cultura
settembre 2017

Libertà… per i prigionieri del sottosuolo!

Stefano Migliore

Gli archivi delle più importanti case di produzione cinematografica riservano piacevoli sorprese per chi sa dove cercare. Oggi molto del materiale è stato messo online e molte chicche sono ancora da scoprire. È questo il caso di Incom, società nata per fare concorrenza all’Istituto Luce, con un piccolo documentario sul metano che vi presentiamoOltre alle teche Rai, anzi, prima delle teche Rai, ci sono gli archivi di Istituto Luce. I cine giornali che aprivano i film al cinematografo sono paragonabili oggi, per sforzo produttivo e operativo, ai documentari a cui i produttori di tutto il mondo lavorano per anni. L’imprescindibile importanza di questi documenti storici, unica finestra sul mondo per una popolazione ancora sprovvista di apparecchi televisivi, si deve anche al lavoro dei centri di produzione dove i cinegiornali venivano realizzati, un’industria che mobilitava tecnici e macchinari che negli anni diventeranno poli di riferimento per la produzione televisiva e cinematografica.

Uomo e terra

Ubaldo Magnaghi affronta il rapporto dell’uomo con la terra, un rapporto che assume sfumature di religiosità naturale: il fuoco delle fabbriche, alimentate con il gas metano, evoca una “geometria magica”, un “fascino arcano”.

Incom, Industria Corti Metraggi, nasce nel 1938, con il preciso intento di entrare in competizione con il principale centro di produzione nazionale, l’Istituto Luce, producendo documentari più nuovi e avvincenti, inserendo parti di fiction oltre alle riprese dal vero e avvicinando il documentario al racconto cinematografico in un momento in cui le due forme stilistiche erano nettamente distinte.

 

Guido Notari, conduttore radiofonico e attore italiano

Un’opera sul metano

Proprio con questa filosofia Incom affida a uno dei più importanti registi del cinema di industria italiano un’opera sulla diffusione del gas metano, dall’emblematico titolo “I prigionieri del sottosuolo”. Il testo è affidato alla voce di Guido Notari, il cui timbro caldo ma allo stesso tempo marziale, è diventata un’autentica istituzione. Era sua la voce ufficiale del cinegiornale Luce, oltre ad aver lavorato come attore con registi del calibro di Mario Bonnard, Eduardo De Filippo e Camillo Mastrocinque. La produzione è datata 1956, da qualche parte in Sicilia Vittorio De Seta sta girando uno dei suoi preziosissimi documentari su una Sicilia misterica e atavica, dove il senso del tragico e il richiamo alla morte sono sublimazioni costanti. La retorica dell’Istituto Luce sta cedendo il passo a linguaggi più moderni e il montaggio di questo piccolo documentario la restituisce in pieno, portandoci tra i resti dell’antica civiltà di Veleia nel piacentino, uno dei più importanti siti archeologici romani dell’Emilia Romagna, dove misteriosi abitanti del sottosuolo, grazie ad un frenetico e continuo lavoro, rendevano l’aria infiammabile.

Produzioni Incom

Tra le produzioni Incom, si distinguono anche alcuni importanti documentari, tra cui “España una, grande, libre!” sulla guerra di Spagna, e il film sperimentale “Fantasia sottomarina”, esordio di Roberto Rossellini.

Qui il celebre Alessandro Volta arrivò per studiare il curioso fenomeno incendiario, contribuendo in maniera determinante agli studi sulle potenzialità energetiche del metano, che Notari chiama emblematicamente “divinazioni”.

 

Arrivano i mangiafuoco

Dopo una rapida incursione nella città di Como, città che diede i natali e che oggi ospita il museo dedicato al celebre ingegnere, torniamo nelle colline del piacentino, dove alcuni ragazzi osservano incuriositi il misterioso fenomeno: da un anfratto della terra una piccola fiamma si affaccia verso la superfice. La cosa non li stupisce, e sfruttano il fenomeno per cucinare due uova su un tegame appositamente portato da casa. Il parroco della comunità ha invece fatto convogliare tramite un sistema di tubi il gas nella chiesa, grazie ai quali illumina le sue funzioni. Un gesto tanto simbolico quanto pratico, un chiaro segnale alla popolazione: le fiamme del sottosuolo non sono manifestazioni del male o fuochi fatui; ad ogni buon conto, anche per i più scettici, tali fiamme sono comunque “esorcizzate”,  essendo indirizzate verso l’altare maggiore. Ci sono però alcune manifestazioni della forza del metano che sfuggono al controllo di ingegnosi parroci di provincia. In alcuni paesi della Romagna, le fiamme si levano dal suolo con vigore, per cui si rende necessario l’intervento di tecnici specializzati, subito ribattezzati “i mangiafuoco”.

Musiche

Il commento sonoro è firmato da Raffaele Gervasio, importantissimo compositore per il cinema, amico di Nino Rota, che lo convinse ad assumere la Cattedra di Composizione nel Conservatorio ‘Piccinni’ di Bari. Nel 1969 passa alla Direzione del nuovo Conservatorio ‘Duni’ di Matera. Sue le musiche di Carosello Napoletano, per la regia di Ettore Giannini.

Grazie a una particolare strumentazione la perdita di gas viene domata. Si riconosce nella prima parte del documentario una impronta antropologica. Magnaghi inventa un mito fondativo del metano partendo dalla civiltà romana per arrivare alla modernità passando per Volta, con una struttura quasi da Carosello: tutta la seconda metà del documentario è una entusiastica descrizione del nuovo combustibile tutto italiano, in cui si descrivono le tecniche di perforazione per la sua estrazione fino al trasporto a destinazione.

C’è posto anche per una breve parentesi sulla benzina Supercortemaggiore, che con i suoi 98 ottani fa cantare i motori del genio italiano: “non accuseremo i motori di nazionalismo, se danno una ancor più brillante prova del loro rendimento!”, ironizza Notari. Meno male, perché il motore canta per  portare le persone tranquillamente a casa, dove grazie ad una bombola sapientemente posizionata sotto al lavello, una cena calda sarà sempre pronta per tempo.