speciale Autopromotec
maggio 2017

All’orizzonte il biometano c’è!

Piero Evangelisti

Una gestione responsabile delle fonti energetiche suggerirebbe di accelerare la diffusione del metano e soprattutto del biometano, che, derivato da fonti rinnovabili, garantisce, nel conto dal pozzo alla ruota, benefici ambientali di assoluta importanza Campione nel settore delle cosiddette “energie rinnovabili”, il biometano fatica a trovare una sua strada normativa per quanto riguarda la produzione e, soprattutto, la distribuzione attraverso le stazioni di rifornimento del gas naturale. Eppure entro il 2020 l’Unione Europea ha già fissato un obiettivo ben preciso: entro la fine di quell’anno il 10% degli autoveicoli di nuova immatricolazione dovranno essere alimentati con carburanti ricavati da fonti di energia rinnovabili.

 

Cos’è

Il biometano è un biocombustibile che può essere ottenuto sia dalle acque reflue, sia dagli scarti di biomasse di origine agricola (che si rinnovano nel tempo e che nel loro ciclo di vita hanno incorporato il carbonio presente nell’atmosfera), sia dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani che arrivano della raccolta differenziata. Il biometano è soprattutto strategico nell’abbattimento delle emissioni. Ci sono progetti già avviati – come BioMetaNow del Gruppo Cap che gestisce la depurazione di fanghi e acque reflue della città metropolitana di Milano – che al di là dell’aspetto pratico immediato (fare circolare una Fiat Panda Natural Power per 80mila chilometri in pochi mesi alimentandola esclusivamente con biometano ricavato dalle acque di scolo) è finalizzato anche alla promozione del biometano e alla dimostrazione delle sue incomparabili doti in fatto di efficienza e sostenibilità. Il quadro normativo impedisce ancora oggi, almeno in Italia, l’immissione del biometano in rete, un “gas naturale” che è un potente alleato non solo nella riduzione di emissioni che possono portare a cambiamenti climatici ma anche nella lotta contro l’inquinamento atmosferico grazie a un’ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani (la loro trasformazione in energia potrebbe portare anche a un minor costo per i cittadini con la riduzione delle tasse sui rifiuti). E poi l’uso del biometano non è limitato ai veicoli ma può essere protagonista tanto nel nuovo sistema energetico italiano, quanto nell’ambito dell’economia “circolare” europea.

 

Well to wheel

I vantaggi del biometano ricavato da origini biologiche sono numerose e reali: innanzitutto nasce da fonti energetiche rinnovabili – praticamente inesauribili se pensiamo agli scarichi fognari – e quindi virtualmente inesauribili; assicura livelli di emissioni inquinanti e di gas serra allo scarico particolarmente contenuti; il suo impatto ambientale dal “pozzo alla ruota” – il well to wheel che spesso non viene preso nella giusta considerazione – è pari a quello delle auto elettriche; non richiede, infine, alcuna modifica agli impianti – installati in fabbrica o in aftermarket – delle auto già alimentate a metano.

 

Ecologia, ma non solo

Sulle virtù ecologiche del biometano nessuno può dubitare, eppure, come ha sottolineato Stefano Franciosi, Vicepresidente di Federmetano a Biometano Day, evento svoltosi a Tortona agli inizi del mese di marzo, “dopo la pubblicazione del decreto interministeriale del 5 dicembre 2013 siamo ancora in attesa delle norme che lo rendano applicabile, un regolamento che darebbe l’avvio all’intera filiera che conta un potenziale stimato pari a 1,5 miliardi e potrebbe dare lavoro a circa 4mila persone”. Non va infatti dimenticato che in Italia circolano già un milione di veicoli alimentati a metano e che il passaggio al carburante “bio” – ovviamente con la giusta distribuzione in rete – rappresenterebbe una significativa riduzione delle emissioni e vantaggi sotto il profilo dell’importazione di gas fossili, una voce molto pesante sulla bilancia dei pagamenti dell’Italia.

 

 

All’avanguardia

A Biometanoday Franciosi ha anche ricordato che “in Italia il mercato del biometano è maturo e disponibile: siamo il Paese con il maggiore parco macchine d’Europa, già dotato di una rete di distribuzione presente su tutto il territorio nazionale e siamo esportatori, in tutto il mondo, di componentistica industriale specifica per il settore; la filiera, insomma,  è pronta ma è necessario che i politici diano l’input necessario affinché sia possibile che il biometano, fonte totalmente rinnovabile, abbia il suo sviluppo come declinazione del metano per autotrazione: un vettore energetico e di trasporto ad emissioni zero”. La liberalizzazione del biometano sembra dunque un fatto dovuto perché le prospettive che questa porterebbe sono straordinariamente positive. Fuori dall’Italia il biogas è in continua espansione e il biometano – con tecnologie della tedesca Puregas Solutions per una società finlandese, la Wärstilä, fornitore di energia del Paese scandinavo – viene già prodotto anche allo stadio liquefatto, che, con grandi sforzi da parte di imprenditori privati, sta cominciando a diffondersi anche in Italia (anche se per il momento solo in quanto derivato dal metano di origine fossile).