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dicembre 2015

Anche la Russia punta sul metano

Piero Evangelisti

Al Forum di San Pietroburgo (di cui si è parlato in un articolo dedicato), Avtovaz ha presentato Lada Vesta bifuel metano/benzina, una berlina compatta destinata a entrare in produzione in tempi non troppo lunghi dopo la fase di collaudo su strada che è già iniziataUna novità in arrivo per ora solo sul mercato automobilistico russo è la Lada Vesta, berlina compatta a benzina e metano. Il lancio di Vesta è stato preceduto dall’avvio di un progetto pilota che prevedeva l’utilizzo come taxi di 300 unità di Lada Largus, trasformati a doppia alimentazione (benzina-metano) dagli specialisti di Ats. Avtovaz, partner dell’alleanza Nissan-Renault, costruisce Largus sulla base della Dacia Logan MCV; se la trasformazione dovesse rivelarsi affidabile la versione bifuel potrebbe diventare una comoda familiare parca nei consumi.

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Un mercato in crisi   

E di risparmiare gli automobilisti russi hanno davvero bisogno. Il mercato automobilistico è in drammatica flessione. Le cause di questo crollo sono la fine degli incentivi alla rottamazione (settembre 2014) e il rublo sempre più debole (conseguenza del crollo dei prezzi di petrolio e gas ) che ha costretto i costruttori ad aumentare sensibilmente i propri prezzi. Gli automobilisti russi non ce la fanno quasi più ed è chiaro che poter utilizzare il metano, che in Russia costa un terzo rispetto alla benzina, li spingerebbe a cambiare l’auto non appena possibile. A Mosca ne sono sicuri e il piano di promozione del metano per i veicoli è già partito, sponsor Vladimir Putin, braccio esecutivo Gazprom, che è già di fatto l’unico interlocutore per i costruttori e per le aziende che producono kit di trasformazione.

 

Un Paese sterminato

La Russia ha una superficie di oltre 17 milioni di chilometri quadrati, 144 milioni di abitanti, un parco circolante di poco meno di 40 milioni e circa 400 stazioni di rifornimento per il metano, 200 delle quali di Gazprom. E’ una fotografia spietata di una realtà dove la mobilità  a gas naturale è tutta da costruire anche se il numero di auto per abitanti (circa 300/1.000 abitanti, la metà dell’indice dell’Italia) ne lascia intuire le potenzialità. Date le dimensioni del Paese il progetto di espansione del metano sarà all’inizio ristretto ad alcune regioni – le più estese San Pietroburgo, Rostov, Novgorod e Krasnodar – evitando Mosca dove circolano oltre quattro milioni di veicoli. E’ pronto il piano di incentivazione per l’acquisto di vetture a gas naturale che prevede una carta a scalare per fare rifornimento (solo per il metano), rilasciata al momento della consegna dell’auto, di importo pari al maggior costo della vettura bifuel.

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L’evoluzione

Piani per la diffusione del metano (CNG compresso e LNG liquefatto) per autotrazione erano già stati varati ai tempi dell’URSS. In circolazione c’erano alcune migliaia di veicoli e vennero create 400 stazioni di rifornimento, nessuna delle quali è oggi in funzione. Ma si andò oltre, pensando addirittura di utilizzare l’LNG per alimentare il jet passeggeri Tupolev 155: il primo esemplare iniziò i test nel 1989 e poi il progetto fu abbandonato. Oggi le premesse perché il piano di sviluppo della mobilità a metano possa funzionare ci sono, perché Lada Vesta, prima bifuel prodotta in Russia, è stata progettata e disegnata fin dall’inizio per viaggiare a gas naturale. Il bocchettone per il rifornimento del gas è inserito di fianco a quello per la benzina e non altera in alcun modo la linea dell’auto, mentre i due serbatoi, realizzati in fibra, trovano posto sotto il pianale di carico del bagagliaio, non  ne alterano la fruibilità, sono dotati di tutti i sistemi di sicurezza per evitare fughe di gas e sono ben protetti in caso di incidente. L’autonomia complessiva dichiarata per la vettura è di mille chilometri con il pieno dei due carburanti, ma l’automobilista russo punterà quasi esclusivamente sul metano. Se i test su strada confermeranno l’affidabilità della vettura la produzione di serie potrebbe partire già nel 2016 e altri costruttori potrebbero a quel punto accodarsi con vetture che hanno già in gamma.