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maggio 2017

L’Europa guarda al gas naturale

Monica Dall’Olio

Da marzo Andrea Gerini è il nuovo Segretario Generale di NGVA Europe, l’associazione che in Europa promuove l’uso del metano in autotrazione. Gli abbiamo rivolto alcune domande sul gas naturale, in tutte le sue declinazioni, proprio nei giorni nei quali si sta insediando nella sede di BruxellesIngegnere, una lunga e significativa esperienza al Centro Ricerche Fiat, azienda di ricerca e sviluppo del Gruppo FCA la cui mission è volta alla promozione, realizzazione e trasferimento dell’innovazione nel settore automotive. Questo il background di Andrea Gerini, da poco insediatosi alla carica di Segretario Generale di NGVA Europe, l’associazione che in Europa promuove l’uso del metano in autotrazione. Lo abbiamo intervistato per capire come si sta evolvendo il settore del metano per autotrazione.

 

Ingegner Gerini, quali sono gli obiettivi di NGVA Europe?

“L’associazione rappresenta oggi il punto di aggregazione di circa 140 stakeholder a livello europeo; la sua missione è la promozione del gas metano nel settore trasporti  e il trasferimento nel 2010 della sede a Bruxelles è funzionale alle azioni di advocacy e di lobby presso le Istituzioni europee. La presenza di aziende appartenenti ai diversi settori della filiera (estrazione, distribuzione, componentistica, costruttori) rappresenta un grande vantaggio al fine di dare una visione strategica di insieme, in un contesto dove il mondo della tecnologia meccanica (motori e veicoli, componenti di impianti, compressori, sistemi di stoccaggio, sistemi di misura…) vive a stretto contatto con quello dell’energia.

GNL, le prospettive

Il Gas Naturale Liquido – spiega Gerini – ha aperto un mercato in forte espansione per il metano nel settore dei trasporti di lungo raggio, offrendo una valida alternativa alle motorizzazioni convenzionali a gasolio. Grazie al progetto europeo “LNG Blue Corridor”, avviato nel 2013, e che ha avuto l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di truck alimentati a LNG, l’infrastruttura per rifornimento di metano liquido si è ampliata in maniera significativa: dalle prime 20 stazioni si contano oggi più di 100 punti di erogazione, che raddoppieranno entro fine 2018.  In futuro le quote di metano trasportato in forma liquida sono previste in aumento e la disponibilità di LNG presso i terminal portuari offrirà la possibilità di una forte espansione anche nel settore marittimo; le normative del settore prevedono l’introduzione di limiti sul contenuto in zolfo dei combustibili (0,5% al 2020), ponendo in posizione di netto vantaggio il metano. La definizione in alcuni paesi europei di aree a basse emissioni inquinanti (Low Emissions Zones), sia in aree portuarie che in vicinanza delle coste, sta aprendo nuove prospettive di sviluppo per il settore. 

Grazie a questo assetto, l’associazione può costruire le diverse azioni di dialogo con le Istituzioni partendo da una forte base di competenze tecniche: questo è infatti un altro pilastro fondamentale di NGVA Europe, che al suo interno ha una struttura di gruppi di lavoro sui diversi temi relativi a normativa tecnica e  standard”.

 

Quanti veicoli a metano circolano in Europa e quali sono i Paesi più promettenti per la sua diffusione?

“Circa 1 300 000, la maggior parte dei quali in Italia, paese con una lunga storia nell’utilizzo di questo combustibile. Germania, Svezia, Austria, Svizzera sono gli altri Paesi che hanno creduto per primi e investito per creare un’infrastruttura di distribuzione del CNG sufficiente a sostenere il mercato, ma anche altri quali Bulgaria, Repubblica Ceca e Romania. Diversa è la situazione relativa al metano liquido – LNG – dove la Spagna, grazie alla presenza di numerosi terminal sulle coste, ha per prima creduto e spinto per l’impiego di tale soluzione per i truck a lunga percorrenza. Anche altri paesi, quali Francia e Belgio, stanno investendo parecchio nell’utilizzo del metano per lo sviluppo dei trasporti pubblici e della distribuzione delle merci, con esempi di best practice nel campo di utilizzo del biometano”.

 

Direttiva DAFI. Cosa vi aspettate dal suo recepimento?

“La Direttiva ha gettato le basi fissando i criteri per la realizzazione dell’infrastruttura della distribuzione dei combustibili alternativi (e quindi anche per CNG e LNG) con l’obbligo per gli Stati Membri di presentare un piano di implementazione nazionale entro la fine di novembre 2016. Un passo importante per assicurare le condizioni di uno sviluppo armonico della rete di distribuzione, condizione indispensabile al sostegno del mercato sia dei veicoli leggeri sia dei veicoli pesanti a LNG”.   

 

Inquinamento atmosferico: uno dei temi all’ordine del giorno in Europa e non solo. Come può contribuire il metano?

“Il metano è per sua natura un combustibile pulito e assicura un livello di emissioni inquinanti estremamente basso; offre una combustione praticamente priva di particolato (sia in massa sia come numero di particelle) e con emissioni di ossidi di azoto molto basse. Ancora oggi, quindi, può contribuire in maniera efficace ed immediata al miglioramento della qualità dell’aria con prestazioni comunque superiori ai combustibili tradizionali. Da ricordare, inoltre, nel campo dei veicoli pesanti, la significativa riduzione dell’inquinamento acustico: i motori a metano ad accensione comandata garantiscono una diminuzione del livello sonoro particolarmente apprezzato sui bus urbani e nelle operazioni di servizio notturno nelle città.

Andrea Gerini, Segretario Generale di NGVA Europe

Grazie a maturità delle tecnologie, ridotti costi di gestione e gamma di prodotti disponibili sul mercato, il metano può offrire una soluzione concreta, immediata ed efficace ai problemi di inquinamento, particolarmente sentito nelle aree urbane”.

 

L’Unione Europea e i Governi nazionali stanno adottando politiche per incrementare la percentuale di energie rinnovabili nel loro mix energetico. Quali benefici al settore del gas naturale da un incremento delle quote rinnovabili?

“Il gas naturale nasconde in sé una “famiglia” di combustibili: CNG e LNG, infatti, possono essere prodotti in maniera efficiente attraverso la conversione di biomasse di origine organica e, in un contesto più di lungo termine, per sintesi attraverso la conversione diretta della CO2 e l’utilizzo di idrogeno “green” prodotto da rinnovabili. Si tratta di opportunità estremamente interessanti: nel primo caso si crea un circolo virtuoso in cui si parte da un prodotto di scarto e si realizza un combustibile pulito a km 0, producendo tra l’altro biofertilizzanti di alta qualità – un esempio eccellente di economia circolare – nel secondo il gas metano prodotto risulta un valido mezzo di stoccaggio dei surplus di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Dafi, si va avanti

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio scorso, il dlgs 16/12/2016, n. 257 “Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi” prosegue il suo cammino. La Conferenza delle Regioni ha infatti approvato le linee guida finalizzate all’adozione di provvedimenti regionali omogenei su tutto il territorio nazionale per la sua applicazione.

In entrambi i casi il metano prodotto risulta completamente compatibile con il gas naturale, e quindi direttamente utilizzabile sui veicoli (nel caso ad esempio di flotte) o iniettabile nelle pipeline di distribuzione del gas. Il biometano e il metano di sintesi, quindi, potranno giocare un ruolo fondamentale nel raggiungimento della quota di energie rinnovabili previsto dalla Renewable Energy Directive (target complessivo del 27% di energie rinnovabili all’orizzonte 2030)”.  

 

Quale ruolo per il gas naturale nelle politiche energetiche?

“Il gas naturale rimane una fonte energetica di fondamentale importanza nell’attuale contesto energetico: la disponibilità delle riserve è importante con una distribuzione geopolitica tale da garantire un elevato livello di energy security e una buona stabilità dei prezzi anche sul lungo periodo. In futuro, anche in base alle stime fatte recentemente dall’IEA (International Energy Agency), il gas naturale è chiamato a svolgere un ruolo crescente nei confronti dell’obiettivo della riduzione dei gas a effetto serra, sostituendosi all’utilizzo del carbone e accompagnando la progressiva crescita delle fonti energetiche rinnovabili”.