il metano nell'arte
dicembre 2014

Cinema a tutto gas!

Stefano Migliore

La storia del metano al cinema parte da molto lontano, addirittura dagli anni Quaranta, con una serie di documentari realizzati da eni e Istituto Luce. Da allora il metano è comparso di quando in quando in film molto diversi, anche negli Stati UnitiGennaio, 1896. L’inverno parigino fa stringere nei tabarri il pubblico che entusiasta e a sua insaputa, sta per entrare nella storia. Non si tratta esattamente della prima proiezione cinematografica, come spesso viene indicata, ma certamente una delle prime, nel prestigioso Salon indien du Gran Café, oggi semplicemente Café Lumière.

Le signore prendono posto e ridono, gli uomini discutono compassati e non mancano gli scettici, neanche all’alba del nuovo secolo. Si procede con gli aperitivi. Gli guardi si incrociano frizzanti, l’aria è tesa, il brivido della grande novità.

Le luci si abbassano, gli ultimi spettatori prendono posto. Dal buio una luce, un treno in lontananza si fa sempre più vicino.

Inizia così la storia del cinema

In preda al panico, gli spettatori si danno alla fuga, nel timore di essere travolto dalla proiezione del treno in avvicinamento.

Una grande attenzione è riservata alla questione del fracking, che suscita opinioni differenti
Una grande attenzione è riservata alla questione del fracking, che suscita opinioni differenti

Da allora la settima arte, è proprio il caso di dirlo, ne ha fatta davvero tanta di strada, e a quasi centoventi anni dalla sua comparsa, è ancora un mezzo di comunicazione in evoluzione, che in maniera sempre più consistente si sta spostando dalla sala verso le esigenze di un pubblico in mobilità, dotato di altissime tecnologie e il cui gusto spazia nella miriade di contenuti offerti.

Energie alternative

In questo complicato contesto inizia a muovere i primi passi anche il mondo delle energie alternative, che si presenta nel cinema essendo di fatto entrato nel quotidiano di sempre più persone al mondo. Ultimo esempio in ordine di tempo, “Due Giorni e Una Notte”, dei fratelli Dardenne. La protagonista lavora in una piccola fabbrica di pannelli solari il cui datore di lavoro mette ai voti una scelta inusuale: un bonus di mille euro a fronte del licenziamento di una collega.

Il metano

Il metano si presenta al grande pubblico recentemente, pur avendo alle spalle una serie di produzioni importanti, ma non certo pensate per il grande pubblico delle sale. Dagli anni Quaranta a oggi Eni collabora con Istituto Luce, la più antica istituzione pubblica dedicata alla diffusione cinematografica nel mondo, per una serie di produzioni a tema energetico, concentrandosi principalmente sul caso italiano. Questi piccoli film sono raccolti oggi in un archivio consultabile gratuitamente su Youtube, l’Archivio del Cinema d’Impresa.

Il metano al cinema ha una storia che inizia negli anni quaranta,  con alcuni documentari targati eni e Istituto Luce
Il metano al cinema ha una storia che inizia negli anni quaranta, con alcuni documentari targati eni e Istituto Luce

Si tratta di una serie di documentari e cortometraggi che oggi hanno un valore storico inestimabile e rappresentano una pagina fondamentale della storia industriale italiana.

Una curiosa declinazione del gas metano nel cinema si trova in “Mad Max”, trilogia di fantascienza con Mel Gibson che arriva dall’Australia, tra gli anni settanta e ottanta. Max, eroico  salvatore del pianeta, deve nel terzo episodio sconfiggere Master, guerriero mascherato che dirige la centrale elettrica della città, alimentata dal metano prodotto dai maiali. Reminiscenze da paura della crisi petrolifera o avanguardia ambientalista?

In America

Arrivando a tempi più recenti il metano approda sul grande schermo con alcuni film americani che pongono le problematiche inerenti l’estrazione del gas. Primo su tutti “Promised Land”, diretto da Gus Van Sant con Matt Damon nella parte del giovane agente di una grande multinazionale americana. Damon arriva in un piccolo villaggio di contadini per comprare le terre su cui verrano praticate le trivellazioni, con la promessa di grandi e immediati guadagni per i contadini senza muovere un dito, la terra promessa, appunto. Tutto fila liscio fino a quando nella comunità non arriva un attivista che mette in guardia la comunità sui rischi di inquinamento della terra a seguito delle trivellazioni. Un film dallo scarso risultato economico seppur ben congegnato, ma che solleva argomenti che negli Stati Uniti muovono alcune controversie, tanto da innescare una diatriba botta e risposta di documentari pro e contro il fracking.

“GasLand”, di Josh Fox, si concentra sugli effetti negativi per l’ambiente nei processi di estrazione. Questo documentario è stato candidato agli Oscar 2011, ed ha vinto il premio della giuria al Sundance Film Festival, principale kermesse documentaristica degli Stati Uniti. Le compagnie estrattive rispondono con il contro-documentario “TruthLand” (Terra della Verità), in cui si fa luce su alcune omissioni di “GasLand”, mentre il giornalista irlandese Phelim McAleer produce “FrackNation”, ulteriore documentario che parteggia per il fracking, mentre Fox è attualmente al lavoro sul sequel “GasLand Part II”.

In Italia

Tornando in territorio nazionale non si può non annoverare il capolavoro di Francesco Rosi, “Il Caso Mattei”. Film biografico che si aggiudica nel 1972 la Palma d’Oro di Cannes ex aequo con “La Classe Operaia Va In Paradiso” di Elio Petri. Entrambi i film sono interpretati da Gian Maria Volontè, che nei panni di Mattei ci guida attraverso la sua storia, partendo proprio dalle misteriose circostanze sulla sua scomparsa, a seguito di un incidente aereo sui cieli di Bascapè, in provincia di Pavia. Il film illustra come la figura di Mattei fosse diventata troppo forte e autonoma, avendo rilanciato la rete Agip piuttosto che liquidarla come gli era stato imposto all’inizio del suo incarico, a seguito della scoperta di giacimenti di metano sul territorio italiano. Dalla dura realtà storica alla satira post apocalittica: 2061 – un anno eccezionale, diretto da Carlo Vanzina, ipotizza un’Italia che a seguito di una crisi energetica ritorna a una divisione territoriale simile all’Italia del Rinascimento. In Emilia vige la Repubblica popolare di Falce e Mortadella mentre al sud impera il Sultanato delle Due Sicilie. In un susseguirsi di meta-citazioni di attualità e storia italiana, spicca la presenza della una Multipla Natural Power, tra i pochi mezzi ancora funzionanti.

Più che una volontà alternativa, si tratta della nuova legge sul product placement, che regolarizza l’uso di marchi commerciali nei prodotti cinematografici e televisivi.

Ma questa è un’altra storia.