulle capacità di spesa degli argentini. Ad ogni modo, secondo gli osservatori della rivista di settore Prensa Vehicular, il mercato argentino del metano è solido e destinato a conservare un ruolo di leader mondiale. Inoltre, prevedono gli osservatori, soprattutto in un periodo di austerità, i benefici economici del gas naturale prodotti dal grande divario di prezzi rispetto agli altri carburanti saranno la chiave per incoraggiare molti automobilisti a passare al gas naturale.

 

Una risorsa importante

Sul futuro dello sviluppo del metano nel paese latino-americano ha puntato anche un colosso del settore come Gazprom. A settembre del 2015 Alexey Miller, chairman della compagnia russa, ha siglato con il suo omologo argentino di YPF un quadro di accordi di cooperazione per la valutazione e realizzazione di progetti legati all’industria del metano. Un accordo che segna un primo passo verso la definizione completa della collaborazione tra le due imprese nazionali prevista per marzo 2016.

Per Yacimiento Petroliferos Fiscales questo accordo è nel solco delle collaborazioni sinergiche già avviate con altri partner mondiali come Chevron, Dow Chemicals, Petronas; per Gazprom l’interesse maggiore è la collaborazione con compagnie impegnate nel settore dello shale gas. I rapporti strategici tra i due paesi, inaugurati dalla presidenza Kirchner, sono stati mantenuti dal nuovo inquilino della Casa Rosada, Macrì, a ulteriore conferma della centralità del gas naturale nello sviluppo dell’economia argentina.