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febbraio 2016

Nobile (eni): “Continua il nostro impegno sul metano”

Vincenzo Conte

Il settore del metano per autotrazione ha vissuto anni di crescita intensa, non solo del parco circolante, ma anche del numero di distributori. Quali sono le prospettive per il futuro? Di questo, e non solo, abbiamo parlato con Andrea Nobile, vice president clienti multisito, gare e metano per autotrazione di eni spaDottor Nobile, Lei è da poco stato nominato vice president clienti multisito, gare e metano per autotrazione di eni gas & power; quali sono le linee di azione del settore di cui è a capo nel breve e medio termine?

“Eni è storicamente impegnata nello sviluppo del settore del carburante metano che, oggi, conta su quasi 950 mila veicoli circolanti, circa 1060 distributori e un quantitativo di gas venduto che ha superato, nel 2014, la soglia “psicologica” del miliardo di metri cubi. Come azienda leader di questo settore, eni rinnova costantemente il proprio impegno nel rafforzare la presenza come fornitore per i distributori stradali di gas naturale per autotrazione e ampliando ulteriormente la propria rete di impianti per la vendita diretta di questo carburante”. 

 

Come vede in questo momento il settore del metano per autotrazione e quali sono le sue prospettive di sviluppo a medio e lungo termine? Quali sono gli asset su cui puntare per favorire lo sviluppo?

“Sono diversi anni che il settore metano per autotrazione continua a crescere in modo costante e non ci sono segnali che ci lasciano pensare che nel breve termine qualcosa cambierà, anche alla luce dell’ azione intrapresa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio che, nell’ottobre del 2014, hanno approvato la Direttiva 94/2014 (DAFI – Deployment of Alternative Fuels Infrastructure) sullo sviluppo delle infrastrutture per la diffusione dei carburanti alternativi, tra i quali il metano compresso per autotrazione; l’obiettivo è di favorire all’interno dell’Unione una mobilità basata su veicoli che utilizzano combustibili alternativi. La DAFI, impone agli Stati membri di elaborare e adottare dei Piani Strategici nazionali, che devono essere notificati alla Commissione entro il 16 novembre 2016, contenenti le azioni necessarie allo scopo. Questo potrebbe consentire di completare la rete dei distributori laddove questo servizio è carente o inesistente”.

La sede eni a San Donato Milanese negli anni ‘60
La sede eni a San Donato Milanese negli anni ‘60

 

L’Italia è il paese leader in Europa per veicoli a metano in circolazione e punti di rifornimento. C’è spazio per un’ulteriore crescita del metano nel nostro Paese? Se si, come si può raggiungere questo obiettivo? In che modo le aziende che operano in questo settore possono contribuire a far crescere l’intero comparto?

“In effetti l’Italia è il primo mercato europeo che, come abbiamo già evidenziato, annovera quasi 950 mila veicoli circolanti e circa 1060 impianti di rifornimento ma la quota di veicoli CNG rappresenta più o meno il 2% dell’intero parco circolante nel Paese, quindi i margini di sostituzione e di crescita ci sono. Gli esperti del settore hanno previsto, nell’ipotesi che continui questo trend, che potrebbero esserci in Italia almeno 1.300.000 veicoli a metano, tra leggeri e pesanti, al 2020, con un consumo stimato di due miliardi di metri cubi di gas. La DAFI, nata con lo scopo di realizzare le infrastrutture necessarie per favorire una mobilità, all’interno dell’Unione, con veicoli alimentati da carburanti alternativi e meno inquinanti, potrebbe essere lo strumento per raggiungere questo obiettivo. Un altro contributo in tal senso potrebbe arrivare dal Decreto Interministeriale dell’agosto 2015, firmato dai Ministri Guidi e Delrio, sulla razionalizzazione delle aree di servizio autostradali che prevede, per quelle aree individuate dall’”Accordo per lo sviluppo della rete di distribuzione del metano autotrazione sulla rete autostradale”, firmato dalle Associazioni del settore, Legambiente, Aiscat e le Regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Puglia, di inserire nel Bando di gara di assegnazione dell’area l’obbligo di erogazione del carburante metano, risolvendo, almeno per queste regioni, il problema degli impianti sulla viabilità autostradale; sarebbe importante che tutte le Regioni aderissero. In merito all’ultima parte della domanda posso dire che la crescita costante degli ultimi anni è stata dovuta, semplificando, ad un’azione sinergica tra le compagnie petrolifere e i privati che hanno realizzato gli impianti, le case automobilistiche che hanno messo sul mercato un numero sempre maggiore di modelli e le Istituzioni che hanno incentivato in vari modi il settore. Basterebbe, per il futuro, non far venire meno questo impegno”. 

 

Quale ruolo gioca eni in questo quadro?   

“Come già detto, eni è interessata alla crescita del mercato del metano per autotrazione per continuare nel suo ruolo di azienda leader del settore sia dal punto di vista di fornitore di gas naturale ai distributori stradali di CNG sia ampliando ulteriormente la propria rete di punti vendita del CNG, direttamente all’automobilista”. 

 

Quali sono i punti di forza della catena del metano per autotrazione e quali i punti di attenzione?       

“I punti principali di forza, riconosciuti da tutti, sono le qualità ambientali e il prezzo alla pompa più competitivo di questo carburante. In un’ottica di “decarbonizzazione” del settore dei trasporti l’utilizzo del metano è la soluzione immediata e subito disponibile sia per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti sia di PM10 e di altri inquinanti come l’NOx. Oggi, le qualità intrinseche del gas naturale si combinano con una tecnologia matura e con motori sempre più efficienti e performanti montati su modelli di auto sempre più accattivanti e numerosi. Il prezzo alla pompa è l’altro punto di forza: il risparmio nei confronti dei carburanti tradizionali è noto ai consumatori. Rimane purtroppo la difficoltà, in alcune zone del territorio nazionale, che per fortuna sono sempre meno, del rifornimento. Infatti la rete dei distributori è in continuo aumento ma esistono ancora aree dove questi impianti sono carenti o del tutto inesistenti. Nobile (eni) “Continua il nostro impegno sul metano” 1La speranza è che grazie alla DAFI si possa colmare questa lacuna”.

 

I nuovi veicoli a metano negli ultimi anni sono in continuo incremento, secondo voi quali sono i fattori di questo successo?       

“In effetti, il numero dei veicoli a metano è passato, cito i dati pubblicati da Aci sul parco circolante, dai 445.000 del 2007 ai 918.000 della fine del 2014 con un incremento del 106% e, ad oggi, la percentuale di nuovi veicoli a CNG sul totale delle nuove immatricolazioni sfiora il 4%. Le motivazioni di questa crescita potrebbero essere diverse. La prima potrebbe essere stata l’aumento del numero dei distributori, favorito anche dalle politiche normative ed economiche di incentivazione da parte di alcune Regioni, per citarne solo alcune come esempio, la Lombardia e il Piemonte. Un’altra, gli incentivi economici messi a disposizione dal Governo e da alcune Regioni per l’acquisto di veicoli alimentati con questo carburante ma, visto che, dopo un comprensibile calo delle nuove immatricolazioni al termine degli incentivi, queste sono riprese, si potrebbe anche pensare che comunque, oltre ai sopraccitati incentivi, quello che spinge l’automobilista ad acquistare questi veicoli siano anche fattori come l’economicità e l’aspetto ambientale. Come già detto, il risparmio nei confronti dei carburanti tradizionali è considerevole e questi veicoli, inoltre, non sono soggetti, nella maggior parte dei casi, a limitazioni della circolazione in aree a traffico limitato. Un ultimo fattore, da non sottovalutare, che potrebbe favorirne la diffusione potrebbe essere anche una più diffusa conoscenza delle qualità intrinseche di questo carburante riferita all’ambito della sicurezza e delle performance/efficienza”. 

Nobile (eni) “Continua il nostro impegno sul metano” 2

 

Qual è la situazione a livello europeo per il metano per autotrazione?     

“Il mercato NGV cresce in tutto il mondo anche se a ritmi diversi. In Europa, quello italiano è il più sviluppato sia per numero e qualità degli impianti di distribuzione sia per numero di veicoli circolanti, seguito da quello tedesco che conta circa 1.000 impianti ma con circa 100 mila veicoli. Anche Austria, Francia e Svezia hanno superato la soglia dei 150/200 distributori. A livello europeo, quello che possiamo registrare, è l’azione volta a favorire, nel territorio all’interno dell’Unione, una mobilità con veicoli alimentati con carburanti sempre più puliti intervenendo sullo sviluppo delle infrastrutture. Come più volte ribadito, la Direttiva DAFI va in quella direzione imponendo agli Stati membri un numero minimo di impianti di distribuzione. Nel prossimo futuro, un automobilista italiano che ha un veicolo alimentato a metano e ha intenzione di varcare i confini nazionali, potrebbe avere perciò meno difficoltà nel rifornirsi di carburante anche all’estero”.