tecnologia
maggio 2016

A tutto metano liquido nella Spagna dei record

Mino De Rigo

Con tredici terminali di rigassificazione tra attivi e in costruzione, la nazione iberica, già capofila europea nelle politiche energetiche centrate sul Gnl, si propone come porta d’ingresso privilegiata del gas in Europa Da anni la Commmissione Europea ha posto l’accento sul metano, fonte chiave di diversificazione delle forniture di gas naturale, un terzo delle quali dovrebbe giungere, entro il prossimo ventennio, in forma di Gnl: un obiettivo che necessita di nuove infrastrutture e ulteriori investimenti per migliorare quelle esistenti, se è vero che attualmente le navi gasiere contribuiscono per non più del 14% al fabbisogno europeo, mentre tutto il resto segue la via dei gasdotti. In un simile scenario a spiccare non è e presumibilmente non sarà l’Italia, al contrario di quanto si potrebbe pensare guardando al ruolo del metano nella politica energetica e, al tempo stesso, allo sviluppo nostrano del mercato per autotrazione, ma invece la Spagna. Un Paese che già ora riceve quasi la metà del gas naturale attraverso i propri terminali di rigassificazione, e, potendo contare su ben 11 fornitori, può disporre dell’approvvigionamento più diversificato al mondo. Con un assetto energetico invidiato soprattutto da quei sei Paesi europei che possono contare solo sulla Russia come unica fonte di gas naturale. Ecco che la nazione iberica si rivela il paese europeo con il maggior numero di terminali di Gnl, a tutt’oggi sette impianti multimodali (capaci cioè di ricevere e movimentare il gas naturale liquefatto, immagazzinarlo e rigassificarlo per immetterlo nelle reti di distribuzione) sui 22 terminali presenti nel complesso in Europa, cui si preparano ad aggiungersene altri sei, ora in fase di costruzione.

 

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Rigassificando si vince

Ma la Spagna è anche il paese che già vanta la maggiore capacità di stoccaggio nel continente, con il 36,5% dei volumi complessivi. Inoltre, la Spagna si trova in pole position pure sul fronte delle re-esportazioni europee di Gnl, con una quota che sfiora il 60% del totale, di gran lunga davanti al secondo in classifica, il Belgio, cui si ascrive il 18%. Peraltro, gli analisti concordano nel ritenere la forma liquefatta la modalità di commercializzazione a livello globale destinata al maggiore sviluppo, considerano anche come gli impianti di rigassificazione siano le sole infrastrutture in grado di aumentare o diminuire la produzione con la rapidità necessaria per adattarsi alla variazione della domanda di energia elettrica allorché non sia possibile ricorrere ad altre fonti. Attualmente, anche grazie alla posizione geografica, la Spagna si candida al ruolo di porta d’ingresso in Europa del Gnl che gli Stati Uniti stanno iniziando a produrre da quest’anno. Di fatto, con una capacità di rigassificazione di 70 miliardi di mc annui, i sette impianti dislocati nella penisola iberica stanno ancora operando a un decimo del loro potenziale. A contribuire a rendere il Paese iberico un hub per il gas che raggiunga l’Europa attraverso le metaniere non solo dal Nordamerica ma anche dal Nord Africa, lo sviluppo in itinere di un’infrastruttura che presto potrà servirsi del gasdotto transadriatico Tap e, soprattutto, potrà contare sul metanodotto Midcat per una più ampia ed efficace interconnessione attraverso la Francia.

 

Mezzi pesanti e GNL, matrimonio combinato

A tutto metano liquido nella Spagna dei record 3Da un lato la direttiva per i combustibili alternativi approvata in settembre dal Consiglio europeo, dall’altro gli evidenti vantaggi economici, di pari passo ai benefici ambientali. Ed ecco l’impulso all’infrastruttura di rifornimento che mira ad estendere e rendere via via più capillare la rete di stazioni di servizio Gnl in Spagna. Oggi in tutto 18, mentre altrettante sono in fase di progetto o in via di costruzione. Una soluzione di opportunità per i trasporti terrestri che nella nazione iberica, storicamente pioniera al riguardo, appare in piena fase di espansione e che nell’arco di un decennio dovrebbe portare al 3% la quota del parco dei mezzi pesanti alimentati con gas naturale liquefatto, grazie alla vigorosa accelerazione oggi impressa. Anche sulla scorta del progetto comunitario Lng Blue Corridors, che ha dimostrato a più riprese la convenienza di questo combustibile per i trasporti pesanti sulle lunghe distanze: dei cinque corridoi europei lungo i quali è prevista la costruzione di 14 nuove stazioni di rifornimento di Gnl, e che interessano dodici Paesi membri, tre attraversano la Spagna. Un Paese che prima dell’avvio del progetto poteva già contare su un’efficiente rete di distributori di Gnl nelle regioni del nordest. Reti locali come le analoghe olandesi e belghe che, negli obiettivi del programma europeo, potranno godere delle necessarie interconnessioni a beneficio dei tragitti più lunghi nelle rotte del traffico internazionale. Un modello di espansione del gas liquefatto per i trasporti che anche il Giappone ha deciso di fare proprio, programmando entro un decennio il passaggio al Gnl del 10% dei 300mila mezzi pesanti attualmente in circolazione.