prova: Golf TGI BlueMotion
dicembre 2014

Golf TGI, “regina” del metano

Stefano Panzeri

A 40 anni dal debutto sul mercato la Golf si converte al metano con la TGI BlueMotion, variante a gas naturale della fortunata berlina tedesca regina delle vendite in Europa. Un esordio che conferma l’impegno di Wolfsburg nel metano e promette di dare un sostanzioso impulso alle vendite del comparto.Anche Golf si è convertita al metano. La best seller di casa Volkswagen, infatti, ha oggi in gamma anche una motorizzazione a gas naturale, con i pregi usuali di questo modello e la possibilità di ottenere grandi risparmi nella spesa per il carburante. Ridotte anche le emissioni di sostanze nociveA farlo presupporre sono le qualità note della Golf con l’aggiunta di doti ambientali e costi di gestione non troppo distanti dalle più costose elettriche o ibride plug-in.

Basata sul pianale MQB
La Golf TGI condivide con le sorelle spinte da carburanti tradizionali il pianale modulare MQB pensato per adattarsi a vetture diverse per dimensione e tecnologie e dove lo spazio per le bombole del metano è già predisposto. Uno “scheletro” sul quale i tecnici tedeschi hanno applicato il “corpo” della VII serie della Golf modificato per ottimizzare l’aerodinamica. A cambiare sono la griglia del radiatore “chiusa”, i profili neri ai lati del lunotto che si integrano con lo spoiler e altri piccoli particolari. Interventi che non mutano gli ingombri, rimarcano la linea filante e priva di spigoli della Golf e permettono alla TGI di avvalersi del marchio BlueMotion riservato ai modelli con bassi consumi ed emissioni, merito pure all’impiego degli pneumatici da 16” a basso coefficiente d’attrito e all’efficienza della meccanica.

A metano si possono percorrere 430 km
A metano si possono percorrere 430 km

Un abitacolo curato
L’abitacolo della TGI è accogliente, curato nella scelta dei materiali e delle finiture e offre spazio in abbondanza per cinque adulti. Il design è sobrio, ma gradevole alla vista e dominato dallo schermo da 5” (5,8 in alcuni allestimenti, 8 con il navigatore) del sistema di infotainment posto nella consolle centrale sopra il climatizzatore. Di pregio è pure la disposizione ergonomica dei comandi, in particolare sulle versioni di alto di gamma con volante multifunzione, dove stupisce l’assenza del commutatore. La bi-fuel tedesca, infatti, prevede il passaggio automatico tra i due carburanti, con la benzina che viene impiegata solo all’accensione e quando il metano è esaurito.Segnali distintivi della TGI si hanno nel cruscotto dove all’interno del contagiri compare l’icona luminosa del CNG e l’indicatore del livello del gas, con quello della benzina “ospitato” nel tachimetro. Nel display al centro del cruscotto sono riportate numerose informazioni relative al gas naturale, quali il consumo medio e istantaneo, l’autonomia residua e la qualità del gas in percentuale (da 100% a scendere).

A gas più di 400 km
La differenza più evidente della Golf a metano rispetto alle sorelle a benzina e diesel è nel bagagliaio, dove i due serbatoi del metano con capacità totale di 15 kg hanno costretto i tecnici Volkswagen ad alzare il piano di carico. L’esito è una minore profondità e la capacità in calo da 380 a 291 litri, valore discreto per la categoria e comunque superiore a quello della Polo (280 litri). A rimanere invariati sono la qualità delle finiture e la versatilità del vano che ospita negli scomparti laterali il kit di riparazione rapida degli pneumatici e altri accessori utili. La perdita di 89 litri capienza è ripagata dall’aumento dell’autonomia, con i 430 km di percorrenza teorica a metano che si aggiungono ai 940 km consentiti dal serbatoio da 50 litri di benzina per un totale dichiarato di 1.370 km con i due pieni.

Motore ottimizzato per il gas
Per la meccanica della TGI BlueMotion Volkswagen ha utilizzato l’efficiente quattro cilindri 1.4 TSI a iniezione diretta da 122 CV apportando modifiche per ottimizzarla per il gas naturale. Una conversione che ha coinvolto diversi componenti, come valvole e relative sedi, testata, sovralimentazione del turbo e gestione dell’alimentazione. Interventi che hanno ridotto la potenza a 110 CV lasciando invariato il dato della coppia massima di 200 Nm disponibili tra 1.500 e 3.500 giri/minuto. Una combinazione che fornisce alla TGI un comportamento lineare e con erogazione progressiva che consente di sfruttare bene i rapporti lunghi del cambio a sei velocità (in opzione disponibile pure il sequenziale DSG a 7 marce), ma capace di spunti interessanti come confermano la velocità di punta di 194 km/h e il tempo di 10,9” per lo scatto da 0 a 100 km/h.

Molto positivi i dati sulle emissioni. Golf TGI BlueMotion è omologata EURO 6 ed emette solo 94 gr/km di CO2
Molto positivi i dati sulle emissioni. Golf TGI BlueMotion è omologata EURO 6 ed emette solo 94 gr/km di CO2

Una “morbida” sportiva
Pensata per viaggiare ad andatura turistica, la Golf a metano ha un assetto morbido efficace nell’assorbire le asperità stradali e conferire un comfort elevato. In realtà, la compatta non delude chi ama stili più briosi potendo contare su un telaio rigido efficiente e sullo schema delle sospensioni pensato per vetture più potenti, come le sorelle a benzina, e modificato in parte per sopperire al maggiore peso dovuto alla presenza dei serbatoi nel posteriore. Variazioni che non incidono sulla dinamica del modello confermando le elevati doti di tenuta di strada, stabilità e rollio contenuto. A esaltare il piacere di guida sono pure lo sterzo ad assistenza variabile preciso e la buona manovrabilità della leva del cambio, che ha innesti rapidi e precisi. Efficace pure l’impianto frenante con sistema autoventilante nell’anteriore e di asciugatura sui quattro dischi che garantisce una sicurezza elevata insieme al lungo elenco dispositivi elettronici, quali i controlli di trazione (ASR) e di stabilità (ESC) con assistente di controsterzata (DSR) e la stabilizzazione in frenata rettilinea (CBC).

Contenute le spese di gestione: solo 0,04 euro/km quando si viaggia a metano
Contenute le spese di gestione: solo 0,04 euro/km quando si viaggia a metano

Spese da city car
Le note più positive della Golf a metano riguardano emissioni e spese di gestione. Per le prime la TGI è omologata Euro 6 nella normativa continentale sugli inquinanti e taglia il rilascio di CO da 124 a 94 grammi/km (92 la DSG), valore equivalente a quello di un’efficiente city car e sotto la soglia (95 g/km) prevista dall’Unione europea per il 2020. In tema di consumi i dati ufficiali sono di 3,5 kg/100 km di metano nel ciclo misto (3,4 la DSG), 2,9 nell’extra extraurbano e 4,5 in in città dove il sistema Start&Stop fornisce un contributo prezioso a ridurre la sete del 4 cilindri. Numeri contenuti per una compatta con massa di 1.382 kg in ordine di marcia e che nell’uso quotidiano non dovrebbero attestarsi intorno ai 4-4,5 kg/100 km. Tradotto in denaro, significa un esborso circa 0,04 euro al chilometro contro lo 0,06 della 1.6 TDI da 110 CV e lo 0,085 della 1.4 TSI da 105 CV.

Prezzi da 21.300 euro
La Volkswagen Golf TGI  è disponibile con carrozzeria 5 porte nei classici allestimenti del costruttore tedesco, Trendline, Comfortline e Highline, con prezzi compresi tra i 21.300 e i 26.700 euro della top di gamma con cambio DSG. Cifre superiori di circa 2.000-2.500 euro rispetto alle corrispettive versioni 1.4 TSI da 122 CV (il maggiore esborsi si recupera dopo circa 40.000 km) e inferiori di qualche centinaia di euro nei confronti delle 1.6 TDI da 110 CV. Le dotazioni ricalcano quelle della gamma tradizionale e prevedono a partire della versione base una dotazione di sicurezza eccellente (c’è pure l’airbag per le ginocchia del conducente) accompagnata da un’equilibrata scelta di dispositivi dediti al comfort (climatizzatore manuale, quattro vetri elettrici, display multifunzione, autoradio, ecc.). Con la Comfortline si aggiungono, tra l’altro, cerchi in lega, interni più accessoriati e meglio rifiniti, sedili anteriori “comfort” regolabili in altezza e con supporto lombare e cruise control. “Ricco” l’allestimento Highline dove ci sono pure il clima automatico bi-zona e il volante multifunzione in pelle.

Tre gli allestimenti disponibili: Trendline, Comfortline e Highline
Tre gli allestimenti disponibili: Trendline, Comfortline e Highline

C’è anche la Variant
Non proposta nella variante con carrozzeria a 3 porte, la Golf TGI è disponibile nella versione familiare Variant in listino con un sovrapprezzo di 600 euro. Rispetto alla berlina ha prestazioni simili (195 km/h, 11,5” per accelerare da 0 a 100 km/h), consumi identici e una vano bagagli di 424 litri estendibili a 1.439 abbattendo gli schienali delle poltrone posteriori.